Non ha vinto, ma ha vinto comunque. Il secondo posto di Lucio Corsi a Sanremo è tremendamente strameritato.
Se qualcuno pensa che sarà una meteora, non ha capito niente.
Talento, fantasia, originalità, una grande cultura.
E la forza della caparbietà. Alle spalle più di 10 anni di gavetta, anche i fischi durante i primi concerti (quando apriva un concerto degli Stadio nel 2014), non si è mai voluto snaturare, una crescita costante passettino dopo passettino, sempre con la coerenza del suo percorso, della visione che aveva ben chiara nella sua testa, consapevole della non immediata comprensione da parte del resto del mondo. Con la fiducia di chi ha creduto in lui e nella sua originalità (da Federico Dragogna a Francesco Bianconi dei Baustelle, da Brunori Sas a Caterina Caselli passando per Carlo Verdone).
A Sanremo ha portato Lucio, senza compromessi. Dall'abbigliamento, suo personale, abiti che usa nella vita di tutti i giorni o nei suoi spettacoli (sacchetti di patatine come riempi spalline...) - non aveva di certo bisogno di stylist modaioli che lo vestissero - alla scelta tutt'altro che banale di Topo Gigio. Dal piede sotto il sedere mentre suona il pianoforte al microfono messo sotto l'ascella durante l'assolo di chitarra. Apparentemente fragile e delicato, invece granitico nella sua idea di far musica.
《Io volevo essere un duro
Però non sono nessuno
Non sono altro che Lucio》
La sua trasgressione è nell'essere una persona semplice ancorata ai valori della terra (della Maremma), con i dubbi di tutti noi, con la voglia di non nascondersi.
Un cantautore che fa volare le parole, le rende favole realistiche, riuscendo a far sognare e anche pensare.
Grazie Lucio
♥️
Oggi è il #BlueMonday, il giorno più triste dell’anno (dicono). Ma è anche il titolo di una canzone del 1983 che ha fatto la storia e che fa ancora ballare tanto da essere diventata uno dei trend più usati su TikTok nel 2024.
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𝐒𝐚𝐩𝐞𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 #𝐉𝐢𝐧𝐠𝐥𝐞𝐁𝐞𝐥𝐥𝐬 𝐜𝐨𝐥 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥�� 𝐧𝐨𝐧 𝐜’𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚?
🐎❄️ In realtà è una canzone che parla di ragazze e di corse con le slitte, nata in America a Medford nella Taverna Simpson (già il nome è tutto un programma) tra fiumi di rum.
Che cos’è il Rock? È vero che “è morto” o è vero che “non muore mai”?
Parliamo di Rock, della sua storia, filosofia, del suo futuro partendo dal testo di una canzone di Neil Young contenuta nell’album “Rust Never Sleeps”, perché la ruggine non dorme mai!
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«La musica mi trasporta in un mondo in cui il dolore non smette di esistere, ma si allarga, si placa, diventa insieme più calmo e più profondo».
#giornatadellamemoria
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Oggi è il #BlueMonday il lunedì più lunedì dell’anno. Ma è anche una bellissima canzone che ci fa ballare dal 1983. E c’entrano anche i Joy Division.
Ve ne parlo qui 👇
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@Parmida_B_ This verse is not in Leonard Cohen's original version.
But no wonder, it took Cohen five years to finish the song and composed more than 80 verses, then using only four in the official version.
Good night Parmida.
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