L’antisemitismo è una forma d’odio che sta tornando, sempre più prepotentemente, assumendo forme nuove e diverse. Proprio per questo abbiamo accolto l'appello della senatrice Liliana Segre a una convergenza trasversale sulla legge contro l'odio antisemita, un provvedimento che è un passo fondamentale per combattere l’odio antiebraico nel nostro Paese. Per questo abbiamo votato con estrema convinzione la legge approvata oggi dal Senato. Basta odio!
@ivanscalfarotto
Dove era la sinistra italiana, i professori universitari, i Telese e le Jebreal quando il regime di Kameney riempiva le strade dell'Iran del sangue di migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi!
Italienische Ermittler haben offenbar ein Hamas-Finanzierungsnetz ausgehoben. Sieben Millionen Euro sollen geflossen sein. Dahinter soll ein europäisches Netzwerk stecken.
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Hamas non è un’idea, non è una bandiera, non è un’opinione. È un’organizzazione terroristica sanguinaria. Punto. E su questo non possono esistere ambiguità, attenuanti lessicali o strumentalizzazioni politiche, di qualunque colore siano.
Qui c’è un’indagine vera, complessa, seria. Un’indagine che parla di soldi raccolti in Italia e che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero finiti a sostenere Hamas. Denaro che potrebbe essere transitato sotto il paravento della beneficenza, sfruttando la buona fede di cittadini convinti di aiutare il popolo palestinese. Ed è proprio questo l’aspetto più intollerabile.
Perché se gli investigatori avranno ragione, non saremmo davanti solo a simpatizzanti, ma a veri e propri finanziatori. A qualcuno che avrebbe sottratto risorse destinate all’assistenza umanitaria per alimentare un’organizzazione terroristica. Ed è qui che il quadro diventa ancora più osceno: Hamas usa due volte il suo popolo. Prima trasformando i civili in scudi umani. Poi rubando i fondi che dovrebbero garantire cura, cibo, istruzione, speranza. Una doppia violenza, materiale e morale.
Aspettiamo, certo. Vediamo come evolveranno le indagini, come è giusto in uno Stato di diritto. Ma una cosa va detta senza giri di parole: se dietro iniziative apparentemente solidali si nascondesse un meccanismo che alimenta il terrorismo, allora saremmo davanti a un fatto gravissimo.
Per questo vanno fatti i complimenti, senza esitazioni e senza ambivalenze, alla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova per l’operazione avviata per smantellare un pericoloso sistema di finanziamento dall’Italia. Un lavoro condotto insieme alla Digos e alla Guardia di Finanza, che ha consentito di individuare e interrompere flussi di denaro che, secondo l’ipotesi investigativa, alimentavano gli orrori compiuti contro il popolo israeliano.
Qui non c’è nulla da relativizzare.
Non è libertà di espressione. Non è legittimo dissenso. Il terrorismo non è una posizione politica: è un metodo sanguinario. Un’organizzazione. Una macchina che vive di ambiguità tollerate, di silenzi comodi, di continui “ma però”.
E allora bene la luce. Tutta. Quella dei magistrati che indagano, delle forze dell’ordine che seguono i flussi di denaro, dei giornalisti che scavano senza timori reverenziali. Perché chi dirige strutture terroristiche va combattuto senza se e senza ma.