Ho una notizia terribile da darvi: Semyon Skrepetsky, che aveva partecipato alle proteste a Venezia contro la riapertura del padiglione russo, è stato assassinato.
Era un artista e un dissidente russo che aveva scelto di sfidare il potere con le sue opere. Le sue caricature colpivano Putin, Kadyrov e Lukashenko, trasformando l’arte in uno strumento di denuncia contro l’autoritarismo.
Dopo aver lasciato la Russia, aveva trovato rifugio in Polonia e continuava a battersi per la libertà, partecipando anche alle proteste di Europa Radicale e all’associazione radicale Certi Diritti, da ultimo contro la riapertura del padiglione russo.
La sua terribile uccisione impone una riflessione non piu rinviabile.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una lunga sequenza di avvelenamenti, omicidi e operazioni contro oppositori del Cremlino ben oltre i confini della Federazione Russa. Le responsabilità dei singoli episodi spettano alle autorità giudiziarie accertarle, ma il fenomeno delle aggressioni extraterritoriali ai danni di dissidenti e critici dei regimi autoritari rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza europea.
Per questo l’Unione europea deve fare un passo avanti.
Serve una Rete europea per la protezione dei dissidenti e degli oppositori politici, coordinata a livello UE e in stretta collaborazione con gli Stati membri, capace di valutare le minacce, condividere intelligence, predisporre misure di sicurezza e offrire tutela concreta a giornalisti, artisti, attivisti e rifugiati politici esposti a rischi credibili.
L’Europa deve essere un luogo in cui chi fugge dalla repressione trova libertà e protezione.
Difendere i dissidenti significa difendere la nostra democrazia.
In foto Semyon a Venezia
Anticipo pensiero di molti, ovvero: “vorrei vedere se accettassi tu una centrale nucleare vicino a casa tua.”
Qui sotto la distanza di casa mia dalla centrale di Mochovce (Slovacchia).
Mai considerata un problema, pur sapendo che inizialmente era dello stesso tipo di Chernobyl.
Prima contro l’Isis in Kurdistan.
Poi, contro un esercito occupante in Ucraina
Lì, dove sentiva un’ingiustizia. E il peso delle scelte
Alex Pineschi, RIP
Ecco come appare l'aspirazione della russia di Putin alla Pace…
Kyiv.
Le mie più sentite condoglianze a tutti coloro che sono stati colpiti da questi bombardamenti russi…
#Russia#Ucraina
Di fronte al male storico basta restare fedeli ai principi o occorre assumersi il rischio della scelta? In Bonhoeffer la fede non si sottrae alla storia: davanti al male politico, la responsabilità non può rifugiarsi nell’astrazione delle convinzioni, ma si misura nelle decisioni concrete, anche quando espongono alla colpa. Nel saggio “Rischiare il bene. La responsabilità in Dietrich Bonhoeffer” (Castelvecchi), Alfonso Lanzieri mette a fuoco proprio questa frattura: il momento in cui il bene smette di coincidere con la purezza morale e diventa esposizione al rischio.
La recensione di Gustavo Micheletti su InOltre. Il link nel primo commento
Russia’s war of aggression has crossed yet another line.
A Russian drone incursion struck a densely populated area in Romania, injuring civilians.
On EU territory.
We stand in full solidarity with Romania and its people.
As we continue strengthening our security and deterrence, especially on our Eastern border, we will keep increasing the pressure on Russia.
We are preparing a 21st package of sanctions.
The Russian drone crash into apartments in Galați was a blatant and serious violation of Romania’s sovereignty and European airspace.
I spoke with Foreign Minister @oana_toiu this morning to convey the EU’s full solidarity with Romania.
Russia has long ago stopped respecting borders.
Moscow cannot be allowed to breach European airspace with impunity.
EU Foreign Ministers yesterday vowed to ramp up pressure on Russia, increase support for Ukraine, and invest in Europe’s own defence readiness.
Continuano le provocazioni russe contro i paesi NATO per capire fin dove possono spingersi (spoiler: bombardate tranquilli).
Stanotte un drone di Nonno si è schiantato sul decimo piano di un palazzone di Galati, in Romania.
Il giornalista Italiano medio, senza distinzioni fra destra e sinistra, avrebbe chiamato “contractor” anche Carlo Rosselli in Spagna nel 1936.
#AlexPineschi
The moment of one of today’s Russian strikes on Kyiv.
I can see that fewer and fewer people are reading news from Ukraine. I understand that on a Sunday morning, people don’t want to read about war. They want to sleep a little longer, drink good coffee, and sit in the sun. I understand that. The algorithms on X limit content about war, destruction, and suffering. You have to make an effort to even see this information.
All of this is understandable on a human level. But unfortunately, if you remove Putin and the war from your information feed, they do not disappear from reality.
Putin is a sadist and a maniac. He is a threat to all of humanity.
There needs to be active resistance. News from Ukraine needs to be shared. People need to keep their focus.
Despite a sleepless night, I’m still here. And I’m grateful to everyone who continues to stand with us.
One day, we’ll drink morning coffee together in a beautiful, peaceful Kyiv.
La conferenza stampa di #Putin racconta una realtà molto diversa da quello interpretato dai media occidentali: non la preparazione della pace, bensì la preparazione di una guerra lunga. Cosa ha detto realmente il presidente russo? - Oggi il mio articolo su @ilfoglio_it /1
"Il Cremlino paga gli opinionisti nei talk show italiani", allarme dei Servizi. Così la propaganda russa entra nella nostra tv di Tommaso Ciriaco, Giuliano Foschini, di Tommaso Ciriaco, Giuliano Foschini via @larepublica_pe
Sarebbe bello sapere chi.
«Per la Russia, la cultura è uno strumento di guerra. L’infiltrazione attraverso media, arte e lingua – il cosiddetto soft power – fa parte della strategia militare ed è un’operazione ben organizzata e finanziata. In Europa ci sono ancora “utili idioti” che si lasciano sfruttare cinicamente da Mosca e accolgono la propaganda di Putin proprio nel cuore culturale del continente: la Biennale di Venezia. I russi presenti alla mostra non sono dissidenti ma persone collegate al governo russo e a figure vicine a Putin. Non sono prigionieri politici e non sono emigrati. Ad esempio, Elizaveta Anshina è direttrice dell’ensemble russo Toloka ed è anche relatrice del progetto “Società Russa Conoscenza”, una piattaforma che ospita interventi di Denis Pushilin, capo dell’amministrazione filorussa nella regione occupata di Donetsk, dell’ideologo ultranazionalista Alexander Dugin e dei cosiddetti “eroi dell’operazione militare speciale”. Aleksey Khovalyg si esibisce nelle case degli ufficiali in tutta la Russia e ha espresso sostegno alla cosiddetta “operazione militare speciale”. Noi definiamo i curatori del Padiglione russo “curatori con le mostrine” perché fanno parte della macchina di Putin, la stessa che guida la guerra in Ucraina». (La leader delle Pussy Riot, Nadya Tolokonnikova, intervistata da Repubblica)
Combattente a Kupiansk:
“Mio figlio è morto, così sono andato in guerra. E combatto. Mi dispiace per mio figlio”
Per gli idioti che scrivono che “gli ucraini sono costretti a combattere da Zelensky.”
Gli ucraini sono costretti a combattere dalla Russia.
"Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio".
Addio al pilota automobilistico e paraciclista #AlexZanardi, aveva 59 anni.
#2maggio.