Il problema non è la Torre Eiffel. Il problema è che, un pezzo alla volta, rischiamo di smontare l’Europa e la cultura occidentale per paura di disturbare qualcuno.
Un gruppo induista chiede di visitare la Torre Eiffel senza donne. E la società che gestisce il monumento, invece di rispondere con la frase più semplice del mondo, “no, qui uomini e donne hanno gli stessi diritti”, concede il via libera. I lavoratori, giustamente, protestano.
È esattamente in questi piccoli cedimenti che cresce la rabbia.
Perché l’inclusione è un principio meraviglioso finché significa: puoi professare la tua religione, vivere liberamente come tutti gli altri.
Diventa una caricatura quando significa che, per includere te, devo escludere qualcun altro, in questo caso le donne.
Una democrazia liberale non deve chiedere scusa per i propri valori. Non deve vergognarsi dell’uguaglianza tra uomini e donne, della libertà individuale, della laicità, dei diritti conquistati in secoli di battaglie. Chi arriva in Europa non deve diventare come noi, mangiare come noi o pregare come noi. Ma deve accettare che qui una donna non può essere cancellata perché la sua presenza offende la sensibilità religiosa di qualcuno.
E c’è anche una questione politica che molti nel mondo progressista continuano ostinatamente a non voler vedere.
Le Pen in Francia, AfD in Germania e Vannacci in Italia si nutrono precisamente di queste follie. Ogni volta che si confonde l’inclusione con la rinuncia, si regala loro un argomento. Ogni volta che per paura di sembrare intolleranti diventiamo intolleranti verso noi stessi, consegniamo un altro pezzo di società a chi promette di difenderla con le ruspe.
La risposta alla destra estrema non è diventare meno liberali. È esserlo molto di più.
Rispettare tutti e non arretrare di un millimetro sui principi che lo rendono possibile.
Altrimenti alla fine avremo ottenuto il capolavoro: per paura di discriminare qualcuno, avremo discriminato le donne.
@Saraa05799660 ha ragione lei invece. Lei ha espresso ciò di cui ha bisogno e lui non fa altro che dirle che la colpa di ciò che lui le fa mancare è di lei. E allora lasciala! Invece no...
@maxdantoni eppure nel 2011 la stessa Onu incarico una commissione di valutare la legalità del blocco della freedom flotilla e le risultanze furono opposte. Il punto è che non esistono interpretazioni univoche, è inutile cercare di far passare il messaggio contrario.
@samgam75 @Luna_1312_ secondo te, cosa dovrebbe fare? Posto che il genocidio richiede un requisito ben preciso: ovvero la volontà di sterminare un popolo. E' una guerra ragazzi, e l'ha scatenata Hamas, ma cosa vi aspettate? Le carezze?
@samgam75 @Luna_1312_ Arafaf firmò gli accordi di Oslo nel 1993, per tutta riposta ci fu la prima intifada. Israele liberò la striscia di Gaza nel 2005, per tutta risposta ci fu la seconda Intifada. Abbiamo un esercito che non combatte in uniforme e si fa scudo dei civili, per evitare il genocidio
@alswolf@Antonio14600145@CarloCalenda quando perdi le guerre che hai iniziato tu, quando per 80 anni non accetti di riconoscere il tuo interlocutore, quando privilegi la lotta armata finisce così. Che l'autedeterminazione per adesso non ti si può dare perchè hai dimostrato di non essere affidabile.
🚨🇺🇸🇮🇱🇸🇦 🇯🇴 🇦🇪 🇮🇩 🇵🇰 🇹🇷 🇶🇦 🇪🇬Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Qatar ed Egitto esprimono sostegno al Piano Trump per la fine della guerra a Gaza.
@enrico22376746@operatwitt@ilpost però la domanda interessante è come mai nemmeno i loro fratelli arabi li vogliono. Ps: anche io sono stata in Israele, mi fai un esempio di ciò che hai visto?
Il valore creato dal manifatturiero determina crescita stabile di prodotto e occupazione, induce gli investimenti e equilibra la composiz della domanda interna. La competitività è subordinata se si può stabilire "ciò che si debba produrre e ciò che si deve scambiare con l'estero"
@maxdantoni Premesso che la posizione di Israele è stata diversa a lungo, e che sono 75 anni che gli Arabi provano in tutti i modi ad annientare Israele senza peraltro mai riuscirci, chiedo: la posizione di Hamas invece qual è sul "due popoli due stati"?
@paolomaestri2@maxdantoni@massimogara Israele fino agli ultimi eventi non ha mai negato il riconoscimento della Palestina. Ha accettato il piano del 1948, ha subito 3 guerre di aggressione da chi deliberatamente non riconosceva invece lo stato di Israele.
@maxdantoni Ma chi lo dice? Nei fatti Israele ha gia dimostrato di sapere sottoscrivere e rispettare un trattato di pace senza umiliare l'avversario (Egitto). Il problema qui semmai è dover trattare con un'organizzazione che non accetta le regole di un conflitto che ha innescato lei stessa.