Mariarosa Mancuso su Il Foglio: i bambini assassinati a Gaza dai criminali di Idf che confessano i loro crimini nel film Naza "sognano la guerra contro il nemico di sempre". Vittime collaterali, sì, ma fino a un certo punto, meglio ammazzarli da piccoli.
Auschwitz in purezza
Dopo il 1989 l’Occidente ha trattato la Russia come una preda. Il Muro cade e subito parte il linguaggio del trionfo: fine della Storia, mercato unico, ordine unipolare. Dietro le frasi c’era un programma più rozzo: smembrare ciò che restava dell’apparato sovietico, svendere industrie, banche, energie, terre, e tenere Mosca in una condizione permanente di debolezza. Non era diplomazia. Era saccheggio con consulenti, fondi e trattati.
La terapia d’urto non ha “riformato” un paese. Lo ha depredato. In pochi anni un tessuto industriale costruito in decenni è stato smontato, privatizzato a prezzi da liquidazione, trasferito a una cricca di intermediari legati ai capitali occidentali. Crollo demografico, crollo della speranza di vita, crollo della produzione: questi non sono effetti collaterali. Sono il bilancio di una razzia. Chi oggi parla di “transizione democratica” sta coprendo un furto.
Poi è arrivata la NATO. Ogni impegno verbale dato a Gorbaciov è stato trattato come carta straccia. Ogni allargamento è stato venduto come innocuo, tecnico, difensivo. Era l’opposto: un accerchiamento progressivo di uno Stato a cui si negava persino lo status di potenza con interessi legittimi. L’Ucraina, in questo schema, non era un popolo da rispettare. Era il pezzo più ricco del bottino: terre nere, industria pesante, accesso al mare, cuneo strategico sul fianco russo.
Il 2014 non è un incidente della storia. È il tentativo di chiudere l’operazione. Un cambio di regime sostenuto, armato, celebrato. Gli accordi di Minsk non erano pace: erano un rinvio per armare, addestrare, integrare. Chi oggi finge stupore per il 2022 mente. La guerra è la risposta di chi ha rifiutato di farsi fare a pezzi in silenzio dopo trent’anni di umiliazione e avanzata.
E l’Europa? L’Europa si racconta come giardino. Valori, regole, diritto, civiltà. È la vecchia superbia coloniale riciclata in linguaggio burocratico. Il giardino esiste solo se qualcuno paga il conto: energia a basso prezzo, mercati aperti, sicurezza scaricata su altri. Quando la preda smette di collaborare, il giardino scopre di non produrre abbastanza, di non combattere abbastanza, di non decidere abbastanza. Diventa una appendice strategica che predica morale e importa munizioni.
Non è il mondo a essere giungla. È l’Europa che ha creduto di poter vivere per sempre di rendita su un ordine imposto dopo la Guerra Fredda. Ha voluto la Russia a pezzi. Ha voluto l’Ucraina come avamposto. Ha voluto predicare e depredare insieme. Ora paga in inflazione, deindustrializzazione e sangue altrui, e continua a parlare di giardino.
Questa non è una tragedia nata dal nulla. È il prodotto di un calcolo. Il calcolo era sbagliato. Il conto è arrivato.
🇮🇪 Il capitano dell'Irlanda, Dara O'Shea, si è rifiutato di stringere la mano a quello di Israele, Manor Solomon, nella partita di questa sera in Nations League a Debrecen.
Via @leeds2023456
“Russia is going to invade Europe” is the new “Iraq has weapons of mass destruction.” European elites want you to see Russia as the villain to distract from who the villain really is (them.)
We often talk about Atlantic storms, however most people don't have a sense of how big these can actually get.
This is a fascinating image of an enormous Atlantic storm currently over Iceland, dwarfing Tropical Storm Fay to a little cloud cluster (can you spot it?👀).
"Non trova alcuna conferma, l’allarme lanciato questa mattina da un quotidiano spagnolo che ipotizza possibili attacchi ad Italia, Spagna e Francia da parte di navi e droni russi".
Così il ministro Guido Crosetto, molto netto sulla necessità di evitare di creare allarmi inutili.
Il Presidente iraniano Pezeshkian, all'Onu, ha ricordato le 180 bambine assassinate da un bombardamento Usa a Minab, in Iran, nel febbraio scorso (con double tap, in modo da uccidere anche feriti e soccorritori), che i nostri democratici media avevano dimenticato. Che distratti!
A single Russian missile hitting Berlin, London or Washington would trigger a response so overwhelming that humanity would be lucky to emerge from it at all. And yet munitions manufactured and guided by NATO powers are now routinely hitting Moscow. With no democratic legitimacy — they hold favourability ratings of 15-40% in countries that have no real say on questions of war and peace — Europe’s ruling elites openly state their aim of dismembering Russia. To give their intentions teeth, they have embarked on an armament drive that now exceeds the annualised increases in military spending in the years immediately preceding the First World War. Even the tensest moments of the Cold War, which we now know put us seconds away from annihilation, provide no precedent for the scale of the folly unfolding today. Since there is no meaningful anti-war movement in Europe, we have reached the incredible point where our main barrier to nuclear annihilation is the thinning patience of the leadership in the Kremlin. I don’t think we have ever faced a situation so brittle and been so deeply unprepared to confront it.
Anni fa un discorso all’ONU come quello recitato ieri dal presidente del maggiore Stato fallito del mondo sarebbe stato assolutamente impensabile. Ma questo è il mondo in cui viviamo oggi.
Con immenso orgoglio e solenne deferenza conferiamo ad @Antonio_Tajani la Laurea Honoris Causa della Redpill, per gli straordinari meriti conseguiti e per l’eccezionale contributo apportato alla disciplina.
🎓 Ad maiora.