Il Tribunale di Lecce non considera il decreto sopravvenuto e annulla.
Bocciata la linea del Comune: circolari ministeriali e nuove discipline amministrative non possono sostituire l’omologazione richiesta dal Codice della Strada.
Circolari ministeriali e decreto non ancora pubblicato non superano l’art. 142, comma 6, Codice della Strada: per il Tribunale resta decisiva l’assenza di omologazione.
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AUTOVELOX, DECRETO MINISTERIALE E TRASPARENZA: ORA GLI ATTI DEVONO PARLARE
Altvelox ha depositato istanza mirata di accesso agli atti e accesso civico generalizzato presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, chiedendo la documentazione presupposta richiamata nel decreto ministeriale in materia di omologazione, taratura e verifiche dei dispositivi utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio del Segretario Generale, ha formalmente trasmesso l’istanza ai Ministeri competenti per i seguiti di competenza.
Questo passaggio non è uno slogan e non è una vittoria annunciata. È un fatto documentale.
Il punto resta semplice: se un decreto ministeriale richiama atti, pareri, tavoli tecnici, note ministeriali, ricognizioni ANCI, procedura europea e parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, quei documenti devono essere conoscibili. Non per curiosità, ma perché riguardano strumenti che producono sanzioni, decurtazioni punti, obblighi di pagamento e conseguenze dirette sui cittadini.
Altvelox non ha chiesto genericamente “tutto”. Ha chiesto gli atti presupposti nominativamente richiamati nel preambolo del decreto e i documenti necessari a comprendere il fondamento dell’Allegato B, nella parte in cui alcuni dispositivi già approvati vengono considerati omologati.
Ed è proprio qui che si concentra il tema.
Una comunicazione politica può dire che il decreto “mette ordine”. Ma la legalità amministrativa non si misura con i titoli di giornale. Si misura con gli atti, con le competenze, con la gerarchia delle fonti e con il rispetto della legge primaria.
L’art. 142, comma 6, Codice della Strada parla di apparecchiature debitamente omologate. Non di formule rassicuranti, non di scorciatoie linguistiche, non di approvazioni trasformate per decreto in qualcosa di diverso senza una chiara base istruttoria.
Altvelox continuerà a sostenere una posizione chiara: controlli sì, ma regolari, trasparenti e rispettosi delle norme.
Chi usa strumenti elettronici per sanzionare i cittadini deve essere il primo a dimostrare che quegli strumenti sono legittimi, correttamente autorizzati, verificati e fondati su atti pubblici conoscibili.
La sicurezza stradale non si difende nascondendo i documenti.
Si difende rispettando la legge.
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Altvelox denuncia nuovamente il Sindaco di San Donà di Piave, ma anche il direttore responsabile de “La Nuova di Venezia e Mestre” e i giornalisti firmatari dell’articolo pubblicato l’11 giugno 2026.
La denuncia-querela è stata predisposta per chiedere all’Autorità giudiziaria di verificare le dichiarazioni pubblicate, nelle quali il Presidente di Altvelox viene indicato come soggetto coinvolto in presunte indagini e associato a denunce definite “infondate” e “calunniose”.
La critica è libera.
La cronaca è libera.
Il diritto di informare è essenziale.
Ma libertà di stampa non significa trasformare una dichiarazione di parte in un fatto accertato.
Una querela non rende colpevole il querelato.
Un procedimento pendente non è una condanna.
Una presunta iscrizione o indagine deve essere verificata, contestualizzata e documentata.
Altvelox non contesta il diritto dei giornalisti di scrivere, né quello degli amministratori di difendere le proprie scelte. Contesta però la rappresentazione pubblica di fatti giudiziari e condotte personali senza atti definitivi, senza riscontri completi e senza la corretta distinzione tra cronaca, opinione e dichiarazioni di parte senza un giusto contraddittorio.
La sicurezza stradale è una cosa seria.
La reputazione delle persone anche.
La correttezza dell’informazione pure.
Quando si parla di denunce, Procure, procedimenti e responsabilità personali, le parole non sono decorazione: hanno peso, producono effetti, incidono sull’immagine pubblica di cittadini e associazioni.
Per questo Altvelox chiede chiarezza nelle sedi competenti, anche davanti all’Autorità giudiziaria, all’Ordine dei Giornalisti e all’Ordine degli Avvocati.
@Agenzia_Ansa@AnsaVeneto@nuova_venezia@Gazzettino@corriereveneto@askanews_ita@Adnkronos@OrdineAvvVe@ODG_CNOG
Decreto autovelox: La stampa ha informato o ha amplificato la versione del Ministero?
Nel campione esaminato, solo poche testate hanno spiegato con chiarezza che un decreto ministeriale non può superare il Codice della Strada né sanare automaticamente il passato.
Molte altre hanno presentato il provvedimento come “svolta”, “certezza”, “stop al caos” o “fine dei ricorsi”, senza porre domande dirette ai decisori politici. E poi ci stupiamo della classifica RSF, come se il problema fosse nato ieri mattina con il caffè.
@nestquotidiano
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@nestquotidiano Vi consigliamo di guardare questo video troverete pochi contributi nel web cosi tecnicamente e giuridicamente precisi, corretti, imparziali e sopratutto onesti. Una vera informazione pubblica.
@TgrRaiVeneto Depositato oggi il primo ricorso vi terremo aggiornati. Ringraziamo il TGR Veneto per l'attenzione e professionalità dimostrata sulla tematica
Anche da casi veneti erano partite le contestazioni sulla mancata omologazione degli strumenti, aprendo di fatto alla nullità delle multe https://t.co/3vaDcodNAW