È successo a #Bologna il 6 dicembre scorso durante uno sgombero. Da una parte la #Polizia in tenuta antisommossa, dall’altra manifestanti, studentesse e studenti.
La fotografia che vedete immagino vi sia già capitata sotto gli occhi, è la prova di una violenza intollerabile che nessuno deve osare minimizzare. Ritrae una studentessa dell’Università di Bologna che manifesta pacificamente contro gli sgomberi. Un poliziotto le dà un calcio in mezzo alle gambe provocandole un dolore immenso, umiliandola e usando su di lei una violenza intollerabile. La studentessa ha sporto denuncia contro il poliziotto, il suo caposquadra, il questore e il ministro, tutti responsabili delle procedure di ordine pubblico. La sua avvocata ha parlato di “una aggressione sessuale con un calcio tirato violentemente sul pube con gli anfibi dalle punte rinforzate”.
Per le forze dell’ordine l’anonimato non è sicurezza, ma impunità. La presenza del #codiceidentificativo, invece, smonterebbe la logica del branco che si copre a vicenda e porterebbe nel gruppo di lavoro un elemento che è fondamentale: la responsabilità individuale.
È imperativo che si introduca immediatamente il codice identificativo per le forze dell’ordine. È una misura di civiltà su cui l’Italia è in ritardo; è una misura a tutela del cittadino e delle stesse forze dell’ordine la cui reputazione è continuamente sporcata da pochi violenti sicuri di farla franca.
Perché non era lubrificata?
Come le hanno tolto gli slip?
Perché non ha urlato?
Perché non ha usato i denti?
Perché non si è divincolata?
Lei ha sollevato il bacino?
Che pantaloni indossava?
2023, quasi 2024.
Sembra di essere tornati indietro di 50 anni.
ULTIM’ORA - È di Giulia Cecchettin il corpo ritrovato nei pressi del Lago di Barcis in provincia di Pordenone. La scoperta sabato mattina poco prima di mezzogiorno dagli uomini impiegati nelle ricerche di Giulia Cecchettin e Filippo Turetta, i ragazzi scomparsi dal Veneziano nella notte tra sabato 11 e domenica 12 novembre.
Non mi interessa se ti fai crescere i peli sotto le ascelle per sentirti libera o mostri le tette 24h su 24h.
Quando una madre dice a sua figlia che deve stare in cucina perché femmina e magari il figlio maschio sta davanti alla Play è proprio lì che si deve intervenire.
Nessuno lotta più per amore, tutti trovano più facile sostituire.
Di questi tempi è difficile trovare una buona donna o un buon uomo, nessuno vuole più responsabilità, tutti cercano solo una relazione senza impegno.
Stemma famiglia #PESOLE. @pesole
A.S.RA.: copia dello Stemmario del conte Edgardo Mattei conservato nella biblioteca del Collegio Araldico di Roma, p. n°144, posizione, 2^ fila e 3° stemma da sx a dx. Vittorio Gifra Mar26-IV-2022.