“La politica è l’unico contesto che mi fa indignare. Sono romana,ho 43 anni e in tantissimi anni a Roma ho visto l’abuso che fanno delle persone che sono i ns dipendenti” “vedo auto blu disposte ad ucciderti perché devono portare La Russa a bere un caffè” Arianna Porcello Safonov
Oggi bisogna ribadire i fondamentali che ci hanno resi liberi. E sostenere le Resistenze nel mondo contro la barbarie.
Buon 25 aprile. Buona Festa della Liberazione.
Prima o poi bisognerà scoprire perché con questi risultati #Report non vada mai in tendenza in questo social, mentre altri che fanno più o meno gli stessi numeri possono vantarsi di essere il programma con maggiori interazioni social.
Intanto, daje sempre, Sigfrido. E grazie.
Apprendo dal quotidiano Domani (p. 9) che il Ministero dei Trasporti avrebbe a bilancio 1188€ per l’abbonamento «Sky Calcio del gabinetto del sig. Ministro».
Ma #Salvini, in vita sua, ha mai pagato qualcosa di tasca propria?
FIRMA LA PETIZIONE: #FUORIVESPA!
Il Servizio Pubblico radiotelevisivo italiano attraversa uno dei momenti più critici della sua storia. La RAI, finanziata dai cittadini attraverso il canone, ha il dovere morale e professionale di garantire un’informazione equilibrata, plurale e rispettosa di ogni voce democratica. Tuttavia, da tempo assistiamo a una gestione editoriale che sembra aver smarrito questi principi fondamentali.
Uno dei simboli di questa deriva è Bruno Vespa.
Da anni, numerosi osservatori e telespettatori sollevano dubbi sulla reale indipendenza del conduttore di Porta a Porta e Cinque Minuti. La sua conduzione è apparsa troppe volte caratterizzata da una "faziosità benevola" nei confronti degli esponenti dei partiti di governo, trasformando spesso il salotto del Servizio Pubblico in un megafono privo di contraddittorio efficace.
L'urgenza di questa mobilitazione nasce da quanto accaduto durante la puntata di Porta a Porta andata in onda giovedì 9 aprile 2026. In un momento di confronto democratico, Bruno Vespa ha reagito con una violenza verbale ingiustificabile nei confronti dell'onorevole Giuseppe Provenzano (PD). Dopo che l'ospite aveva mosso una critica, con una battuta, proprio sulla parzialità della conduzione, Vespa ha interrotto bruscamente il dialogo alzando i toni in modo aggressivo. Con il dito puntato e voce alterata, il conduttore ha intimato al parlamentare di tacere, esclamando: "Questo non glielo consento... ora stia zitto!", impedendo di fatto la prosecuzione dell'intervento e violando le basi del rispetto dovuto a un ospite e, soprattutto, ai telespettatori che hanno il diritto di ascoltare opinioni diverse senza censure o bullismo televisivo.
Puoi vedere la clip dell'accaduto cliccando QUI.
PERCHÉ È IMPORTANTE FIRMARE QUESTA PETIZIONE
Non si tratta di un singolo scivolone, ma di un metodo consolidato che mina la credibilità dell'intera azienda RAI. Un giornalista del Servizio Pubblico non può e non deve trasformarsi in un censore o in un difensore d'ufficio della maggioranza di turno.
@AllertaMedia chiede con forza alla dirigenza RAI:
• L’allontanamento immediato di Bruno Vespa dalle trasmissioni del Servizio Pubblico.
• Una riforma editoriale che rimetta al centro la deontologia professionale.
• Che la RAI torni a essere la casa di tutti gli italiani, non il palcoscenico privato di un singolo partito.
La tua firma è una spinta reale!
Non restiamo a guardare mentre l'informazione pubblica viene calpestata. Abbiamo bisogno di una mobilitazione di massa per fare pressione sulla dirigenza RAI. Ogni firma è un segnale chiaro: i cittadini pretendono rispetto e qualità.
Cosa puoi fare ora:
• Firma subito questa petizione tramite il link nei commenti.
• Condividi questo testo e il link di questa pagina sui tuoi profili social (X, Facebook, Instagram, WhatsApp).
•Invita i tuoi contatti a fare lo stesso.
Rendiamo questa richiesta virale. Facciamo sì che il grido della rete diventi una spinta materiale impossibile da ignorare per chi gestisce la nostra televisione pubblica.
È ora di lanciare insieme un forte ALLERTA MEDIATICO. È ora di restituire la RAI ai cittadini.
#AllertaMedia #FuoriVespa #FuoriVespaDallaRAI
Credo fermamente che in RAI la misura sia decisamente colma. È arrivato il momento per Bruno Vespa di farsi da parte. O di sua spontanea volontà, o perché costretto dai vertici RAI (pressati dall'opinione pubblica).
E la nostra pressione inizia proprio da qui: sui social.
La televisione pubblica ha bisogno di professionisti dell'informazione, non di addetti alla propaganda del regime di turno, che in preda a crisi isteriche fanno le paternali agli ospiti che osano criticare il governo. Bruno Vespa deve essere allontanato dalla RAI. Senza se e senza ma. Il prima possibile.
#AllertaMedia #FuoriVespa #BrunoVespa #RAI #PortaaPorta
Il deputato del Pd Provenzano osa interrompere Malan di Fratelli d’Italia e Vespa esplode come il vulcano Krakatoa. Fa tenerezza vedere quest’uomo abituato a sdilinquirsi in moine pure davanti a delinquenti tipo Chico Forti ridursi a urlare con la bava alla bocca perché un ospite casualmente del Pd gli fa una battuta. Forse se l’è presa perché non gli è parsa una battuta (“Forse dovrebbe sedersi da quella parte”). E in effetti, almeno su questo, aveva ragione. #portaaporta #brunovespa
Israele è uno Stato di apartheid. Qui la giornalista sul campo spiega che
"Beh, la gente corre nei rifugi. Ma non tutti in Israele ne hanno il diritto. Qui, per esempio, ad Haifa, un quartiere arabo (e questo accade anche in altre zone arabe), gli arabi non hanno il diritto di andare in un rifugio. Se ne vogliono uno, devono pagare €50.000 per averne uno privato".
La Comunità Ebraica ha protestato dicendo che si tratta solo di pettegolezzi non confermati dalle autorità israeliane 🙄
con un troppo morbido Mentana grande Milena Gabanelli su Trump "mi pare che per quello che è successo 80anni fa li abbiamo ringraziati...però non è che Dio ci ha ordinato di metterci a 90gradi...si sta comportando non da alleato, ma da nemico"
#Gabanelli#Mentana#tgLa7#10marzo
Che teneri, dicono tutti la stessa cosa, la Venier rivendicò la sua libertà quando si umiliò a leggere il comunicato che la Rai le aveva imposto per dissociarsi da Ghali.
Tutti liberi, certo, ci mancherebbe.
Lezioni di Dignità (e di Italiano) al Governo Meloni
Avete visto quel ragazzo nel video? Sì, quello con la felpa bordeaux che, con la calma di un monaco tibetano e la precisione di un chirurgo, ha smontato pezzo per pezzo l'Onorevole Bignami in diretta nazionale.
Mentre il Governo è impegnato nel suo sport preferito — lo "Scarica Barile Olimpico" — è arrivato un giovane a ricordarci una cosa che a Palazzo Chigi sembra fantascienza: la responsabilità.
📷 La Classifica dell'Incapacità (secondo gli slogan)
In questo governo abbiamo dei veri campioni:
Salvini: Il re del "Prima gli Italiani", che però non ha ancora capito che gli italiani vorrebbero prima di tutto qualcuno che non faccia tweet ogni volta che scuoce la pasta.
Meloni: Quella che "contro di noi ci sono le toghe politicizzate". Praticamente, se piove il sabato pomeriggio, è colpa di un giudice di sinistra che ha emesso un'ordinanza contro il sole.
Bignami: Che nell'immagine lo vediamo difendere l'indifendibile per poi trovarsi a fare la figura del "viggile" che ha sbagliato incrocio quando la realtà dei fatti (quelli veri, non quelli da social) bussa alla porta.
📷 Un ragazzo contro un esercito di "Sloganisti"
Vedere questo ragazzo parlare di risultati, di sicurezza e di accoglienza con dati e logica, mentre Bignami cercava disperatamente di interromperlo con la solita domanda a trabocchetto (il classico "E allora il Piddí?"), è stato illuminante.
È la prova che un grammo di dignità giovanile vale più di un quintale di propaganda di destra.
📷 Perché dire NO (alla loro incompetenza)
Questi politici ci chiedono di fidarci, di votare referendum per cambiare la giustizia a loro immagine e somiglianza, ma non sanno gestire nemmeno un confronto in TV senza dare la colpa a qualcuno che c'era dieci anni fa.
Il messaggio è chiaro: Se un ragazzo in felpa riesce a mettere all'angolo un sottosegretario usando solo la verità, immaginate cosa potrebbe fare un intero Paese se smettesse di credere alle favole di questi maghi dello slogan.
Meno urla, più fatti. Meno propaganda, più ragazzi così!
#24febbraio
" In queste ore Maurizio Gasparri sta cercando disperatamente di bloccare, fermare, oscurare l’inchiesta di “Report” sui legami tra destra e stragi di mafia.
Lo sta facendo minacciando denunce, querele, interpellando persino il ministro della Giustizia Nordio.
Non capisco questa polemica contro un valente professionista che ha fatto carriera esclusivamente per criteri meritocratici e non perché è figlio di un ex presidente del CONI. Tra l’altro si fece fotografare davanti all’obelisco Mussolini del Foro Italico, quindi è coerente.
Di cosa aveva paura #Gasparri del servizio di #Report? Della pista nera nelle stragi mafiose? Della partecipazione di Delle Chiaie a Capaci? Del coinvolgimento di politici di Forza Italia, MSI, di Mori e dei servizi? Rilassati Maurizio, beviti un cognacchino, sapevamo già tutto.