BLANCO torna con Los Angeles, Valerio Scanu pubblica Zingara, mentre Seltsam arriva con GIORNATA DI MERDA. Sono tre delle uscite più attese del Radio Date del 10 luglio.
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Bisogna solo mettere le cuffie e chiudere gli occhi e ascoltare la sua voce IMMENSO grazie @Valerio_Scanu e #AParteTe e stupenda bel testo e bel sound 🎧🎼❤️
La donna nella foto si chiama Mette Frederiksen, premier della Danimarca, ha appena dato una grande lezione politica e di democrazia al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Trump aveva annunciato nella notte su Truth l’invio di “una nave ospedale” in Groenlandia per “assistere” secondo lui “le molte persone malate, che non hanno assistenza".
Insomma, il solito tentativo di fare becera propaganda, rivendicare e giustificare la presenza americana sull’isola.
Ma gli è andata malissimo perché Frederiksen ha deciso di rispondere all’uomo più potente del mondo spiegandogli con esattezza la differenza tra il modello di sanità pubblica e universale scandinava e la privatizzazione selvaggia a stelle e strisce.
"Sono felice di vivere in un Paese in cui tutti hanno libero e uguale accesso all'assistenza sanitaria.
Dove non sono le assicurazioni e il proprio patrimonio a determinare il trattamento adeguato.
L'accesso gratuito alla sanità lo si ha anche in Groenlandia.
Buona domenica a tutti".
Ecco, spiegato in otto righe, come si risponde a un bullo.
Con tanto di istruzioni e cortese saluto finale.
Peccato che nessuno qui da noi abbia mai preso esempio. Né lo farà mai.
Alberto Angela è senza contratto con la Rai da mesi. E secondo La Stampa, proprio la Rai starebbe pensando di tagliare i suoi programmi (Ulisse, Noos, Passaggio a Nord Ovest) perché preoccupata dai costi.
Dai costi.
Stiamo parlando del più grande divulgatore della televisione italiana. L’uomo che porta milioni di persone davanti allo schermo per guardare la Cappella Sistina invece del Grande Fratello.
L’unico capace di far fare ascolti a un documentario sull’Impero Romano alle nove di sera.
Quello che ha ereditato da suo padre Piero non solo il mestiere ma la capacità di far sentire intelligenti gli italiani.
Ecco, quell’uomo non ha un contratto con la Rai.
Da mesi. E la Rai vuole tagliarlo. Per i costi.
La situazione, dicono le voci da viale Mazzini, assomiglia sempre più a quella che precedette l’uscita di Fabio Fazio.
Ora, facciamo il punto.
Paolo Petrecca, che ha scambiato San Siro per lo Stadio Olimpico e la presidente del CIO per la figlia di Mattarella, è stato per mesi il direttore di RaiSport. Prima ancora dirigeva RaiNews24, dove mandava in onda assoluzioni inventate e apriva i telegiornali col festival di Pomezia al posto delle elezioni francesi. Due redazioni lo hanno sfiduciato. La Rai lo ha promosso.
Tommaso Cerno, direttore del Giornale di proprietà Berlusconi, già opinionista e co-conduttore a Domenica In, sta per ottenere una striscia quotidiana su Rai 2 da 848mila euro. Undicimila euro a puntata.
Ricapitolando: alla RAI i soldi ci sono per Cerno, ci sono per Petrecca, ma per Alberto Angela il contratto può aspettare.
Funziona così, nella Rai di questo governo: se sei utile alla propaganda, ti danno un programma. Se sei utile al Paese, ti lasciano senza contratto e possibilmente ti spingono alla porta.
Simonetta Matone: “Dichiarazioni folli di Nordio, grazie a lui abbiamo perso il vantaggio sul No”.
L'ex magistrata e deputata della Lega: "Tutti noi pensiamo le cose che lui ha detto, ma sono cose che non si possono dire pubblicamente".
😀😀😀😀😀😀
Ancora più convinto #IoVotoNo