🚨 NEW: The leaders of Scotland, Wales and Northern Ireland say the future of their nations "belongs in the European Union" as they call for independence from the UK
🇷🇺 Giuseppe #Conte alla festa di Avs: “Nonostante sia più a buon mercato, io non compro il gas russo fino a quando non si fa un trattato di pace”. Angelo Bonelli risponde: “Io non lo comprerei a prescindere, Giuseppe”.
@PolitikosIt
We’re sharing a solution to the Navier-Stokes Millennium Prize Problem, one of the deepest problems at the frontier of mathematics.
The proof was produced by a group of agents, using an OpenAI next-generation model significantly more capable than GPT-6 Astra.
The problem concerns whether the description of smooth three-dimensional fluid motion modeled by the Navier-Stokes equations can break down. It has remained unresolved for roughly 90 years.
Il dato sulla pressione fiscale è sbagliato. Era pari al 41,7% nel 2022, è salita al 43,1% nel 2025 ed è prevista al 42,9% nel 2026. Quindi è aumentata di 1,2/1,4 punti percentuali.
Wimbledon ha deciso di non concedere accrediti agli influencer. La decisione arriva dopo le polemiche per il rumore e le interruzioni di gioco causate dai content creator invitati agli US Open.
Fonte: Tgcom24
Fedorov sarà consulente per l'innovazione dell’Italia. L'ex ministro della Difesa ha accettato la proposta del ministro Crosetto. https://t.co/Melf02tnTN
L'ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha accettato l'incarico di consulente del ministro italiano Guido Crosetto per l'innovazione nel settore della difesa. Fedorov collaborerà con l'Italia su tecnologie come droni, sistemi autonomi e difesa aerea
https://t.co/DTNYJElvRX
Russia is losing the war it started.
And it is retaliating by targeting civilians and civilian infrastructure.
We are working with Member States and our partners to support Ukraine’s anti-ballistic capabilities.
So that Ukraine has the means to prevent the loss of lives.
The most urgent of priorities.
Once one of the US president's committed European allies, the Italian prime minister has learnt that defending her country’s national interests does not sit comfortably with Maga’s world view. https://t.co/BexY0IZ5xu
Cronache di un flop colossale.
Prima c’è stata la Spagna che ha risposto al blocco di Schengen da parte dell’Italia con la stessa misura: controlli alle frontiere per chi giunge dal nostro Paese.
Ora, dopo la Germania e la Svizzera anche l’Austria e la Finlandia hanno annunciato che stanno avviando le procedure per rimpatriare persone in Italia usando le regole del nuovo patto europeo sui migranti voluto fortemente proprio da Giorgia Meloni e dagli altri nazionalisti europei.
La ricetta del governo si sta rivelando un boomerang per il nostro Paese, come era evidente a tutti tranne che a Palazzo Chigi, che ha scelto la strada della propaganda invece che quella della solidarietà e della condivisione tra Paesi europei.
I nostri sovranisti in questi anni hanno attaccato l’Europa della solidarietà che rappresentava il risultato di anni di sforzi e compromessi tra paesi europei proprio per una maggiore condivisione nella gestione dei flussi migratori.
In un colpo solo Meloni fa danni all’Italia e disgrega l’Europa.
Che disastro.
Alla fine Giorgia Meloni ha fatto un autogol clamoroso. Per rincorrere Vannacci ha infranto le regole europee. E adesso Germania, Svizzera, Austria e Finlandia ci restituiscono pan per focaccia rimandandoci indietro persone che altrimenti non sarebbero mai tornate in Italia. E brava Giorgia, bel capolavoro: hai rotto la solidarietà europea e ora ci toccano i cocci. Ma ci rendiamo conto dei danni che fa questo Governo?
C’è un dettaglio che Giorgia Meloni aveva dimenticato di spiegare quando celebrava il nuovo Patto europeo sull’immigrazione come una vittoria storica dell’Italia: che una parte dei migranti ce li avrebbero rimandati indietro.
Ha cominciato la Germania. Adesso arriva la Svizzera, che non fa nemmeno parte dell’Unione europea ma ha deciso di riprendere dalla fine di agosto i trasferimenti dei cosiddetti “dublinanti”, cioè i richiedenti asilo entrati in Europa dall’Italia e poi andati altrove. Berna parla di circa 650 casi ancora pendenti. Dalla Germania, nel primo semestre del 2026, risultano 11.745 potenziali trasferimenti verso i Paesi di primo ingresso.
E così il capolavoro è quasi completo.
Per anni Meloni ci ha spiegato che il problema dell’immigrazione era l’Europa che lasciava sola l’Italia. Poi è arrivata al governo, ha negoziato il Patto europeo, lo ha presentato come il trionfo della propria linea e adesso scopre che quelle regole attribuiscono proprio all’Italia, Paese di primo approdo, una responsabilità che Germania e Svizzera intendono far valere.
In pratica abbiamo combattuto per anni contro Dublino e alla fine abbiamo ottenuto più Dublino.
È il sovranismo applicato alla geometria: tutti chiudono le frontiere e, siccome l’Italia sta in mezzo al Mediterraneo, alla fine quelli che restano chiusi dentro siamo noi.
La cosa più comica è che Meloni si trova ora a chiedere agli altri Paesi europei esattamente ciò che per anni ha contestato quando lo chiedevano gli altri a noi: solidarietà, flessibilità, collaborazione, compensazioni. Perfino la parola “compensazione”, improvvisamente, è diventata presentabile.
Quando governavano gli altri si chiamava cedimento. Adesso si chiama diplomazia.
Nel frattempo abbiamo sospeso Schengen con la Spagna per una crisi migratoria a Ceuta che Madrid aveva praticamente già risolto, abbiamo litigato con Sánchez, ci siamo messi a controllare chi arrivava dalla Spagna senza trovare l’invasione annunciata, mentre da nord Germania e Svizzera preparavano i voli nella direzione opposta.
È una scena meravigliosa: il governo guarda a sud per fermare quelli che arrivano e intanto da nord gli riportano quelli che erano già partiti.
E tutto questo mentre continuiamo a raccontare che la soluzione sarebbero i centri in Albania, costati una fortuna e diventati ormai più una scenografia della fermezza che uno strumento di politica migratoria.
Il risultato è che la dottrina Meloni comincia ad assomigliare a un boomerang costruito con particolare cura: chiudere le frontiere, indebolire la solidarietà europea, trasformare ogni migrante in una questione nazionale e ogni governo vicino in un avversario. Solo che, se tutti fanno la stessa cosa, il Paese di primo approdo perde sempre.
E indovinate qual è.
Questa è la grande contraddizione che la destra non vuole vedere: il sovranismo sull’immigrazione funziona benissimo finché sono sovranisti soltanto gli italiani. Se diventano sovranisti anche tedeschi, svizzeri e francesi, ognuno pensa ai propri confini e scarica il problema sul vicino. E per ragioni geografiche, prima o poi, il vicino siamo noi.
D’altra parte era inevitabile. Giorgia Meloni ha passato anni a insegnare all’Europa che ciascuno deve pensare a casa propria.
Il guaio è che gli altri hanno imparato.
Ora Meloni non può che prendersela con sé stessa.
Germania e Svizzera hanno preso così alla lettera il modello Meloni sui migranti che ora stanno rispedendo i richiedenti asilo in Italia.
È la naturale conseguenza delle scelte sbagliate, irrazionali e propagandistiche del nostro governo che invece che puntare sulla solidarietà europea, ha scelto il pugno duro che, come tutti sapevano, avrebbe finito per colpire innanzitutto l’Italia.
Ma la ricetta di Meloni sui migranti può portare tutta l’Europa alla disgregazione: la sospensione di Schengen con la Spagna è ancora in vigore e il governo italiano non dice quando si tornerà alla normalità e il fatto che si sia aperto il fronte con la Germania e ora anche con la Svizzera dimostra che sta tornando l’Europa dei muri e delle frontiere.
L’Europa di Meloni e dei nazionalisti è l’Europa che non vogliamo.