Matteo BERRETTINI è, e resterà per sempre il simbolo della rinascita del nostro tennis. E' stato lui a riportarci in una finale SLAM maschile, dopo 45 anni. E' stato lui il primo italiano in un una semifinale SLAM sul cemento. Se siamo diventati una potenza mondiale, se siamo considerati degli esempi, non solo sul campo, è grazie a un uomo straordinario, il cui esempio, la cui resilienza ispira e ispirerà per sempre le prossime generazioni. E' caduto, oggi. Ma nessun infortunio potrà MAI offuscare quello che Matteo ha ottenuto, e soprattutto quello che Matteo rappresenta. UN CAMPIONE. Per SEMPRE
Vivissimi complimenti a @rai per non aver capito che il tennis con Sinner è vincente, e non ha comprato nessuna partita degli Atp. In compenso ha buttato i soldi con quei ciucci della nazionale e con i mondiali di calcio. Chapeau
Sanità al collasso, stipendi da fame, giovani che fuggono dal paese, crescita zero ma il problema per la seconda carica dello stato è non essersi qualificati ai mondiali.
Giornalista:"Perché l'Italia va benissimo negli altri sport mentre fa fatica nel calcio?"
Gravina:"Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono sport dilettantistici"
Una risposta del genere è gravissima e dà l'idea del personaggio e della sua incompetenza
L’Italia c’è!
Da Sinner ad Antonelli, dall’atletica al nuoto, dalla pallavolo fino agli sport invernali.
L’Italia c’è.
Tutta. Tranne quella del calcio.
#BosniaItalia
#BosniaItalia
Ma invece di pagare 30 persone per andare in Bosnia e trasmettere sta chiavica di partita (basterebbe un cronista) perché la RAI non investe quei soldi per comprare gli slam!?
La mia quasi laurea in giurisprudenza non mi rende migliore di altri ma su temi così tecnici come questo referendum sì, perché per me mettere un sistema così complesso nelle mani di gente che non ha la più pallida idea nemmeno di come fare una denuncia per me è gravissimo.
Quello che, pochi istanti fa, è andato in onda a Tagadà è sconcertante. E lo è persino per un collezionista di figuracce come Antonio Tajani.
Il ministro degli Esteri, incalzato dalla conduttrice Tiziana Panella sull'ironia che lo insegue da settimane per aver consigliato agli italiani negli Emirati di "non affacciarsi se ci sono i droni", ha pensato di difendersi così:
"Qualcuno ha ironizzato su quello che ho detto perché sembra una cosa ovvia. Ma è pure una cosa ovvia uscire subito da una discoteca se c'è un incendio in discoteca. Purtroppo, per mettersi a filmare, quaranta ragazzi hanno perso la vita".
A quel punto Tiziana Panella lo ha guardato e gli ha detto quello che chiunque con un briciolo di decenza avrebbe detto: "Hanno perso la vita in quella discoteca perché qualcuno non aveva fatto tutti i lavori che doveva fare".
La faccia di Tajani, in quel momento, è tutto ciò che serve sapere su questo governo.
È la stessa faccia di chi chiedeva all'ambasciatrice in fuga dall'Iran "oggi come sono stati i bombardamenti?".
Solo che stavolta non c'è da ridere.
Perché stavolta ha preso quaranta ragazzi morti, sei dei quali italiani, e ha detto in televisione nazionale che in fondo un po' è colpa loro.
E se ancora qualcuno si chiede in che mani sia la politica estera di questo Paese, eccola lì. Seduta su quella poltrona, con quell'espressione, incapace perfino di tacere davanti a una strage.
#CransMontana