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Ha collaborato con le più importanti agenzie spaziali, ha dato il nome a un asteroide e ha avuto un ruolo chiave in uno degli esperimenti più audaci della storia dello spazio: far atterrare una sonda su una cometa a centinaia di milioni di chilometri dalla Terra. Amalia Ercoli Finzi è la prima donna italiana laureata in ingegneria aeronautica.
Nata il 20 aprile 1937 a Gallarate, in provincia di Varese, Amalia cresce con una passione travolgente per la matematica. Già la scelta di frequentare il liceo scientifico a Busto Arsizio è insolita per l’epoca, ma non quanto la successiva: si iscrive al Politecnico di Milano per studiare ingegneria aeronautica, corso dominato dagli uomini e frequentato da sole 5 ragazze su 650 studenti. I genitori avrebbero preferito per lei una cattedra di matematica alle medie. Lei non li ascolta.
Nel 1962 si laurea con il massimo dei voti e lode e vince la medaglia d'oro dell'AIDAA, l’associazione italiana di aeronautica e astronautica. È la prima donna italiana a conseguire questa laurea e passeranno dodici anni prima che arrivi la seconda. Da parte sua, Amalia seguirà personalmente molte delle prime colleghe per aiutarle a inserirsi nel mondo del lavoro.
Inizia subito a insegnare al Politecnico di Milano, dove resterà per oltre cinquant'anni: diventa professoressa associata nel 1980 e ordinaria nel 1994, insegnando meccanica orbitale e dirigendo il dipartimento di ingegneria aerospaziale.
L’apice della sua carriera arriva con la missione Rosetta dell'ESA. Per diversi anni è Principal Investigator (responsabile scientifico) del trapano SD2 montato sulla sonda Philae, progettato per perforare la superficie della cometa Churyumov-Gerasimenko e raccogliere campioni del terreno da analizzare. L’atterraggio di Philae sulla cometa, nel novembre 2014, è uno dei momenti più emozionanti della storia spaziale europea, anche se non tutto va come previsto.
Anche dopo il pensionamento non si ferma: studia il possibile atterraggio di un equipaggio umano su Marte e progetta un orto botanico sulla Luna.
Nel 2018, l'International Astronomical Union le dedica l'asteroide 24890, ribattezzato "Amaliafinzi". Riceve anche il Premio Frank J. Malina dell'International Astronautical Federation e viene nominata Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
È sposata con il fisico Filiberto Finzi e ha cinque figli. La sua formula per conciliare tutto? "Nervi d'acciaio, salute di ferro e marito d'oro."
Per tutta la vita ha combattuto perché la scienza desse spazio alle donne. È stata presidente nazionale dell'Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti e ha combattuto tutta la vita contro stereotipi e pregiudizi. Vorrebbe essere ricordata come una persona che ha fatto con coerenza le cose in cui credeva. Ma è anche la donna che si è conquistata un posto di rilievo nella storia dell’esplorazione spaziale.
Vi spiego che Giorgia Meloni non ha sospeso una minchia di accordo automatico quinquennale, che è stato rinnovato il 13/4. Quello che ha fatto Meloni è semplicemente una mossa populista ovvero l’accordo è valido fino al 13/04/2031, quando non si rinnoverà automaticamente.
Allora faccio un riassunto per voi benaltristi cavalcanti unicorni arcobaleno che scorreggiano zucchero filato.
1) Trump ha attaccato Meloni come si fa con un cane disubbidiente, non come rappresentante dello Stato Italiano. Pensavo un’amica eccetera. Le istituzioni italiane NO.