Ennesima presa per il culo del #GovernoMeloni! Dopo il 6 giugno,quando scadrà quella specie di elemosina del taglio #accise, ne propongono una pure peggio: 100 euro “una tantum “ solo per redditi fino a 15mila euro! Non possono continuare a governare l’#Italia, DEVONO DIMETTERSI!
@angel_nowar Governo naviga a vista nel mare delle c@zz@t€ che ha sparato in questi tre anni e mezzo.Impicci, appalti,servitù a USA e totale subordinazione alla colonia sionista,sulla pelle dei cittadini,con l'appoggio di tanta parte della pseudo sinistra fascio-sionista.
🇮🇹🇵🇸🇱🇧🇸🇾🇮🇷🇨🇺☮️❤️🕊️
A Mattino Cinque, il 28 maggio 2026, Giorgia Meloni ha detto una frase che andrebbe incorniciata, anzi inchiodata anche senza cornice: «Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa». L’ha detto da persona che, ci tiene a precisare, ritiene indispensabile armarsi di più. Eccola qui la confessione, con solo tre anni di ritardo.
Torniamo indietro, a marzo 2023, Aula del Senato, sempre lei: «Giudico puerile la propaganda di chi racconta che l’Italia spende soldi inviando armi sottraendo risorse alle necessità degli italiani, è falso». Poi, luglio 2025, audizione Camera-Senato dopo l’Aia: Guido Crosetto assicurava che «nessun euro verrà sottratto alla sanità, all’istruzione o alla spesa sociale», Antonio Tajani ci mette la firma, dice. Ottobre 2025, Giancarlo Giorgetti in commissione Bilancio non vuole «finanziare la Difesa togliendo risorse ad altre voci di spesa tantomeno sociale».
Quattro voci, tre anni e sullo sfondo una favola: spendere in armi senza togliere a niente. Chi obiettava che i soldi non si moltiplicano veniva trattato da pacifista, ignorante, e Crosetto del resto definiva «vigliacca» l’idea stessa di mettere in concorrenza armamenti e welfare.
Eccoli i numeri: nel triennio 2023-2025 il Servizio sanitario ha perso 13,1 miliardi. La sanità sul Pil è scivolata dal 6,3% al 6%, sarà al 5,9% nel 2027. Nel 2024 quasi un italiano su dieci ha rinunciato a curarsi. La spesa militare 2025 è arrivata a 32 miliardi, più 12,4% in un anno. Su 2026-2028 l’Osservatorio Milex stima 23 miliardi di spesa militare aggiuntiva.
La verità ora c’è, l’ha detta Meloni in persona. Manca solo che chieda scusa a chi era ignorante. Sì, come no.
Buon venerdì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/miV8RswK0m
Con la riforma Gemmato, farmacista, ora lo Stato paga i farmaci il 50% in più dei prezzi stabiliti da @Aifa_ufficiale
È come se il supermercato pagasse il prodotto dal grossista di più del prezzo sullo scaffale
Siete la peggior sciagura d'Italia dopo il ventennio
#melonivaiacasa
La Commissione europea certifica “un record” che pesa sulle tasche degli italiani: nel 2025 l’Italia ha avuto l’elettricità all’ingrosso più cara d’Europa. Ben 116 euro/MWh contro una media UE di 85.
Questo è il risultato dell’inerzia di Meloni: burocrazia paralizzante, impianti rinnovabili al palo e risorse del PNRR non spese.
NON SAPEVO CHE UNA DONNA POTESSE ESSERE COSI SCHIFOSAMENTE FALSA ED IPOCRITA !!!
LEGGETE QUESTO BELLISSIMO POST di Vlasta Sikic.
Cara Giorgia Meloni,
al question time hai raccontato con orgoglio che sabato sei andata al supermercato a fare la spesa.
E avresti voluto dimostrare cosa, esattamente?
Che sei una persona normale?
Che conosci i problemi quotidiani delle famiglie italiane?
Che bastano due immagini tra gli scaffali per sembrare “vicina al popolo”?
Perché la differenza è semplice:
noi al supermercato ci andiamo per necessità, non per narrazione politica.
Ci andiamo facendo i conti mentalmente corsia dopo corsia.
Ci andiamo sperando che il totale alla cassa non superi quello che abbiamo sul conto.
Ci andiamo lasciando indietro qualcosa ogni settimana, perché ormai comprare tutto è diventato un lusso.
E allora dimmelo:
te ne sei accorta davvero di quanto costa vivere oggi?
Hai visto i prezzi della pasta raddoppiare negli ultimi anni?
Hai notato quanto pesa comprare carne, pesce, frutta, detersivi, pannolini?
Hai provato quella sensazione fastidiosa di prendere in mano un prodotto… e rimetterlo sullo scaffale perché “stavolta no”?
Perché è questo che fanno milioni di italiani.
Non le passerelle.
Non i video studiati.
Non le scenette costruite per i social con la musica giusta e la didascalia patriottica.
La realtà è fatta di stipendi che non bastano più.
Di pensionati che contano le monete.
Di genitori che saltano qualcosa per far mangiare i figli meglio.
Di ragazzi che lavorano tutto il mese e comunque arrivano in rosso.
E mentre la gente taglia, rinuncia, si arrangia, voi continuate a raccontare una favola dove basta una foto al supermercato per sembrare dalla parte del popolo.
Ma il popolo vero non ha bisogno di recite.
Ha bisogno di salari dignitosi, bollette sostenibili, affitti umani e prezzi che non cambino ogni settimana.
Magari la prossima volta, invece di raccontarci che sei andata a fare la spesa, prova a restare in fila alla cassa con chi deve scegliere se comprare l’olio o pagare una bolletta.
Forse lì capiresti davvero cosa significa “fare la spesa” nel 2026.
Perché trasformare anche il supermercato in propaganda politica è triste.
Ma ancora più triste è vedere persone applaudirti come se fosse un gesto eroico.
Noi non abbiamo bisogno della “premier del popolo”.
Abbiamo bisogno di qualcuno che smetta di prendere in giro il popolo !!!
Se non fosse il presidente del consiglio ci sarebbe anche da ridere.
Ma questa pensa davvero che siamo tutti stupidi? Una tassa su base volontaria che poi sarebbe stato un anticipo sulle tasse dell’anno dopo. Che coraggio. E poi quello che hanno regalato alle assicurazioni…
Reddito di Giornalanza:
Sapere che negli ultimi vent'anni il giornale edito da Antonio Angelucci e diretto da Mario Sechi ha avuto 85 milioni di contributi pubblici, se permettete a me fa girare un pochettino I COGLIONI! 😡😡😡