El TSJCLM obliga a devolver calles a quienes fueron Jefes Provinc. del Movimiento, Consejeros franquistas y Procuradores de la dictadura porque considera insuficiente la motivación para retirarlas.
¿De verdad una democracia debe seguir homenajeando a dirigentes de una dictadura?
Al loro con esto…
Un tribunal obliga al Ayuntamiento de Ciudad Real a recuperar el nombre de cinco calles dedicadas a dirigentes o figuras vinculadas al franquismo.
Y aquí viene la pregunta que deberíamos hacernos todos y todas.
Si el criterio es que ni siquiera altos cargos del aparato franquista pueden retirarse del callejero en aplicación de la legislación de memoria democrática, estamos ante una interpretación jurídica con consecuencias muy importantes.
Y merece un debate serio.
Dejar la sanidad en las manos de los anti vacunas, la educación en la de los intolerantes, el medio ambiente en los negacionistas climáticos, y el estado del bienestar en manos de a quienes les importas una puta mierda
No sabemos lo que hemos hecho
Descendientes de exiliados, inmigrantes con derecho a voto, nacionalistas periféricos.
El Incordio de la España central.
Los nietos: fuera del censo.
Los inmigrantes: festivales de la Hispanidad para seducirles.
Los ‘otros’: Mayoría Nacional y reforma de la ley electoral
@crpsoe Mientras siga haciendo oposición al gobierno nadie valorará sus politicas en Castilla-La Mancha. La lealtad es un valor muy apreciado por los votantes.
Creen que van a convencer a un idiota de qué no hay pucherazo posible en un sistema que ha permitido que el partido del imbécil que lanza el bulo gobierne en su Comunidad, o su ayuntamiento?
La respuesta es : No
Un idiota es un idiota
Siento una profunda vergüenza de mi secretario general @garciapage. Hay momentos en los que callar también es tomar partido. Por conciencia socialista, yo no voy a callar más. Hasta aquí hemos llegado. Toca pasar a la acción. @isabelrguez@oscar_puente_@_anaredondo_@crpsoe
Oggi Pedro Sánchez ha espresso solidarietà a Giorgia Meloni.
Lo ha fatto davanti alle telecamere, a fine Consiglio europeo, e in privato, guardandola in faccia.
"Le ho espresso la mia solidarietà, anche in privato, di fronte a questo attacco che non è né politico né personale e che sinceramente non so neanche come qualificare". E lo ha fatto a poche ore di distanza da quando, sempre a Bruxelles, la stessa Meloni aveva accusato la Spagna di aver regolarizzato mezzo milione di cittadini stranieri.
E allora vale la pena ricordare cosa ha fatto lei, in tutti questi mesi, per lui.
Quando Trump, appena insediato, ha liquidato la Spagna come una "nazione BRICS" e ha minacciato di colpirla con dazi al cento per cento, Meloni se ne stava a Mar-a-Lago a farsi celebrare come la sua alleata più fidata in Europa.
Quando Trump, al vertice NATO dell'Aja, ha minacciato Sánchez perché si fermava al 2,1 per cento di spese militari, gridando "è terribile" e promettendo di fargli pagare il doppio sui dazi, Meloni applaudiva il target del cinque per cento e lo chiamava "necessario e sostenibile", arrivando a negare (mentendo) che la Spagna avesse rifiutato l'imposizione.
Quando Trump, in mondovisione, è arrivato a dire che la Spagna "forse dovrebbe essere espulsa dalla NATO", una cosa mai sentita, una minaccia aperta a un Paese alleato, da Palazzo Chigi è sceso un silenzio assoluto.
E quando, ad aprile, il Pentagono ha persino valutato di sospendere la Spagna dall'Alleanza atlantica, perché Sánchez si era rifiutato di prestare le sue basi per bombardare l'Iran, Meloni, ancora una volta, si è girata dall'altra parte.
Un anno e mezzo. Un anno e mezzo di insulti, minacce di dazi e di espulsione contro un leader europeo. Un anno e mezzo in cui Giorgia Meloni ha trovato il tempo di andare a Domenica In a commuoversi sulle pastarelle della domenica con i nonni, ma per Pedro Sánchez, preso a sportellate settimana dopo settimana, mai una parola. Una sola.
Poi è arrivato oggi. Oggi Trump si è voltato e ha colpito lei. E nel giro di poche ore, il primo a difenderla in pubblico e in privato, è arrivato proprio lui, Pedro Sánchez.
Che ha insegnato a Giorgia Meloni una cosa che lei, in due anni, si è sempre dimenticata di fare: comportarsi da persona perbene. E con la schiena rigorosamente dritta.
@DesdeIntramuros Eso es lo que más duele: que no hablamos solo de nostalgia, sino de pérdida de vida común.Una ciudad no son solo sus piedras, sino la gente que las habita,los comercios que resisten, las conversaciones,las borracheras, los horarios, los rituales. Sin eso, queda una belleza triste