@matteorenzi Secondo me farai una brutta fine a livello politico. Non ti vuole nessuno e ti votano solo i parenti. Forse così la capirai e te ne remigri in Arabia. Adios...
Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona.
Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti.
L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano.
Per questi motivi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto.
Un inganno chiamato ANPI
Troppa gente confonde l'ANPI con la memoria della Resistenza italiana. Non lo è. Non lo è mai stata.
La Resistenza italiana era fatta di monarchici, liberali, cattolici delle Fiamme Verdi, azionisti di Giustizia e Libertà, socialisti della Matteotti, autonomi di ogni tipo. I comunisti delle Brigate Garibaldi furono una componente — presente, attiva, ma tutt'altro che maggioritaria.
Il grosso della Resistenza armata era fatto di gente che con Mosca non aveva niente a che fare e spesso la detestava. Gente che spesso era salita in montagna anche solo per non essere reclutata in una guerra già perduta.
Raffaele Cadorna, che comandava il CVL, era un generale del Regio Esercito. Ferruccio Parri era un socialista liberale. Pertini un socialista. Luigi Longo era comunista. Formavano una coalizione tenuta insieme dall'obiettivo comune di combattere contro gli occupanti tedeschi. Non molti volevano anche rendere l'Italia una Repubblica Sovietica.
L'ANPI nasce nel 1944 con l'idea di rappresentare tutti. Al primo congresso (1947-48) fallisce subito: i comunisti prendono il controllo e chi non si allinea alla linea filosovietica viene di fatto espulso dall'eredità resistenziale.
Nasce la FIVL con Cadorna.
Nasce la FIAP con Parri, Valiani, Calamandrei.
Uomini che la Resistenza l'avevano fatta, e che vengono messi fuori dalla porta, come la Brigata Ebraica oggi, dall'associazione che avrebbe dovuto rappresentarli. L'ANPI è sempre stata così, il suo settarismo è fondativo e irrecuperabile.
Dalla cacciata dei non comunisti, Arrigo Boldrini, "Bulow", dirigente PCI, ha guidato l'ANPI per cinquantanove anni filati. Quasi sei decenni di solido manubrio staliniano.
Il lavoro dell'ANPI è stato uno solo: riscrivere la storia. Trasformare una resistenza pluralista in un'epopea rossa, fare dei garibaldini i protagonisti assoluti e relegare tutti gli altri a comparse o — nel caso dei "badogliani" — a sospetti.
I crimini commessi dai partigiani comunisti — Porzûs, il Triangolo della morte emiliano, le vendette post-Liberazione, la complicità con la pulizia etnica titina in Istria e Venezia Giulia — sono sempre stati minimizzati, negati, archiviati come "eccessi inevitabili".
La storia è stata stuprata sistematicamente, senza vergogna. con i soldi pubblici, con le sezioni nelle scuole, con il monopolio simbolico sul 25 aprile.
Francamente, l'ANPI faccia quello che vuole. Continui a sostenere dittature, a giustificare massacri, a raccogliere "partigiani" che non hanno mai visto una guerra e sono uniti solo dall'odio verso il nemico di turno. Sono affari loro.
Smettiamola di considerarli una cosa importante, un serbatoio di memoria. Sono l'avvelenamento della memoria.
Quando l'ANPI parla non scambiamola per la voce della Resistenza italiana, perché non lo è.
Quando Pagliarulo equipara Gaza alla Shoah, tratta la Brigata Ebraica come intrusa nei cortei del 25 aprile, giustifica di fatto l'invasione russa dell'Ucraina ricordiamoci sempre che non stiamo ascoltando i custodi della memoria antifascista.
Stiamo ascoltando un partitino della sinistra radicale che usa quella memoria come clava.
Nel 2025 la Comunità Ebraica di Milano ha boicottato le celebrazioni ANPI. Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, ha detto pubblicamente di non sapere più se tenere la tessera. Io mi chiedo perché l'abbia mai presa, ma suo diritto ovviamente.
La Resistenza italiana non ha liberato l'Italia (quello l'hanno fatto gli americani) ma è stata molto più grande, molto più varia e molto più italiana del buco della serratura dell'ANPI.
Se l'ANPI sembra significare qualcosa è solo perché in pochi ricordano — o hanno mai saputo — che cos'è e che cosa è stata l'ANPI.
Questo video fa tristezza, indipendentemente da come la si pensi sulla situazione internazionale, sul mondo, sulla politica. La tenerezza di un uomo che spera, illudendosi, che la sua presenza sia in qualche modo un segno, e la violenza, quella sì fascista, di chi gli impedisce fisicamente di essere, di starci, di partecipare.
E, in una giornata così, perde l'umanità.