Hi ha ajuntaments com el de Caldes de Malavella que tenen masies i no saben què fer-ne. Per sort, també hi ha associacions com la d'Amics d'en Bernadí que fan de corcó perquè facin els seus deures i no la deixin caure.
El cicle de lluita d'esquerres dels últims 15 anys ha fracassat (15M, CUP, Podemos, Comuns, Sumar). En termes de benestar material i equitat estem pitjor.
El cicle de lluita nacional també ha fracassat (Procés independentista). El país i la llengua estan pitjor i la perspectiva futura no és bona.
Tanmateix tant l'esquerra com l'independentisme estan presoners de la inèrcia. Dirigits per gent que es guanya la vida (sigui cobrant subvencions o sous públics, sigui reproduint estatus social) mantenint el rumb. I, per tant, neguen la magnitud del problema i evadeixen o combaten tota autocrítica profunda.
Un mecanisme que han trobat aquestes elits per refugiar-se, tapar la naturalesa del problema i evadir la fiscalització, és l'antifeixisme. L'adveniment del mal absolut d'extrema dreta, que obliga a recalibrar prioritats, discursos, rivalitats i aliances.
No és que no hi hagi una amenaça autoritària en auge erosionant consensos democràtics. Però és que els problemes socials i nacionals greus que patim, i la frustració política i crisi de representació enorme que això ha generat, no tenen res a veure amb el feixisme. L'han causat governs democràtics, sovint d'esquerres i catalanistes.
Els @SomComuns i el @socialistes_cat han votat per evitar que el metge pugui antendre't a tu, als teus fills i als teus pares, en català. Recordeu que és obligatori saber castellà. Han votat perquè el castellà substitueixi el català. Han votat perquè t'humilïis si et vols curar.
«Quan jo no hi sigui no sabreu ni què és un baladre, ni un atzeroler, ni un ginjoler, ni un revell, ni una argelaga, ni una estepa». Avui fa 4 anys que va morir Pau Riba: https://t.co/SNF8aiZSkd
L'economia creix perquè tenim immigració o tenim immigració perquè l'economia creix?
Els economistes Josep Oliver i Miquel Puig contraposen arguments sobre els reptes i beneficis de la immigració https://t.co/SXL75v861u #Matins3Cat
72 minuti. 72 minuti di delirio in diretta mondiale.
72 minuti in cui il Presidente degli Stati Uniti ha confuso la Groenlandia con l’Islanda. Più volte. Mentre spiegava perché vuole comprarla.
72 minuti in cui ha minacciato un alleato NATO, la Danimarca, con queste parole: “Potete dire di sì, e lo apprezzeremo. Potete dire di no, e ce lo ricorderemo”.
72 minuti in cui ha definito la Groenlandia “un pezzo di ghiaccio” da cui dipenderebbero i destini della Terra: “Quello che chiedo è un pezzo di ghiaccio in cambio della pace mondiale”.
72 minuti in cui ha dichiarato di avere “100% sangue scozzese e 100% sangue tedesco”. Che farebbe 200%. Ma la matematica, evidentemente, non è il suo forte.
72 minuti in cui ha affermato che gli Stati Uniti, dopo la Seconda Guerra Mondiale, avrebbero “restituito la Groenlandia alla Danimarca”. Peccato che sia falso. Gli Stati Uniti non hanno mai posseduto la Groenlandia. Mai. Nel 1916 riconobbero ufficialmente la sovranità danese. Durante la guerra ottennero solo basi militari temporanee. E nel 1946 provarono a comprarla offrendo 100 milioni di dollari. La Danimarca disse no. Non c’è stata nessuna “restituzione”.
72 minuti in cui ha sostenuto che “la Cina non ha pale eoliche”. La Cina. Il Paese che da 15 anni consecutivi è il primo produttore mondiale di energia eolica. Quello che costruisce il 45% di tutti i progetti eolici del pianeta.
Ma per Trump, “non hanno campi di mulini a vento”. Li vendono “agli stupidi”.
72 minuti in cui ha detto che “tutte le grandi compagnie petrolifere stanno venendo con noi in Venezuela”. Peccato che il CEO di ExxonMobil, tre giorni prima, gli avesse detto in faccia che il Venezuela è “non investibile”. Peccato che Trump si sia infuriato e abbia minacciato di escludere Exxon. Peccato che le altre compagnie stiano alla finestra, terrorizzate.
Ma lui, a Davos, ha detto che “stanno venendo tutte”.
72 minuti in cui ha affermato che “praticamente non c’è inflazione” negli Stati Uniti. L’inflazione americana è al 2,7%. Superiore all’obiettivo della Fed. In aumento, secondo le previsioni, a causa dei suoi stessi dazi.
Ma per lui, “praticamente non c’è”.
72 minuti in cui ha attaccato il presidente della Federal Reserve chiamandolo “stupido” e “Jerome troppo-tardi Powell”. In diretta. Davanti ai leader economici mondiali.
72 minuti in cui ha raccontato di aver messo dazi alla Svizzera per ripicca, perché “una donna” di cui non ricorda il nome “lo aveva accarezzato per il verso sbagliato”.
72 minuti in cui ha detto che “ieri il mercato è crollato a causa dell’Islanda”. L’Islanda. Un Paese con 380.000 abitanti. Che avrebbe fatto crollare Wall Street.
72 minuti in cui ha sostenuto che gli Stati Uniti “hanno pagato il 100% della NATO”. Il 100%. Quando la quota americana del budget NATO è circa il 16%.
Ma per lui, il 100%.
72 minuti in cui ha confuso l’Azerbaigian in “Aber-bajian”.
72 minuti di flusso di coscienza. Di bugie verificabili. Di numeri inventati. Di minacce ad alleati. Di insulti a funzionari. Di gaffe geografiche. Di millanterie smentite dai fatti.
E il mondo, in silenzio, ha guardato.
Ha guardato il Presidente della più grande potenza mondiale confondere due nazioni, minacciare la Danimarca, insultare la Fed, mentire sul Venezuela, inventarsi dati sull’inflazione, negare l’esistenza dell’industria eolica cinese.
72 minuti.
E pensare che una volta, per molto meno, le carriere politiche finivano.
Oggi, invece, si va avanti verso il prossimo delirio.
Benvenuti nel 2026.
#Davos #Trump
Salvador Illa està enormement preocupat pel cas DGAIA, sap que ho pot fer caure tot. La llàstima és que l'oposició tampoc està neta, fa veure que s'interessa, però contribueix a tapar-ho. Hem de donar suport a @OctuvreCAT perquè ho duguin al jutjat a través de @Pro_Cassandra
🗣️ @antoniobanos_ : "El problema és que vénen aquí, la plusvàlua de la seva feina se la queda l'empresariat i els costos de mantenir-los vius els té la comunitat"
🔶 Nou capítol de 'La tertúlia proscrita'
https://t.co/CUgzfyrkNp
Si s'obligués el sector porcí a internalitzar els enormes costos ambientals que causa en els preus dels seus productes, s'acabaria la seva viabilitat econòmica i hauria de reduir i reconvertir-se. Mentre se li permeti socialitzar costos i privatitzar beneficis, seguirà. Vegeu👇