Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 sono iniziate.
Ogni grande performance nasce da un equilibrio preciso: mente che guida, corpo che agisce, tecnologia che abilita.
CHE EMOZIONE!
Tutti gli italiani del pattinaggio si sono esibiti insieme sulle note da brividi del ‘Nessun Dorma’ di Luciano Pavarotti.
E anche il team azzurro dà spettacolo, meritandosi la standing ovation del pubblico presente al Forum di Assago!
Era il pomeriggio di martedì 27 gennaio.
La neve cadeva fitta sulla statale 51 Alemagna, tra San Vito di Cadore e Vodo di Cadore, nel Bellunese.
Un bambino di undici anni, appena uscito dal rientro scolastico a San Vito, si avvicina alla fermata insieme a due compagni. È stanco, ha due zaini sulle spalle, e pensa solo a tornare a casa.
Ha in tasca il suo biglietto: uno dei carnet da 2,50 euro che la famiglia aveva comprato a inizio anno, convinta, come sempre era stato, che fossero validi senza scadenza.
Ma da pochi giorni è cambiato tutto.
Per il periodo olimpico è stato introdotto un nuovo biglietto unico da 10 euro, acquistabile solo via app o bancomat.
Il bambino non lo sa. La sua famiglia non lo sa. Nessuno gliel’ha spiegato.
Quando sale sulla linea 30 Calalzo–Cortina, l’autista guarda il biglietto e dice che non va bene.
Il bambino prova a spiegare, prova a dire che è quello che ha sempre usato.
Non basta.
La porta si apre.
Fuori ci sono meno tre gradi, la neve che ricomincia a cadere, e una lunga pista ciclabile che collega i due paesi.
L’autobus riparte.
Lui resta lì.
Comincia a camminare.
Sei chilometri.
Da San Vito a Vodo.
Senza cellulare, senza un adulto, con il sole che cala e le mani che diventano viola.
Quando arriva a casa è congelato, in stato di ipotermia, stremato.
La nonna, avvocata, ascolta il suo racconto e presenta querela per abbandono di minore.
L’azienda sospende l’autista.
La valle si interroga.
Il Paese si indigna.
E la domanda che resta sospesa, più pesante della neve, è sempre la stessa:
Com’è possibile che, in quel momento, nessuno abbia pensato che prima del biglietto c’era un bambino?
Dov'è finito il buon senso? Dov'è finita l'umanità?
- Domiziano
La sottrazione dei bambini della famiglia nel bosco è un'altra espressione della guerra alla famiglia. La deviata società creata dalla scuola di Francoforte vuole distruggere la famiglia e per poterlo fare vuole impossessarsi dei bambini.
https://t.co/PVLwWZatfO
“Una mano che l'ha toccata, trasmettendole una sensazione spiacevole….confidarlo alle persone che ci vogliono bene e ci proteggono significa togliere a quei ricordi, a quelle brutte esperienze, il potere della paura"
che programma la melevisione❤️
Crepet: «Mi spiegate perché i genitori che passano tutto il giorno sui social ignorando i figli non fanno scandalo, mentre chi sceglie di crescere i bambini a contatto con la natura diventa un problema? Fatemi capire.»
Ma davvero viviamo in un Paese dove
📱 un genitore che sta tutto il giorno sul telefono, scorrendo TikTok mentre i figli si arrangiano, va bene…
🌲 …mentre chi cresce i bambini all’aria aperta, giocando nei boschi, esplorando, sporcandosi, vivendo davvero viene trattato come un sospetto?
È incredibile: ci scandalizza la natura, non l’assenza.
Ci preoccupano i boschi, non l’indifferenza.
Ci dà fastidio chi educa con presenza e libertà, mentre chi parcheggia i figli davanti agli schermi passa inosservato.
Forse non è la natura a farci paura…
Forse ci spaventa chi sceglie un modo diverso di crescere i propri figli, più umano, più lento, più vero.
Prima di giudicare chi vive nei boschi, proviamo a guardare chi vive sui social.
Ieri il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha confermato l’allontanamento dei tre bambini della famiglia che vive nel bosco, mantenendo la sospensione della responsabilità genitoriale. Uno dei motivi principali indicati nel provvedimento è che i bambini «non frequentano la scuola» e «non risultano neppure iscritti per l’anno scolastico 2025/2026».Poche ore dopo la notifica del decreto, l’avvocato ha ricevuto un documento ufficiale datato 3 novembre 2025 dall’Ambito Scolastico Territoriale Alto Vastese che dice esattamente il contrario: autorizza i genitori a fare istruzione parentale anche per quest’anno scolastico 2025/2026 ed è stata dichiarata idonea a frequentare la terza elementare. Lo Stato, con un suo ufficio, dice che la bambina ha fatto la seconda elementare l’anno scorso, è stata promossa, e che quest’anno i genitori possono continuare tranquillamente con l’istruzione parentale. Lo stesso Stato, con un altro ufficio (il Tribunale), toglie i figli alla famiglia perché «non vanno a scuola e non sono iscritti». INCREDIBILE
"Non si può restare indifferenti davanti a ciò che sta accadendo a Gaza. Rimanere inerti di fronte a questo massacro vuol dire non avere più umanità" #esempremezzogiorno
CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE.
IL VACCINO NON È UNA RELIGIONE!
Lo ha affermato il Presidente del
Consiglio Giorgia Meloni.
Auguriamoci che voglia spiegarlo anche a tutti gli Italiani e che voglia adottare i provvedimenti di conseguenza.
Ministro Schillaci, ogni dichiarazione è un passo in più verso il disastro.
Per il bene del Paese e della sanità pubblica: dimettiti. Subito.
#18agosto#SCHILLACIDIMISSIONI#schillaci
Una volta Wanna Marchi vendeva lo scioglipancia, ma oggi Ferrarelle è il vero genio. Un bicchiere d'acqua tinta con scritto in grande "brucia grassi" 1 euro (4€/litro).
Complimenti, tanta stima.
Oro azzurro nella staffetta femminile 4x100, Doualla stellare. Quarta medaglia azzurra a Tampere, in Finlandia per gli Under 20 https://t.co/b6LrKhsP9d
Autogrill, dove un panino costa quanto un aperitivo e dove un litro d’acqua costa più di un litro di benzina .
🚨 Autogrill: la sosta in gioielleria 🚨
Un panino al salame: 8,50€
Un caffè: 1,60€
Un’insalata col tonno: 18 €
Un litro di coca cola: 8 €
Due energy drink: 16 €
Una bottiglietta d’acqua: 2,20€
Sì, avete letto bene.
L’acqua al litro costa più della benzina. Il panino, con ingredienti da supermercato, ha un prezzo da ristorante stellato. Un’insalata che neanche da Craco.
E no, non è colpa dell’inflazione: è semplicemente sfruttare il fatto che sei in viaggio e non hai alternative. Un altro #farwest italiano
📢 Cari gestori, non è una questione di soldi . È una questione di rispetto.
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https://t.co/jLyOlOK0Wg
#FARWEST #caroprezzi #estate2025 #autogrill #viaggi #autostrada #prezzifolli
#PapaLeoneXIV#LeoneXIV#GiubileodeiGiovani
Noi pure, cari amici, siamo fatti così: siamo fatti per questo. Non per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un'esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell'amore.
Questa non la sapevo.
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Quello che state indossando adesso probabilmente ha conquistato il mondo partendo dall'Italia.
No, non sto scherzando.
I jeans. Tutti li associamo all'America, al Far West, a Levi's. Ma sapete una cosa incredibile? Il tessuto più indossato al mondo è nato a Genova.
Nel XVI secolo, i marinai genovesi avevano bisogno di una tela robusta che resistesse al sale, al vento e al lavoro duro sui moli. Nasce così questa stoffa blu resistente, perfetta per chi sfidava il mare ogni giorno.
Ma sapete da dove viene davvero il nome 'jeans'? Da Gênes. Il nome francese di Genova.
Quando questo tessuto iniziò a viaggiare per il mondo attraverso i commerci marittimi, i francesi lo chiamavano 'bleu de Gênes' - il blu di Genova. Gli inglesi lo trasformarono in 'jeans'.
Secoli dopo, questo tessuto arrivò in America dove divenne quello che conosciamo oggi. Ma le radici sono qui, nei nostri porti, nelle mani dei nostri artigiani.
La prossima volta che indossate i jeans, ricordatevi: state portando addosso un pezzo di storia italiana che ha vestito il mondo intero. Chi l'avrebbe mai detto che Genova avesse conquistato il pianeta, un paio di pantaloni alla volta?
Via Genova la Superba
Dopo aver percepito direttamente e indirettamente centinaia di miliardi di aiuti di Stato, agli Agnelli è stato concesso di distruggere l'industria automobilistica italiana. Adesso danno il colpo di grazia anche a quella dei veicoli pesanti vendendola agli indiani di Tata. La divisione difesa dell'Iveco andrà all'accoppiata italo-tedesca Leonardo-Reinmethall. Quindi alla Germania. Il Governo resta a guardare rendendosi complice dell'ennesima svendita.
Dicevano che la lira era una moneta "debole" , quando India e Turchia si sono comprate rispettivamente Iveco e Piaggio Aerospace con la rupia indiana e la lira turca. I fatti stanno spazzando via 33 anni di bugie sull'euro e la moneta unica che avrebbe "salvato" l'Italia.