Lo scenario dei quattro poli è la cosa più probabile e da tanti punti di vista anche quella più opportuna e veritiera per il nostro paese. Noi però, a mio parere, dobbiamo avere l’ambizione di essere qualcosa di più del “centro liberale”. Bisogna cioè ambire ad essere qualcosa di più rispetto alla mera riedizione del terzo polo, anche perché possiamo e dobbiamo avere l’ambizione di avere la doppia cifra. Quello che per me dovremmo definire “polo europeista” è una piattaforma ampia che accoglie anche culture politiche diverse, dai popolari ai socialisti liberali, ai repubblicani, ai socialdemocratici, a tantissime forze civiche e “non allineate”. Se allarghiamo il fronte della nostra ambizioni, ci trasformiamo davvero in una opzione di governo.
Leggo finalmente di una diffusa presa di coscienza di quello che rappresenta Trump per il mondo libero: una sciagura senza precedenti.
Ben svegliati, amici.
E ben svegliata, Presidente Meloni.
Ricordo che prima degli insulti inaccettabili a Meloni ci sono stati quelli a Macron, Sanchez, Starmer, Merz e Zelensky, oltre alle minacce alla Danimarca di Frederiksen.
E ogni volta la reazione è stata un' Europa più unita e solidale.
Ora spetta a Meloni trarre le conclusioni e dare l'unica risposta possibile: rafforzare concretamente l'Unione europea e schierarsi per il superamento del voto all'unanimità che blocca il Consiglio.
United we stand, divided we fall
🇮🇹🇪🇺
“L’iniziativa di oggi è un successo perché è la prova che si può fare: si possono riunire attorno ad un tavolo ideologie diverse attorno a tematiche comuni” @pier_falasca#Europeisti
“Evidente l'incompatibilità con Picierno”, dice Bettini.
Per una volta, devo dargli ragione.
Era evidente, e ne ho dovuto prendere atto, la mia incompatibilità con un partito che sull'Ucraina e sull’imperialismo di Putin non si dissocia dalle posizioni di Bettini, che poi sono anche quelle di Conte, di Salvini e di Vannacci.
Mi dispiace per gli amici che sono rimasti.
Il prossimo 15 giugno a Milano, dalle 17 alle 20, Pina Picierno @pinapic sarà ospite dell’assemblea fondativa di https://t.co/FtyK0dg7rv, la piattaforma che in tanti stiamo animando e costruendo con l’obiettivo di contribuire a dare all’Italia (fin dalle elezioni politiche del 2027) una proposta politica 100% europeista, senza alleanze o cedimenti verso Mosca e dintorni.
Vi aspettiamo (link all’evento nei commenti).
Il segretario di Azione @CarloCalenda è oggi un interlocutore imprescindibile per tutti gli europeisti. E dunque siamo molto contenti che Carlo abbia accettato di essere con noi il 15 giugno a Milano, per la prima assemblea di @europeisti_eu.
Vi aspettiamo, con Calenda e gli altri ospiti, per lanciare un messaggio chiaro: alle prossime elezioni politiche, se sei europeista, non puoi allearti con i filoputiniani.
Ingresso solo tramite prenotazione al link Eventbrite (link nei commenti).
@a_libutti "...mentre le donne autonome vengono ridicolizzate come traditrici del loro ruolo biologico". Immagino volessi intendere: "le donne non fanno figli"? Fare figli non significa smettere di essere autonoma. Infatti nella manosfera anche le madri non se la passano bene
È tempo di riorganizzarci, noi europeisti. Politicamente, non solo culturalmente.
Occorre affermare l’europeismo non come “proposta”, ma come “identità”: facciamolo.
Negli Epstein Files c’era il piano di dissoluzione delle istituzioni europee, con l’obiettivo di consentire alla finanza americana e russa di acquistare a buon mercato gli asset industriali, immobiliari e finanziari europei. Nelle mire del Cremlino c’è la riconquista delle terre dell’Impero russo, dall’Ucraina ai Balcani, passando per la Georgia. E per questo obiettivo hanno bisogno di infiltrare mafiosamente i sistemi politici occidentali. Gli appetiti di Trump e del mondo MAGA per la Groenlandia non sono sopiti. E se voltiamo lo sguardo a est, c’è la Cina ancora più minacciosa.
Gli agglomerati tecnologici e finanziari vicini al trumpismo (qualcuno li chiama “broligarchia”, l’oligarchia dei bro) si stanno organizzando per sostenere le forze nazionaliste anti-europee. Hanno un odio profondo, quasi ossessivo, verso l’Europa e il modo di vivere degli europei.
Noi non siamo perfetti, anzi. Ci siamo illusi di poter reggere la competizione globale con le nostre regole, anziché lasciando campo libero alle idee e alla creatività. Abbiamo inflitto una condanna ideologica al nostro sistema industriale e automobilistico.
La Germania ha rinunciato al nucleare e l’Italia non l’ha mai avuto, stupidamente. Abbiamo pensato a lungo che avere una spesa militare contenuta fosse un antidoto alla bellicosità, e abbiamo sbagliato.
Ma come è accaduto tante volte agli europei, incluso dopo la Seconda Guerra Mondiale, anche questa volta impareremo dagli errori e torneremo più forti e liberi.
Organizziamoci. Con un gruppo di volenterosi, lo stiamo già facendo. Scrivetemi in privato, se volete rimboccarvi le maniche insieme a noi.
Mandami, the Islamic mayor if NY who supports the global Intifada. And the hijab. Not that his wife or his mother wear one. A man celebrating the humiliation of women in Iran as they Rebel and die for refusing to wear one.
@lucatelese@tizianamaiolo@ErmesAntonucci Ambè, 'Aamo fatto la valutazzione politica, tutto risolto", dice Telese. Le valutazioni politiche si devono argomentare sulla base di dati logicamente connessi, eh. Altrimenti sono solo propaganda, e infatti
@paolomossetti Qualunque liberal-centrista che applaude al discorso di Carney evidentemente non era smarrito già da mo. Ma a te piace talmente l'idea di intonare il de profundis della "retorica" liberale che leggi questo nel discorso di Davos, che invece dice di più e di meglio
@angelica_albi@Luca_Fantuzzi Non *deve* fare il mammo, fa semplicemente il papà. Rispondere alle pose sexy antifamiglia di certa cultura progressista con atteggiamenti reazionari che perculano le cose migliori della famiglia moderna non mi pare una grande idea