C’è un’ostinazione quasi terapeutica nel giornalismo televisivo militante. Una coazione a ripetere che spinge professionisti scaltri e di lungo corso a schiantarsi regolarmente contro lo stesso identico muro. Lilli Gruber, l'altra sera, ha compiuto un’impresa memorabile, che prima di lei era riuscita solo a Michele Santoro con Silvio Berlusconi nella celebre serata di Servizio Pubblico del 2013. Ovvero trasformare la vittima volontariamente presentatasi al patibolo nel sopravvissuto che ha sconfitto il boia.
Il copione non cambia, cambiano solo gli interpreti. Ieri era il Cavaliere che spolverava la sedia a Travaglio, oggi è Vannacci che ripete a manetta le sue bestialità, incassando soddisfatto l'irritata indignazione delle due intervistatrici, a dimostrazione di quanto il fango del populismo più abietto nel quale l'ospite le ha trascinate non faccia proprio al caso loro. Una scelta di campo voluta, quando si parla di Gruber, per trasformare il prevedibile ennesimo atto di bullismo televisivo della maestrina bolzanese in benzina elettorale.
Perché @OttoemezzoTW è la perfetta fabbrica del martire. Con Lilli "la rossa", sempre pronta a dispensare sorrisi mentre scambia battute affabili con ospiti graditi e ed intervistare solo se stessa quando sono invece sgraditi. Non un arbitro o una detective alla coraggiosa ricerca della verità, ma una irriducibile fustigatrice delle "destre" come le chiama lei, pronunciando quella parola con fiero orrore.
Quando poi il match diventa, come l'altra sera, un "uno contro tutti" in cui chi è in vantaggio numerico non resiste all'istinto di accerchiare l’ospite provocatore, ecco che la conduttrice dalla perenne posa a tre quarti finisce per cedere alla smania di far apparire carnefice delle diversità qualcuno che si autocelebra già di suo come difensore della "normalità". Come se cercare di mettere in difficoltà un personaggio come Vannacci appellandosi ai valori della Costituzione, ai concetti di rispetto, di inclusione, di convivenza civile non fosse chiaramente un esercizio di ingenuità disarmante. Chi imposta la propria intera proposta politica sul deliberato e orgoglioso ribaltamento di quei valori non può essere "inchiodato" dalla loro evocazione.
Per quale motivo si sia spinta su un binario morto non lo sapremo mai. Persino i più ingenui sanno che non c'è assedio televisivo che non abbia alla fine premiato l'assediato e non esiste al mondo un solo branco di predatori che abbia mai raccolto maggiore solidarietà di una preda, tanto più una che si presenta di sua sponte e con serafica calma nella tana del lupo.
Il punto è che sovranismi e populismi prediligono la lotta nel fango. Si rivolgono a fette di elettori che la politica mainstream non è interessata a coinvolgere, sono pronti a sdoganare omofobia, sessismo, razzismo. Celebrano il diritto di pensare a sé e diseganre la collettività, antepongono senza vergogna la convenienza alla convivenza, si nutrono di istinto, rabbia e indignazione perché razionalità e pensiero critico rivelerebbero che nulla di ciò che hanno da proporre è realmente utile e realizzabile.
Se qualcuno crede che l'esperienza basti per vincere una siffatta sfida da dietro una cattedra, dando lezioni di moralità a chi va fiero della propria amoralità, e finché la televisione finto-perbenista tratterà la destra radicale o i populismi come anomalie antropologiche da deridere o censurare moralmente anziché come pericoli sistemici da analizzare e smantellare, continuerà a fare da ufficio stampa involontario ai propri peggiori incubi.
@CarloCalenda@MANUEL_FC1969 La competenza legislativa esclusiva che hanno le regioni non si può devolvere ai comuni (al massimo alcune funzioni di programmazione in più...). Quindi si riaccentrerebbero non solo le competenze legislative concorrenti ma anche quelle esclusive residuali delle regioni?
@giodiamanti Io penso che una fetta non marginale di elettori di csx abbia votato sì ai primi 4 e no al quinto quesito, ma non ho elementi per dimostrarlo se non la cautela verso l'immigrazione che sento essere tema più trasversale di quanto non si pensi
Il #2giugno 1946 l’Italia scelse la repubblica con un #referendum. La provincia in cui la #repubblica ottenne la percentuale più alta (88,5%, contro l’11,5% della monarchia) fu Ravenna, mentre per la #monarchia (85,0%, contro il 15,0% della repubblica) fu Lecce.
@strange_days_82 E per argomentare parla di un sistema parlamentare e proporzionale come quello tedesco, dove esistono alcuni meccanismi di razionalizzazione (sfiducia costruttiva), quindi proprio l'opposto del premierato. E come al solito i protagonisti (i partiti) espulsi dal ragionamento. Mah!
Le firme per il referendum contro l'autonomia sono equamente divise tra donne e uomini, mentre in quello per la cittadinanza c'è una forte prevalenza femminile (63% delle firme). Il referendum per la cittadinanza ha anche attirato molti più giovani.
@wirko94 Sì bisogna vedere se riesce a mobilitare degli s-mobilitati, perchè l'opposizione "politica" con l'affluenza standard a 13 milioni non ci arriva. Vedremo!
@wirko94 Dimostra sia l'agilità nell'utilizzo, sia l'interesse e la mobilitazione su questo quesito. Il quorum non sarà cosa semplice, ma la sottoscrizione digitale ha ampliato gli strumenti per esercitare un diritto di cittadinanza