@AlbertoBagnai Intervento su L'Incompiuta UE / Abolizione diritto di veto 15-06-2026
L’Europa “incompiuta” è un concetto vago: Non si spiega chiaramente cosa dovrebbe essere un’UE “compiuta”. Senza definire la forma finale del progetto, non ha senso dire che l’attuale è incompleta e spingere per più integrazione.
Abolire il veto = cancellare la sovranità nazionale: Eliminare l’unanimità significherebbe annullare le decisioni dei Parlamenti nazionali senza sostituirli con nulla di chiaro e legittimo. Sarebbe un cambio fondamentale dei Trattati.
Ipocrisia sulle regole europee: Da una parte si vuole superare il principio di unanimità (che protegge gli Stati), dall’altra si impone rigidamente il Patto di Stabilità come intoccabile. Questo rivela un antiparlamentarismo di fondo da parte di chi spinge per queste riforme.
Nessuno vuole davvero gli Stati Uniti d’Europa: Il popolo italiano non lo vuole, così come gli ambienti industriali (che soffrono per l’eccesso di regolamentazione UE e scelte sbagliate in politica industriale). Anche i Paesi candidati all’ingresso nell’UE non avrebbero interesse a entrare in un club dove non possono difendere i propri interessi nazionali.
Il veto serve a difendersi: È l’unico strumento che permette al Governo italiano di proteggersi da decisioni irrazionali e suicide imposte dalle istituzioni europee. Togliere questo potere è da folli.
Ieri con colpevole di ritardo mi sono goduto l’intervista che Matteo Viviani de Le Iene ha fatto Sergio Giraldo (@durezzadelviver).
Mentre la guardavo, ero estasiato dal sentire una persona - di cui ho la fortuna di essere amico -, parlare di un argomento che conosce a menadito e spiegare quello che è accaduto (e che lui aveva previsto anni fa), quello che sta accadendo e quello che probabilmente accadrà.
La seconda parte dell’intervista prevedeva l’intervento di un giornalista. Non mi interessa fare il nome perché tanto non è una questione di questo giornalista, che anzi in altre occasioni ho trovato cortese e disponibile al dialogo.
Tempo pochi minuti e il Giornalista in questione ha cominciato a sparare le solite puttanate sulle Tasse e sul debito pubblico che dovranno ripagare i nostri figli, che l’unico modo per “ripagarlo” sono i tagli, alla sanità, all’istruzione, alle infrastrutture pubbliche.
Non mi interessa se questo giornalista sia ignorante, o sia semplicemente parte del sistema.
Di certo, come Upton Sinclar ha Ben spiegato “È difficile far capire qualcosa a qualcuno, se il suo stipendio dipende dal non capirla”.
Quello che so, è che io, onestamente, non ne posso più.
Per fortuna, non sono un politico e non ho necessità di prendere voti, quindi da un po’ di tempo, lo avrete visto, mi limito esclusivamente a prendere per il culo la gente.
Oggi, nel 2026, l’ignoranza su questa materia è una colpa. Ed è una colpa grave.
La propaganda è martellante ed incessante, ma gli strumenti per informarsi ci sono.
Chi pensa che lo Stato è come una famiglia, che il debito pubblico va ripagato e che i soldi lo Stato li prende dai cittadini, merita esclusivamente di essere preso per il culo.
Ed io lo faccio, perché è l’unica cosa che posso fare, consapevole che dell’ignoranza di questa gente col cervello in naftalina, pagheremo e stiamo pagando le conseguenze anche noi.
E le pagheranno, quelle sì, anche i nostri figli.
In vent’anni la dipendenza energetica Ue dall’estero è aumentata, nonostante i 1.000 miliardi di euro investiti in energie rinnovabili
L’austerità energetica chiesta dall’Ue non può che peggiorare il quadro macroeconomico, innescando recessione.
Altro disastro made in Bruxelles.
Buongiorno! Oggi Milano Finanza ci dice che nel 2025 le esportazioni dell’Italia verso gli Stati Uniti sono aumentate del 7,2%. Il 28 marzo scorso, però, tutti si stracciavano le vesti sul disastro dazi, vaticinando crolli epocali, tranne due. Uno è qui:
Toh! Un francese, almeno uno, che scopre che senza il Franco e con l'eurone fortone le correzioni sono socialmente devastanti.
Citofonare Italia 2011 e anni successivi.
https://t.co/LwlrgwrXqL
Attendiamo con fiducia l’ennesimo bugiardo in malafede che giustificherà con qualche cazzata improvvisata l’ennesimo crimine di guerra di questi nazisti schifosi.
🇷🇺 L’Ambasciata della Federazione Russa in Italia rivolge le proprie felicitazioni a tutti i cittadini russi e ai numerosissimi amici, in Italia e nel mondo, per la Giornata della Bandiera Nazionale della Federazione Russa!
🔗 https://t.co/EEDuoMfder
Vi stupite? Ma dai, la Germania ha sempre fatto quello che ha voluto, pure la sua Corte Costituzionale ha sostenuto a chiare lettere il primato degli interessi della nazione tedesca. Suvvia, smettetela con questa storia dell'Europa uguale per tutti.
Israel is secretly poisoning Gaza’s starving civilians by hiding deadly oxycodone drugs in flour bags.
This is not just cruelty.
This is chemical warfare — disguised as ‘humanitarian aid’.
Voglio scrivere un messaggio ai genitori di questo bambino e alla sua Maestra.
Genitori, cambiate scuola. Subito.
E lei Maestra, cambi mestiere. Subito.
Se tuo figlio torna a casa con una frase scritta dalla maestra che recita: "Se continui così, per me puoi stare a casa", non devi rifletterci.
Non devi discuterne.
Non devi cercare mediazioni.
Devi semplicemente prenderlo per mano, cambiargli scuola e spiegargli perché.
Perché quella frase non è un brutto voto. Non è un richiamo. Non è nemmeno un atto di severità.
È un’umiliazione gratuita. È una dichiarazione di resa professionale da parte di chi ha scelto un mestiere che evidentemente non è in grado di fare.
Insegni? Allora sai - o dovresti sapere - che ogni parola che esce dalla tua bocca (o dalla tua penna) può scolpire o ferire, può nutrire o distruggere. Non esiste contesto scolastico che giustifichi la frase: “puoi stare a casa”. Non esiste “stanchezza” che legittimi il disprezzo. Non esiste “volontà educativa” che autorizzi la minaccia.
E non venite a raccontarmi la storiella del "una volta c'erano le bacchette". C'erano, sì. Ed era sbagliato anche allora. Non è un modello da rimpiangere né un errore da ripetere.
Educare non significa spezzare l'autostima di un bambino con sarcasmi e disprezzo. Significa costruire. Significa tirare fuori il meglio, anche quando è difficile. Significa essere all'altezza di un ruolo che non ti è stato imposto, ma che hai scelto.
Chi non è in grado di farlo, ha il dovere morale di farsi da parte.
Chi crede che l’autorità consista nel distruggere la fiducia dei bambini, deve cambiare mestiere.
E i genitori, in questi casi, non devono tentennare. Perché la scuola che tollera (o difende) maestri così, non è una scuola.
Cambiate scuola. Subito.
E lei Maestra, cambi mestiere. Subito.
Perché un bambino che impara a sentirsi “di troppo” a scuola, domani sarà un adulto che si sentirà di troppo nella vita. E questo, nessun programma ministeriale potrà mai correggerlo.
Vergogna.
Se si può spiegare in 2 minuti, si può e si deve fermare anche in meno.
Non fatevi intimidire da chi usa Hamas e le accuse di antisemitismo per giustificare DA VENTI MESI questo abominio.
Alzate la voce contro la barbarie di Israele e dei suoi complici occidentali.
https://t.co/GvD6XT0Jcp…
To everyone who has marched for Gaza—once or a thousand times—THANK YOU.
From London to Sana’a, Cape Town to Melbourne, we walk one street: the long path to justice. Against genocide, racism, apartheid, and those who profit from it. And we are one.