#GIULEMANIDAREPORT
A fronte della sospensione delle repliche estive di #Report, che sarebbero dovute andare in onda da stasera, vi chiediamo una mano, perché noi vogliamo esserci comunque! La storia delle nostre inchieste non può essere cancellata per decreto aziendale
Perché non lo condividete?
Di che cazzo avete paura?
Di essere accomunati ad uno come me?
I poveri vi fanno schifo?
Condividete le peggio puttanate possibili!
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Il sapone a parte
Un uomo senza tetto entra in un bagno pubblico con un buono comunale per lavarsi. Non chiede nulla. Non supplica. Può fare la doccia, lavarsi di dosso lo sporco.
Quel buono gliel’ho dato io. Ci sono voluti mesi. Telefonate. Attese. Uffici muti. Alla fine, insieme ai pasti, anche la doccia. Un piatto caldo tiene in piedi il corpo. L’acqua calda e un asciugamano pulito tengono in piedi la dignità, ci fosse anche qualche abito pulito sarebbe magia.
Si lava. Poi chiede un po’ di sapone in più.
“Sai, avevo solo 3 euro in tasca!” mi dice. Non erano soldi di troppo, erano gli unici che aveva.
Glielo fanno pagare.
Il sapone. La cosa più semplice. La strada, la notte, la polvere non si lavano da soli. Non ha nulla. Niente casa. Niente soldi. Niente scelte. Eppure deve pagare per lavarsi.
Le docce sono aperte solo il martedì, il giovedì, il sabato. Se mi sporco lunedì, aspetto. Se ho freddo venerdì, tornerò domani. Igiene e dignità solo nei giorni prestabiliti, in quelli pari!
Frequento questo mondo da più di dieci anni. Ho imparato in strada che non si cede denaro. La maggior parte viene spesa in alcol o droga. Qui non si tratta di concessioni. Si tratta di un diritto. Minimo!
Me lo racconta senza rabbia. Solo pudore. Non indignazione e sceneggiata teatrale. Solo sorpresa. È normale? a bassa voce come una vergogna.
No, non è normale!
Riesco a contattare l’impiegato solo dopo ore. Vari tentativi. Mi aspetto una spiegazione. Ricevo un rimprovero. Il tono è infastidito. La sostanza, non faccia polemica ! Non è il centro del mondo.
Non si chiede di essere il centro del mondo. Si chiede dignità. Si chiede che il servizio sociale non diventi tolleranza burocratica, si chiede empatia.
Quando chi segnala un’ingiustizia diventa il problema, il sistema smette di interrogarsi. Difende se stesso. Non il sapone, non le docce, non la dignità. Difende il tono, la posizione.
La dignità non è un extra. Non è una ricarica da banco. Non dovrebbe avere un giorno in agenda, la dignità è un diritto.
C’è una linea sottile tra assistenza e umiliazione. La prima apre possibilità. La seconda ricorda il posto di chi riceve.
Una domanda resta sospesa.
Se molti non usano i buoni per la doccia, è perché non vogliono lavarsi?
O perché temono un’altra piccola umiliazione?
Forse prima di chiedersi perché non si presentano, bisognerebbe guardare cosa trovano quando lo fanno.
Luca ha 54 anni
Luca cena da noi 5 sere a settimana
Luca aveva un lavoro, una casa, una famiglia
Luca ha una figlia che vive in olanda che non sa che suo padre dorme su un cartone all'aperto
Oggi Luca si farà una doccia e pagherà la collettività, collettività che lo ha abbandonato.
Today, the Trump administration repealed the endangerment finding: the ruling that served as the basis for limits on tailpipe emissions and power plant rules. Without it, we’ll be less safe, less healthy and less able to fight climate change — all so the fossil fuel industry can make even more money.
🚨NEW: Donald Trump has attacked USA Olympic skier Hunter Hess on social media, calling him a “real loser” for expressing concern about the murders of Alex Pretti and Renee Good by ICE.
RETWEET if you stand with Hess against Trump!
Non c’è una ragione valida per impedire ai fuorisede di votare, ma ci sono mille ragioni per far sì che votino, per una volta inondiamo Twitter di richieste.
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