Em Los Angeles (EUA), uma mulher comemorava a vitória dos Knicks na NBA quando um vizinho chamou a polícia por causa do barulho.
Cerca de 20 policiais foram até sua casa e, ao abrir a porta, abateram a tiros seu cachorro — um “perigoso” Golden Doodle.
Os EUA se vendem como a terra da liberdade, mas em muitos casos parecem um Estado policial: você pode fazer barulho dentro da própria casa e acabar vendo a polícia matar seu animal de estimação.
Em vez de transmitir segurança, a polícia frequentemente se torna algo de que o cidadão sente que precisa se proteger.
IL MONDIALE È COME IL MAIALE: NON SI BUTTA VIA NIENTE (episodio 2): per Hakimi e De Jong divieto di parlare spagnolo, la Germania ferma a metà campo per l'hydration break e l'ammutinamento di Bielsa
Al Mondiale FIFA un'altra giornata di ordinaria follia, anzi di vergogna: anche se il Messico è uno dei Paesi ospitanti ai giocatori è vietato parlare spagnolo. E l'Uruguay non ha il permesso di sbarcare a Miami
Ieri al Mondiale un giornalista stava facendo una domanda in spagnolo ad Hakimi (Marocco, PSG) ma un funzionario FIFA l’ha fermato: solo domande in inglese, ha detto. Hakimi si è stupito, ha detto che lui lo spagnolo lo conosceva e ha invitato il giornalista a proseguire nella domanda. “Poi se volete rispondo in inglese”, ha scosso la testa.
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Ieri al Mondiale un giornalista stava facendo una domanda in spagnolo a De Jong (Olanda, Barcellona) ma un funzionario FIFA lo ha interrotto: “Non mi disturba”, ha detto De Jong che lo spagnolo lo capisce e lo parla; ma il funzionario FIFA lo ha costretto a rispondere in inglese.
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Ieri al Mondiale la nazionale dell’Uruguay ha aspettato tre ore davanti alla scaletta dell’aereo ma non è potuta partire per Miami dove stasera l’attende l’Arabia Saudita: per colpa della FIFA la documentazione richiesta dal governo americano per concedere l’ingresso degli uruguagi negli USA era incompleta. L’Uruguay raggiungerà Miami in giornata a poche ore dall’inizio del match.
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Ieri al Mondiale il c.t. dell’Uruguay Bielsa è stato invitato, dopo i giocatori, a posare a favore di telecamera per il breve video di backstage che accompagna in tv la presentazione in grafica delle formazioni. Bielsa, che già in Coppa America aveva duramente contestato la FIFA, ha tenuto lo sguardo rivolto al pavimento per tutto il tempo rifiutandosi di mostrarlo e in particolare rifiutandosi di mostrare gioia o entusiasmo.
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Ieri al Mondiale rientrando negli spogliatoi nell’intervallo di Brasile-Marocco Vinicius (Brasile, Real Madrid) non ha voluto rispondere alle domande di un giornalista televisivo. “È un obbligo previsto dal contratto - gli ha detto il cronista -, rischi di pagare una multa”. “La pagherò - ha risposto Vinicius -, ma nessuno mi obbligherà mai a dire qualcosa che non voglio”.
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Ieri al Mondiale nella partita Germania-Curacao dopo il gol dell’inatteso 1-1 del Curacao segnato al minuto 21, l’abitro ha interrotto il gioco per mandare le squadre all’hydration break (la finta pausa ristoro introdotta allo scopo di inserire una fascia pubblicitaria di tre minuti in ogni tempo). Dopo un minuto la Germania era già in campo desiderosa di riprendere il gioco e vogliosa di ripartire all’attacco ma l’arbitro ha detto ai giocatori che dovevano aspettare altri due minuti per rispettare la fascia pubblicitaria.
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Ieri al Mondiale Thierry Henry, l’ex fuoriclasse di Arsenal e Barcellona oggi commentatore tv per Fox Sports, si è scagliato contro la FIFA per la baracconata dell’hydration break che arriva a interrompere innaturalmente il flusso del gioco trasformando la partita in un incontro di 4 tempi: un’altra cosa rispetto a una partita di calcio. “È come interrompere una sinfonia a metà crescendo perché gli inserzionisti vogliono far sentire il loro jingle”, ha detto. I nostri telecronisti-opinionisti? Tutti zitti.
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Ieri al Mondiale è stato un giorno come un altro: di vergogna.
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