Von der Leyen spinge al riarmo e mantiene i vincoli del Patto per ogni spesa pubblica e Lagarde alza i tassi col nostro debito più costoso. Paghiamo gas ed energia una follia, finanziamo la bolla USA coi nostri risparmi,spendiamo soldi in armi destabilizzando il bilancio pubblico
IL NUOVO CHE AVANZA...
PARAFRASANDO I FRATELLI COEN
L'ITALIA NON È UN PAESE PER GIOVANI!!
POI SI LAMENTANO SE I GIOVANI MIGLIORI E LAUREATI SE NE VANNO ALL'ESTERO!
https://t.co/YOuPkm2sPw
🚨🔴🚨🔴⚠️☠️ Nuovo "Triangolo delle Bermuda" scoperto in Medio Oriente. NON AVVENTURARSI
Accadono strani fatti. Soldati spariti, fatali incidenti di addestramento, misteriosi incendi in lavanderia che disabilitano le portaerei, aerei fantasma che sparano fuoco amico, piloti svaniti dopo essere stati soccorsi e tanto altro
Qui il perimetro.
EVITATELO!!
L’ex ambasciatore britannico negli USA Mandelson, dimessosi in quanto pesantemente coinvolto nei delitti di pedofilia emersi dagli Epstein files, agiva di fatto come una spia di Israele. Questo risulta da esami approfonditi delle autorizzazioni negate dall’Agenzia britannica di Intelligence a sue svariate richieste che evidenziavano legami profondi con l’intelligence israeliana e operazioni finanziarie sospette.
Ma nessuno chieda spiegazioni a Israele, eh, mi raccomando!!
il 13 Maggio 1966 i Rolling Stones
pubblicano "Paint It Black"
anche in Gran Bretagna, il singolo
era stato già pubblicato il 7 Maggio
negli Stati Uniti.
La canzone raggiunse la vetta della
classifica in entrambi i paesi.
#RollingStones#pillolerock
press play ▶️
“Il meteorologo del Twitter” dovrebbe essere un insulto secondo alcuni ma io lo prendo volentieri come una medaglia.
Se significa parlare di meteorologia e clima dove le persone leggono, discutono, si informano in modo sano allora per me va benissimo cosi. Il punto non è negare la CO2, né fingere che non esista il cambiamento climatico. Il punto è non trasformare ogni dato scientifico in una campana a morto quotidiana.
A mio modesto parere la scienza non ha bisogno di preti dell’apocalisse. Ha bisogno di gente che spieghi, distingua, pesi le parole e dica anche quando una cosa è grave senza usarla però come manganello emotivo. Quante volte parlando di maltempo in arrivo ho evidenziato zone piu' a rischio, talvolta anche ponendole in un contesto di possibile allerta rossa? Non c'è nulla di male in questo, l'importante è parlarne sempre usando le parole giuste e senza diffondere ansia e panico. Chi pensa che tranquillizzare significhi negare, ha capito poco della comunicazione e forse anche della scienza.
Capisco che a qualcuno dia fastidio perchè rovina sempre la festa a chi vive di allarme permanente. Io cerco di fare un qualcosa di molto semplice e forse, a questo punto, devo pensare anche qualcosa di scomodo ovvero togliere il monopolio del clima a chi pensa che l’unico modo serio per parlarne sia spaventare le persone con titoli urlati che non fanno altro che creare confusione.
Ci stanno abituando a vivere con il fiato corto.
Un giorno l’hantavirus. Un giorno la guerra.
Un giorno il collasso climatico imminente. Un giorno l’ennesima emergenza raccontata come se il mondo dovesse finire entro sera. Informare è necessario. Terrorizzare è un’altra cosa.
La realtà è complessa, certo. Ci sono rischi, crisi, conflitti, problemi sanitari, climatici, economici. Nessuna persona seria li nega. Ma tra conoscere un problema e vivere prigionieri dell’allarme permanente c’è una differenza enorme. La calma non è superficialità,
è disciplina mentale. Si possono prendere sul serio virus, guerre, clima ed emergenze senza trasformare ogni notizia in una condanna psicologica collettiva.
Per questo oggi voglio dire una cosa semplice: respirate.
Non serve spegnere il cervello. Serve non consegnarlo alla paura. Guardate anche ciò che funziona. La primavera che fa la primavera. La pioggia che nutre i suoli. L’aria che cambia. La natura che, nonostante tutto, continua a seguire i suoi ritmi. La scienza, quando è comunicata bene, non serve ad aumentare l’ansia. Serve a dare misura.
Un popolo informato ragiona. Un popolo terrorizzato reagisce soltanto. E noi abbiamo bisogno di lucidità, non di panico.
Ci ha pensato, al solito, lui a scaldare il palco del Primo maggio e a rimettere i puntini sulle i.
Prima l’affondo - geniale - su Benito Mussolini:
“Mentre scappava travestito da soldato tedesco, Mussolini fu scoperto dai partigiani e fucilato: Benito Mussolini è un morto sul lavoro, ma è un morto sanguinario e traditore.”
Alla faccia di tutti quelli che delirano di pacificazione e in realtà vorrebbero la parificazione.
Poi l’attacco a Trump e a Israele, al neocolonialismo, che ha mandato a quel paese…
E ancora la riflessione, preziosa e non scontata, sul genocidio. Su tutti i genocidi, a cominciare da quello in atto a Gaza.
“Nelle Americhe il genocidio dei pellerossa nativi, in Armenia quello degli armeni, nei campi di concentramento quello di ebrei, rom, gay e oppositori politici.
In Palestina quello del popolo palestinese, sotto i nostri occhi in tempo reale. Contro ogni colonialismo teniamo gli occhi puntati su Gaza, sulle Ong e sulla Global Sumud Flotilla. Palestina libera!".
Infine quel grido per molti liberatorio: “Palestina libera".
E anche in questo modo ha rimesso al centro il valore della Resistenza, in barba a chi non riesce neanche a pronunciare la parola “partigiano” in una canzone.
Stasera Piero Pelù ha pronunciato le uniche parole vere, nette, chiare, necessarie della giornata, e ha letteralmente riscattato da solo il Concertone del Primo maggio.
Właśnie zostałem ukarany przez Marszałka Sejmu Włodzimierza Czarzastego za moje ostatnie wystąpienie w sprawie ludobójstwa, którego dokonuje Izrael na Bliskim Wschodzie.
Oprócz kary finansowej marszałek skierował przeciwko mnie wniosek do prokuratury. Nie boję się tego i nie zamierzam się uchylać – będę się bronił. Żadna represja ze strony organów państwa nie zamknie mi ust.
Jeśli ktoś z Was chce pomóc w tym trudnym zadaniu, proszę o udostępnianie moich treści i obserwowanie moich profili. Niedługo też podam link do zbiórki, dzięki której można będzie wesprzeć działalność na przekór zamilczaniu.
Nie bądźmy obojętni. Nie milczmy i nie udawajmy, że oni są dziś ofiarami. Nie, nie są. Są sprawcami ludobójstwa niewinnych dzieci, kobiet i mężczyzn w Gazie. Nie pozwólmy, by demony ubiegłego wieku znów wypełzły i pokazały swoje ludobójcze oblicze. Bez względu na poglądy, stańmy razem murem w słusznej sprawie.