Si discute del fatto che la nuova legge elettorale “costringerebbe” i movimenti e le personalità del centro che vuole allearsi con il campo largo ad unirsi e convergere in un unico soggetto elettorale insieme alla Casa riformista di Renzi. Ma quello che alcuni temono di dover controvoglia fare per necessità, per me si sarebbe dovuto già fare da tempo per virtù.
E anche se, auspicabilmente, questa pessima legge elettorale finisse nel dimenticatoio del Senato, come merita, l’approdo ad un unico soggetto elettorale europeista, liberldemocratico e riformista è per me l’unico sensato e da perseguire. Solo così, infatti, saremo in grado di conquistare le minime condizioni politiche necessarie per un’alleanza con il campo largo (PD-M5S-AVS) che convinca un sufficiente numero di elettori aggiuntivi a sostenere una coalizione per l’alternativa a Meloni e Salvini, con o senza Vannacci, che possa vincere e poi governare. La divisione in più soggetti dell’area centrale di un futuro centro-sinistra porterebbe “programmaticamente” all’irrilevanza politica, su cui gli elettori giudicherebbero già prima del voto. Divisi si può ottenere al massimo qualche eletto, il che non guasta, certo, ma non costituire un soggetto in grado di negoziare con qualche efficacia su Ucraina, difesa europea, giustizia, fisco e crescita. Se vogliamo, ad esempio, metterci nelle condizioni di poterci alzare per dire “non se ne parla” quando qualcuno del campo largo, sic stantibus rebus, volesse sospendere l’aiuto a Kyiv contro l’aggressione imperialista di Putin, dobbiamo unire le forze e superare personalismi e divisioni capziose. Insieme a Renzi? Ovviamente si. Per almeno due ragioni. Una politica: la ritrosia nei confronti di Renzi manifestata da alcuni del Campo largo più che alla persona dell’ex Premier si riferisce alle sue politiche, sul lavoro e non solo, il cui spirito riformatore va difeso, attualizzato e rimesso in circolo. Un’altra impietosamente aritmetica: anche senza cambio di legge elettorale, le energie utilizzate per costruire una forza che pareggi o superi quella di Italia Viva - se mai l’intento riuscisse, e ne dubito - porterebbero comunque ad una somma di debolezze anzichè a una prova unitaria di relativa forza.
Se +Europa non fosse finita nella paralisi politica ed organizzativa in cui si trova oggi, con una segreteria che ha da tempo perso la maggioranza nel partito e per tutta risposta rimanda provocatoriamente alle calende greche la convocazione di un’Assemblea chiarificatrice, sarebbe potuta essere meritoriamente protagonista di questa fase.
Hamas impedisce la distribuzione degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Lo ha sempre fatto, come voci indipendenti hanno spesso raccontato nei mesi scorsi, come si è sempre impadronito degli immensi fondi stanziati a vantaggio della popolazione civile e trasformati in armamento e città sotterranee.
Ma oggi lo dice e denuncia persino l’Onu, non la fanatica e velenosa voce di tu-sai-chi amata dalla sinistra italiana, ma quella del vice Coordinatore residente per i Territori palestinesi occupati, Ramiz Alakbarov
Dichiarazione del vice Coordinatore Speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, nonché Coordinatore residente e umanitario per i Territori palestinesi occupati, il dott. Ramiz Alakbarov, sulla situazione a Gaza
Gerusalemme, 12 luglio 2026:
“Condanno fermamente il recente ostacolo posto alle operazioni umanitarie a Gaza da parte delle autorità de facto, che ha messo in pericolo il personale umanitario, intimidito gli operatori impegnati nella distribuzione di aiuti alimentari salvavita e interrotto le operazioni umanitarie di primo soccorso.
Ieri, gli operatori umanitari sono stati costretti a interrompere le distribuzioni alimentari dopo che personale armato affiliato alle autorità de facto ha fatto irruzione con la forza nel punto di distribuzione alimentare di Abu Rashid a Jabalia, nel nord di Gaza. Le forze hanno inoltre fatto irruzione in un magazzino del PAM e, secondo quanto riferito, hanno aggredito due autisti di camion che stavano consegnando forniture umanitarie.
Questi incidenti non sono isolati. Sono del tutto inaccettabili e riflettono un modello sempre più pericoloso di intimidazione, violenza e ostruzionismo, compresi tentativi di contrabbando, che prendono di mira e compromettono le operazioni umanitarie. Mettono a rischio gli operatori umanitari, interrompono la fornitura di aiuti salvavita e limitano ulteriormente la capacità delle organizzazioni umanitarie di operare in un momento in cui i civili in tutta Gaza continuano ad affrontare condizioni umanitarie immense e urgenti.
Le minacce dirette al personale, le interferenze con i rifornimenti umanitari e la riduzione dello spazio operativo umanitario continuano a compromettere la continuità operativa. Allo stesso tempo, l’espansione delle aree sotto il controllo israeliano sta riducendo ulteriormente lo spazio a disposizione dei civili, rendendo imperativo che gli aiuti umanitari possano circolare in sicurezza e raggiungere le persone bisognose senza interferenze.
Ai sensi del diritto internazionale umanitario, tutte le parti devono rispettare e proteggere il personale umanitario, le strutture e i rifornimenti di soccorso, e astenersi da azioni che ostacolino le operazioni umanitarie.
Chiedo la cessazione immediata di ogni interferenza con le operazioni umanitarie e il rispetto della loro indipendenza, imparzialità e neutralità. I civili, compreso il personale umanitario, devono essere sempre protetti, e deve essere agevolato il passaggio rapido, sicuro e senza ostacoli degli aiuti umanitari imparziali.
La popolazione di Gaza ha già sopportato immense sofferenze. Non può essere sottoposta a ulteriori ritardi o interruzioni nella fornitura di assistenza salvavita. Ribadisco che le organizzazioni umanitarie devono poter svolgere il proprio lavoro in modo sicuro, indipendente, imparziale e senza timore di intimidazioni o violenze."
Le stupidaggini e le idiozie che dice Vannacci sono oltre il livello Grillo-Salvini. La vera domanda è come la carriera militare abbia prodotto uno così, come quella diplomatica abbia consentito l’avanzamento della Basile o quella universitaria la cattedra di D’Orsi.
⚠️ After almost 3 years, the UN finally admits that Hamas is systematically hijacking aid in Gaza and endangering humanitarian personnel.
Will the int'l press report this? Will world leaders call this out? Will the human rights and Free Gaza champions speak out?
Grazie! ❤️
Paolo Messina
E' interessante notare che per tutto il tempo che sono stato, insieme a milioni di comunisti italiani, complice del genocidio dei cambogiani sono stato considerato un rispettabile membro della comunità.
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Si tratta inequivocabilmente di un genocidio ed è certamente uno dei più assurdi della storia. Cambogiani che sterminavano cambogiani. Alla fine ci furono due milioni di morti (o forse molti di più).
E' un fatto che il protagonista di quel genocidio avesse studiato in Francia, tra i comunisti francesi, e avesse letto lo stesso Marx che avevo letto io.
E' un fatto che quando Pol Pot entrò vincitore a Phnom Penh, l'Unità dedicò il titolo ai "partigiani" cambogiani.
I quali svuotarono la città, cominciando da quelli che portavano gli occhiali. Per costruire l'uomo nuovo bisognava sterminare quello vecchio.
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Eppure nessuno, mai, durante il genocidio o dopo il genocidio, mi ha chiamato complice del genocidio. Che è quel che ero.
Leggevo l'Unità e le mie fonti sul genocidio erano i comunicati del Comitato Centrale del Partito Comunista Rumeno. E leggevo Noam Chomsky, che negava che vi fosse un genocidio in corso.
Ma non solo nessuno mi chiamò mai genocida.
Il fatto di essere schierato con una ideologia che dovunque ha preso il potere ha fatto morti a milioni mi dava una certa rispettabilità.
Gli altri comunisti mi apprezzavano per la fedeltà alla linea, i non comunisti dicevano che ero "intelligente" e avevo dei profondi valori morali. Degni di rispetto.
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Questa situazione è cambiata quando ho smesso di essere comunista.
In quel momento ho cominciato a sentire in modo tangibile il disprezzo, e l'odio.
Un disprezzo ed un odio viscerali.
L'unico paragone che mi viene in mente è quello dei Testimoni di Geova che abbandonano la setta. Per la comunità alla quale appartenevano sono come morti.
A me è capitato che i figli di miei amici, dopo la loro morte, si accorgessero che io ero ancora tra i contatti del padre. E mi hanno rimosso, immediatamente. Immagino la loro sofferenza nel leggere i miei pensieri osceni.
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Ora si può dire che quello cambogiano è stato un genocidio.
Oddio, non è che si deve. Ma se qualcuno tira fuori questo argomento, non bisogna provare imbarazzo.
A distanza di 20 o 30 anni il Partito ha ammesso che quello di Pol Pot era il "delirio" di un "matto".
Perché il Partito fa così.
Quella che ieri era una vergognosa menzogna propalata da provocatori al soldo dell'imperialismo all'improvviso diventa la verità ufficiale. E guai a chi non legge il comunicato e non si aggiorna in tempo.
L'importante è dire tutti le stesse cose nello stesso momento.
Curiosamente la pagina in cui Pol Pot viene chiamato dittatore e associato a Stalin riporta un trafiletto in cui, invece, Putin viene presentato come un democratico che punta il dito contro Stalin.
***
Scusate compagni, ma dovete andare affanculo.
E non vi permettete di puntare il ditino contro di me come se fossi un povero contadino ucraino o russo ai tempi di Stalin o di Mao al quale fare un processo popolare.
Io ho memoria, e parole.
Non vi temo e vi combatto.
Quindi, nell’ordine:
-dovremmo convincere Zelensky che l’imperialismo russo mica è così male.
E se t’invadono non puoi pensare di mantenere i tuoi confini, eh eh.
La sovranità è l’integrità di una nazione nel Campo Lavrov si decidono con le invasioni militari, mica col diritto internazionale (segnalo che questi poi dicono di essere quelli pacifisti e antimilitaristi. La verità è che sono antimilitaristi solo coi militari dell’occidente e del mondo libero)
-Sia mai si pensi signoramia di respingere l’invasore criminale che poi usa l’atomica. Nel Campo Lavrov se hai l’atomica vinci a tavolino.
-l’Europa dovrebbe parlare con una voce sola per dire “difenderci? Macché! Siamo felici di diventare il parco giochi dei dittatori di mezzo mondo, e di Putin in particolare”
Patuanelli, e la sua idea di Ucraina, di Europa e di pace.
#campolavrov
Il nuovo campo largo è un accozzaglia inguardabile..con SCHLEIN priva di carisma..che conta come il 2 di picche..BETTINI regista, BONELLI FRATOIANNI inutili idioti..CONTE leader in pectore...Chi ama la politica da sx non può pensare di infliggere al paese una punizione simile.
Quanta amarezza… io sarò sempre israeliana, ebrea, sionista 🇮🇱❤️🇮🇱❤️🇮🇱❤️🇮🇱❤️
BluIsraele
C’è un commento ricorrente che incontro nel vasto panorama antisemita:
“Ma possibile che mentono tutti?”
Le onlus, l’Onu, Emergency, la stampa, la politica di sinistra, i giovani studenti, i gruppi attivisti, i centri sociali, i commentatori televisivi,
E non solo italiani ma in tutto l’occidente praticamente.
Tutti che mentono d’accordo contro Israele. Ma com’è possibile?
E davvero qui mi fermo e capisco che è davvero un domino quello a cui ho assistiti e mi fa paura prenderne consapevolezza.
Prima mi è crollata la politica. L’attivismo istituzionale della sinistra. Politici di sinistra che a vario titolo seguivo e a cui credevo.
Poi mi è crollato di conseguenza il giornalismo. I migliori giornalisti che seguivo e stimavo tutti dalla parte di Hamas.
Poi gli artisti. Cantanti e attori diventati pure loro antisemiti, tutta gente che amavo. Grandi musicisti. Grandi interpreti. Grandi persone che facevano parte un po’ di me stesso.
E a catena mentre mi crollava il mondo davanti mi è crollato pure nella sfera personale. Amici e colleghi diventati antisemiti.
Quanto è probabile che potesse succedere?
È più probabile che il mondo sia impazzito o che sono impazzito io?
E poi per rispondere a questa domanda faccio la prova del nove e guardo Israele da una parte e i palestinesi dall’altra e mi chiedo davvero con chi vorrei uscire a cena stasera dovendo scegliere.
E se ancora ho qualche dubbio ritorno a pensare a quelle scene di gioia nelle strade di Gaza quando il sette ottobre distribuivano dolci per festeggiare il massacro degli israeliani.
E si mi spiace.
Non sono impazzito io.
È impazzito il mondo.
Mi consola solo una frase di Piero Angela che per fronteggiare l’ignoranza scientifica tracimante e spiegare che la scienza non è una questione democratica ma di presa di coscienza della realtà disse:
“La velocità della luce non la si decide a maggioranza!”
Che si può applicare a tutti gli aspetti della realtà.
Il genocidio di Gaza non diventa reale se lo affermano in tanti se questi tanti non portano mai una prova.
Sul perché poi ce ne siano così in tanti di individui che si sono buttati improvvisamente sull’antisemitismo è una domanda a cui non so rispondere.
Ma non cambia la realtà.
Il Cremlino si compiace della scellerata decisione CIO di riammettere gli atleti russi alle Olimpiadi. Dice che vengono rispettati i diritti, dice. I diritti. Il Cremlino che parla di diritti. Quanto ancora deve sopportare l’Ucraina questa crudele farsa? Quanto questa ignominia?
Cioè fatemi capire: voi state scoprendo solo oggi che questo qui è un pazzo megalomane, solo perché ha fatto togliere un cartellino rosso a un giocatore della nazionale di calcio USA?
Scusate ma dove eravate quando:
- ha trattato a pesci in faccia il presidente di un paese invaso, dentro lo studio ovale della casa bianca?
- ha steso il tappeto rosso a Putin in Alaska?
- ha tentato di prendere con la forza la Groenlandia?
- si lamentava di Macron, Meloni e Starmer, ed elogiava Xi e Kim Jong Un?
- spalleggiava Netanyahu in ogni sua follia (e lo dico da sostenitore di Israele), e poi l'ha abbandonato?
- nei primi 18 mesi di mandato ha bombardato senza motivo ben 8 Paesi (Iran, Venezuela, Somalia, Iraq, Yemen, Siria e Nigeria)?
- ha messo in ginocchio l'economia mondiale con i suoi dazi, che alla fine erano pure illegali?
- è stato condannato per 34 capi d'accusa, e due accuse sono state archiviate solo perché gli USA non prevedono processi per i presidenti in carica?
- è stato un amico intimo di Epstein, compare innumerevoli volte negli EPSTEIN files, ed è stato accusato di stupro da almeno 28 donne diverse?
- lui e la sua famiglia facevano (e fanno) i soldi a palate con l'insider trading?
Leader cristiani del Libano del Sud chiedono l’annessione a Israele, sostenendo che la vera occupazione è quella di Hezbollah, non dello Stato ebraico
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#Israele
La sentenza pronunciata oggi dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea chiarisce, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che il divieto previsto dall’articolo 2-septies, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 833/2014, come modificato dal regolamento (UE) 2022/350, impedisce in qualunque forma la diffusione dei contenuti di Russia Today e delle altre emittenti individuate dall’Unione europea come strumenti della guerra ibrida del Cremlino.
La Corte afferma infatti che è “irrilevante che la diffusione dei contenuti vietati sia effettuata o meno nell’ambito di un’attività economica” e che il concetto di “operatore” comprende “qualsiasi persona responsabile, direttamente o indirettamente, della messa a disposizione dei contenuti vietati, anche nell’ambito di un’attività non retribuita”.
Alla luce di questa sentenza è ancora più inaccettabile che in Italia continuino a svolgersi manifestazioni ed eventi pubblici dedicati alla diffusione di questi materiali di propaganda, spesso utilizzando perfino il marchio di Russia Today, e che gli stessi contenuti, insieme alla loro promozione, continuino a circolare di fatto liberamente sulle principali piattaforme social.
Tutto questo avviene, per stessa ammissione del Governo, perché l’Italia non ha ancora individuato le autorità nazionali competenti a garantire l’applicazione del regolamento europeo e ad accertare e sanzionare le relative violazioni.
Non esistono più alibi, Presidente Meloni, è urgentissimo intervenire per impedire agli osceni cantori della propaganda putiniana di inquinare ancora il nostro dibattito pubblico
Sì D’Orsi, mi riferisco a lei
Sì Basile, mi riferisco a lei.
Sì, Lucidi, sì, Lorusso, mi riferisco esattamente a voi, e a tutto il vostro grottesco circoletto di finti intellettuali e finti giornalisti asserviti al regime del Cremlino.
Le norme europee devono essere applicate integralmente anche nel nostro Paese.
Lasciare senza attuazione un regolamento adottato per contrastare la guerra ibrida della Russia significa indebolire la sicurezza democratica dell’Italia e dell’Unione europea
“Ma come siamo diventati così stupidi?
Io vengo da un tempo in cui le parole pesavano.
Prima di parlare si ascoltava, prima di giudicare si cercava di capire.
Negli ultimi decenni invece ho assistito a un progressivo imbarbarimento non dirò della cultura, ma proprio dell’essere umano.
I social media ne sono l’esempio perfetto. I social non informano: eccitano.
Non spiegano: SEMPLIFICANO.
Non creano il dialogo:
mettono gli uni contro gli altri.
Sono lo specchio di una società che ha reso ridicola la critica, sospetto il dubbio, noiosa la competenza.
Ci vuole una resistenza quasi eroica per sottrarsi a tutto questo.
In un mondo che ti vuole stupido, pensare è già una forma di disobbedienza.
Perché mentre tutto spinge verso l’idiozia, pensare resta l’ultima forma di resistenza.
L’ignoranza non è mai stata un’opinione. Oggi, però, viene spesso applaudita come se fosse autenticità.
Il pensiero critico dà fastidio perché obbliga a studiare, a dubitare e ad assumersi la responsabilità delle proprie idee.
È molto più comodo condividere slogan che cercare la verità”.
Umberto Eco
✍🏻 Gloria F. Turacchi
Giuliano Ferrara è uno dei pochi giornalisti italiani che continua a ragionare in termini di storia, strategia e geopolitica.
A volte lo trovo persino prolisso.
Fa giri larghi, apre parentesi, richiama eventi lontani decenni.
Ma chi lo legge con attenzione capisce che non sta riempiendo spazio: sta cercando di spiegare una realtà che non può essere compressa in uno slogan, in un hashtag o in una fotografia.
Nel suo ultimo articolo sul Foglio difende Netanyahu, ma soprattutto difende un concetto che oggi in Occidente sembra diventato quasi rivoluzionario:
__la storia conta.
Ferrara scrive che il problema di Israele non è Netanyahu.
E qui arriva il punto che molti non vogliono vedere.
I suoi principali avversari politici non contestano l’esistenza della minaccia rappresentata da Hamas, Hezbollah o dal regime iraniano.
Molto spesso contestano Netanyahu perché ritengono che non sia riuscito a raggiungere completamente gli obiettivi che si era prefissato.
__Bennett, Eisenkot, Lapid, Golan sono personalità diverse, ma nessuno di loro pensa
**che Hamas debba restare armata a Gaza,
**che Hezbollah possa continuare a trasformare il Libano meridionale in una piattaforma missilistica contro Israele
**o che l’Iran nucleare rappresenti un dettaglio trascurabile.
Ed è qui che Ferrara colpisce nel segno.
Perché gran parte del dibattito occidentale non discute Israele.
Discute Netanyahu.
__Come se eliminato lui sparissero Hamas, Hezbollah, gli ayatollah, il 7 ottobre, i razzi, i tunnel, gli ostaggi e quarant’anni di terrorismo regionale.
È una lettura infantile della realtà.
E purtroppo a sostenerla sono spesso persone che fino al 7 ottobre non sapevano distinguere
**Hamas da Fatah,
**Hezbollah dall’Autorità Palestinese,
**la Guerra dei Sei Giorni dagli Accordi di Oslo.
Persone
> che non hanno mai letto una pagina di storia del Medio Oriente,
> che ignorano cosa sia accaduto nel 1948, nel 1967, nel 1973, in Libano, durante la Seconda Intifada o dopo il ritiro israeliano da Gaza nel 2005.
Eppure, dopo aver visto *qualche fotografia,
*qualche video su TikTok, *qualche post ideologizzato sui social
*e qualche titolo costruito per suscitare indignazione,
si sentono improvvisamente autorizzati a emettere sentenze definitive su una delle questioni più complesse della storia contemporanea.
La verità è che la storia non comincia il giorno in cui qualcuno decide di interessarsene.
E il Medio Oriente non può essere spiegato da chi osserva soltanto gli ultimi fotogrammi ignorando tutto il film.
__Ferrara ci ricorda una cosa semplice ma fondamentale.
Se domani Netanyahu uscisse di scena, gran parte delle sfide esistenziali di Israele resterebbero esattamente le stesse.
Cambierebbero i nomi.
Non cambierebbero i problemi.
E probabilmente non cambierebbe nemmeno l’ostilità di chi ha trasformato Israele in un imputato permanente.
Perché il bersaglio, troppo spesso, non è Netanyahu.
Il bersaglio è Israele stesso.
@ferrarailgrasso
Starmer si dimette. Ci sarà chi applaude, e chi - come chi scrive - lo ritiene un colpo alla democrazia. Perché un leader democraticamente eletto, con una maggioranza di oltre 400 deputati, forzato a dimettersi dopo 2 anni, sotto i colpi di un'operazione mediatica, interferenze estere, e l'opera di fronde interne minoritarie non è un buon segno per la democrazia.
E non è un buon segno per l'Occidente e per l'Europa. Non lo è perché segna un precedente. Perché quello che è stato fatto a Starmer potrà essere fatto ad altri leader europei. Nelle stesse modalità: usare i media per prefabbricare impopolarità, creare il panico tra le file interne, e spingere a rimpiazzare un leader basandosi non sulle politiche, i risultati, o una maggioranza stratosferica, ma su sondaggi influenzati da algoritmi.
Non è un buon giorno, lo ripeto, per l'Europa perché la sicurezza europea passa anche da qui e non c'è niente, ma proprio niente da guadagnare dall'instabilità del Regno Unito .
Conte che falsifica un video.
El Gordo che si inventa torture.
Quello del Copasir che si inventa un selfie.
Quella che sembra Austin Power che sostiene il terrorista.
Quello che parla di ginocchiere.
La Appendino che boicotta Teva e poi frigna.
Il M5S è una discarica sociale.