Varenne 🇮🇹 (1995-2026) nous a quittés aujourd’hui😢
Double vainqueur du Prix d’Amérique (2001, 2002), il restera l’un des plus grands champions de l’histoire du trot
🗞️ Hommage ce soir à la Une de #24hautrot
🎥 Retour en images sur son sacre de 2002
Back-to-back wins for Aravalli!
The top-weight travelled strongly into contention and picked up in good style to make it two on the bounce at @Chepstow_Racing...
Nozze Bezos a Venezia, maxi-striscione degli attivisti in piazza S. Marco. L'azione di Greenpeace Italia e del gruppo britannico Everyone Hates Elon. #ANSA
Maxi-striscione di Greenpeace a Venezia contro nozze Bezos. Blitz in Piazza San Marco, una scritta di 400 metri quadrati. #ANSA https://t.co/KoIsOGHTaI
Oggi sfoglio il giornale e toh, che leggo? Pagina 7 della @repubblica , Luca Zaia, iscritto alla Lega di Salvini, presidente della regione Veneto, una regione che esporta merce per 8 mld di euro negli USA, che dice di Trump che coi dazi vuole dividere l’Europa e lui da europeista convinto pensa che l’UE debba trattare unita con l’inquilino della Casa Bianca, senza cadere nella trappola.
Poi vado a pagina 4 de @LaStampa e leggo il ministro Adolfo Urso, esponente di spicco del partito della Meloni, che afferma lo stesso; bisogna stare uniti, Trump gioca contro gli interessi dell’Europa e mira a dividerla, prende coscienza finalmente, ben svegliato direi, che l’Italia dopo la Germania è il paese europeo che esporta di più negli Stati Uniti e quindi il 25% dei dazi sarebbero un salasso per noi.
Poi leggo ciò che afferma colui che il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giovanbattista Fazzolari ha definito un “bimbominchia”, il nostro vicepremier Matteo Salvini, l’ultimo dei Mohicani: “L’Italia deve trattare da sola con Trump e cogliere questa grande opportunità”.
Poi leggo ancora Andrea Stroppa, rappresentante di Elon Musk in Italia che si scaglia contro Fdi: “Evitate di chiamarci per conferenze o altro”. E infine leggo la sacrosanta verità affermata da Molinari, capogruppo della Lega a Montecitorio che dice: “Quando Trump ci farà male, visto che al di là del supposto rapporto privilegiato con la Meloni lui fa solo i suoi interessi, la colpa la daranno a noi che siamo stati solo ad agitare le mani e fargli da cheerleader”.
Leggo, leggo e poi leggo e mi accorgo sempre più che sta accadendo ciò che facilmente avevamo predetto: i sovranisti di casa nostra, quelli che sono corsi a festeggiare l’elezione di Trump, quelli che avrebbero pagato oro per una foto con lui, compresa la Meloni che ha postato orgogliosa sui suoi social un video in cui il Presidente americano si spertica di elogi per lei, andranno a schiantarsi dritti contro un muro.
Abbiamo aspettato da tempo il momento in cui i sovranisti di tutto il mondo dopo aver finito di sputare all’unisono a tutte le istituzioni sovranazionali, avrebbero cominciato a sputarsi fra loro. Il tempo è giunto.
In linea generale, ho sempre ritenuto che chi ha a cuore le sorti dell’Ucraina debba preoccuparsi del destino del suo popolo più che delle sorti personali di chi lo governa. Ma ciò che si è scatenato contro @ZelenskyyUa è solo la conferma della grande statura di questo piccolo uomo, che da tre anni lotta come un leone per dare un futuro di libertà al proprio popolo.
Domandiamoci quanti di noi al suo posto, quel terrificante 24 febbraio 2022, con 60 km di carri armati alle porte di Kyiv e bombe che piovevano su un paese privo di difese, avrebbero scelto di restare, anziché fuggire. Chiediamoci quanti di quelli che da tre anni lo accusano di aver accumulato immense ricchezze, di aver acquistato ville che in realtà non gli appartengono, di essere assuntore di droghe aggiunte alle immagini con Photoshop e di mille altre nefandezze, sarebbero rimasti a tiro di missili e droni e a rischio di attentati, piuttosto che optare per un esilio dorato.
Quel “non voglio un passaggio, datemi armi”, detto ad americani ed inglesi, che si offrivano di portarlo al sicuro fuori dal paese, ha cambiato la storia d’Europa e probabilmente impedito lo scoppio di una nuova guerra mondiale, scongiurando la possibilità per la Russia di ammassare truppe lungo un’ampia linea di confine con pesi NATO e di raggiungere il gigantesco deposito di armi in Transnistria.
Tutti noi dobbiamo molto a Zelensky, al suo coraggio ed a quello del popolo ucraino.
Anche oggi, dopo tre anni di guerra, il suo no alla svendita delle ricchezze minerarie dell’Ucraina ed i conseguenti insulti sguaiati e farneticanti dell’instabile palazzinaro affetto da narcisismo patologico, eletto alla guida del paese che è stato finora il suo più grande alleato, dimostrano come questo “comico mediocre”, leader di una nazione povera e distrutta, possa rappresentare quel granello di sabbia capace di far inceppare gli enormi ingranaggi che un autocrate ed un aspirante tale vorrebbero far girare per spartirsi il mondo e schiacciare le democrazie liberali.
Con dieci milioni di sfollati, un milione di persone al fronte, altri bloccati in Russia e un quinto del territorio del paese sotto occupazione militare, si deve essere folli o in totale malafede per pensare che si possano svolgere legittime elezioni in Ucraina. Mi sembra quindi piuttosto spericolato sostenere che chi da 3 anni sfida le bombe russe e non si fa problemi a dire “no” all’uomo più potente del mondo non vada alle elezioni per paura delle urne.
Oggi è la giornata del pensiero, festa per tutti gli scout del mondo. Anche per me un giorno particolare: scelsi di giurare come premier proprio il 22 febbraio, undici anni fa.
Mi fa pensare che questa data sia da sempre associata agli sforzi per la pace. Baden Powell, fondatore dello scoutismo, era un generale. Avendo fatto la guerra, voleva la pace. Ma la pace è difficile, è complicata, è faticosa.
In queste ore nel dibattito politico internazionale, ma anche italiano, vanno di moda le semplificazioni. Vince chi la spara più grossa. E nessuno sembra interessato a un dibattito serio e profondo. Stanno riscrivendo l’ordine geopolitico del mondo e per la prima volta da secoli l’Europa non è al tavolo. La colpa è innanzitutto dei leader europei, privi di visione e vittime del loro populismo. Poi certo possiamo prendercela con Trump e le sue follie, possiamo urlare contro il mondo la nostra rabbia, possiamo piangerci addosso. Ma la verità è che senza leader capaci di fare politica, e soprattutto politica estera, l’Europa è finita. Cinque anni fa dicevo che l’Arabia Saudita era lo snodo del futuro e mi prendevano in giro. Tre anni fa chiedevo un inviato speciale dell’Unione Europea a Mosca e Kiev e mi rispondevano con gli slogan. Cinque mesi fa abbiamo proposto gli Stati Uniti d’Europa e i presunti riformisti italiani hanno spaccato tutto pur di far vincere i sovranisti. La verità è che per costruire la pace ci vuole la politica. Ma anche in Italia ci sono troppi influencer che vivono di like e non sanno che per fare politica occorrono visione, coraggio e tempi lunghi. Buona giornata del pensiero a tutti
💥MAKE BELIEVE 2yo wins a second Stakes race this year!
🎊Fast Spirit takes the Listed Premio Criterium Femminile over 7.5f for @Endo59948037
🥳 This was her 3rd win of the season, her second at Listed level and she is also Group 2 placed.
Saxon Warrior Colt Overcomes Inexperience To Win On Debut.
Palazzo Blu (2c Saxon Warrior – Kalsara by Muhaarar) struck late to make a winning debut in Thursday’s... https://t.co/zcALsPQ3u7