A volte mi manca il tempo prima dei social, degli smartphone, delle storie in tempo reale: eravamo meno connessi tra noi, ma infinitamente più presenti alla vita e a noi stessi.
Chissà cosa deve essere passato nella testa di Nick Cave mentre cantava "Oh Children" a Camaiore l'altra sera.
Mentre tirava su un ragazzino dal pubblico che, dopo un'iniziale timidezza, lo abbraccia teneramente.
Lui che ha perso due figli, che ha incontrato angeli e demoni, che ha fronteggiato le tempeste della vita e le ha tradotte in musica.
Un gesto così dolce proprio mentre cantava la perdita dell'innocenza in una ballata malinconica e dolorosa sulle colpe dei padri verso i figli.
Essere guardati, presi per mano, abbracciati.
Cos'altro cerchiamo? Per cos'altro viviamo? Se non per una carezza, per un gesto di amore, di perdono, di consolazione.
Un'immagine potentissima e commovente, religiosa e artistica insieme.
Se chiami una donna al maschile, lei ti chiede gentilmente di essere chiamata al femminile, tu la ignori, insisti e lei a quel punto declina il tuo ruolo al femminile e ti offendi, per te il genere femminile è figlio di un dio minore.
#Pozzolo#24giugno
pouquíssimas coisas na vida são tão incríveis quanto passar o dia em casa sozinho, sem precisar falar uma palavra, comendo coisas gostosas e assistindo filme/série
Belirli bir yaştan sonra, anne babanız yavaş yavaş çocuklarınız haline gelir. Basit sorular sorarlar, hikâyeleri tekrarlarlar ve bir zamanlar onların sabrına muhtaç olduğunuz gibi, şimdi sizin sabrınıza muhtaç olurlar. Bu rol değişimini çok az kişi anlar. Masumiyet gibi veya rahatsızlık gibi görünen şey, aslında zamanın tam bir daire çizerek geri dönmesidir. Onları sertçe düzeltmeyin. Acele ettirmeyin. Bir zamanlar sizi korudukları gibi, siz de onlara öyle bakın. Bu bir yük değil. Bu bir karşılık.
Comunque dover spiegare che la Repubblica Italiana è antifascista nel 2026 dà un po' il senso dell'abisso in cui stiamo precipitando. Sentirete che botto.
I vostri figli sono al sicuro. Nessuno gli insegnerà cosa sia la sessualità, l'affettività, le malattie sessualmente trasmissibili, la contraccezione, il rispetto del consenso.
Impareranno tutto dal porno.
Stamattina il podcast di @LucaBizzarri è stato davvero un pugno nello stomaco.
Una frase mi ha colpito in particolare: "Per occuparsi della morte bisogna avere coraggio".
È proprio così.
Cerchiamo in ogni modo di non pensarci, di ignorarla, di nasconderla, di rimandarla il più possibile. Eppure la morte continua a definire il nostro essere umani.
Il significato che le attribuiamo, la paura che proviamo nei suoi confronti, il modo in cui ci rapportiamo definisce la nostra esistenza.
In fondo, tutte le religioni nascono proprio da qui: dal timore della morte e dal tentativo di dare un senso all’ignoto che ci attende oltre la soglia.
Ma proprio per questo dovremmo imparare ad affrontarla con maturità e razionalità, rispettandone la dignità.
Guardandola dritta in faccia, senza scappatoie.
Continuare a rimandare una legge sul fine vita non è soltanto incivile, è soprattutto ingiusto nei confronti dei malati, di coloro che con la morte si confrontano ogni giorno nella maniera più ravvicinata e spietatamente sincera, e dolorosa.
Lo Stato, come spesso accade, fa il debole con i forti e il forte con i deboli: e chi è più debole e indifeso di qualcuno che non può muoversi, parlare o respirare autonomamente, che convive quotidianamente con la sofferenza?
Eppure, nonostante tutto, queste persone hanno più coraggio di tutte quelle che siedono al parlamento. Combattono per vedere riconosciuto il diritto a una morte dignitosa, senza essere costretti ad affrontarla in solitudine, in un Paese straniero, spendendo somme enormi.
Vorrebbero poter morire a casa propria, circondati dall’affetto dei loro cari.
È lo Stato che dovrebbe trovare il coraggio di affrontare questo tema. Perché fingere che il problema non esista, nascondersi dietro rinvii e silenzi, non farà sparire la morte né la sofferenza.
Vi fa soltanto apparire ridicoli, come bambini che si nascondono dietro una tenda sperando di diventare invisibili.
#finevita #morirecondignita