Ma ci avete fatto caso che il povero Lollo non dice più una parola e non ci delizia con le sue memorabili figure di merda?
Ci avete fatto caso che Salvini non si magna più l’impossibile in diretta social non promette più di farci uscire dall’euro di abolire la Fornero di portare la flat tax al 15% per tutti?
Ci avete fatto caso che la Meloni non promette più di eliminare le accise di fare i blocchi navali di risolvere tutti i problemi del mondo e di ricacciare in mare tutti i migranti?
La parola d’ordine è una sola. Tacere. Non promettere nulla. Farsi vedere il meno possibile. Far sparire la Santanchè e tutti gli altri compromessi come lei.
Peccato che sono talmente incapaci che le figure di merda le fanno praticamente un giorno sì e quello dopo pure. Altrimenti chissà, la politica dello struzzo avrebbe persino potuto funzionare.
Maggioranza solida, agenzie di rating a favore, quasi quattro anni di tempo, 200mld da spendere, una “ritrovata centralità internazionale”, “ investitori si fidano di nuovo dell’Italia”. Poi zero riforme, no crescita, più debito nonostante tagli, procedura infrazione sempre lì
L’ambasciata israeliana in Italia non ha apprezzato questa copertina de L’Espresso. Scrivono: “Condanniamo fermamente l’uso manipolatorio della recente copertina de L’Espresso. L'immagine distorce la complessa realtà con cui Israele deve convivere, promuovendo stereotipi e odio. Un giornalismo responsabile deve essere equilibrato e corretto.”
Ma questa foto è vera. L’autore si chiama Piero Masturzo e lo scatto è parte di un reportage dalla Cisgiordania, scritto da Alae al Said, che documenta tutte le angherie che i palestinesi subiscono da parte dei coloni.
Il viso mostruoso di questo giovane non è deformato dal fotografo, ma dalla sua stessa cattiveria e inumanità. Il fotografo ha soltanto avuto la grande capacità di catturarlo in una espressione che parla più delle parole. Questo fa il fotogiornalismo.
Grazie a @espressonline dunque, e agli autori del reportage, per il lavoro svolto. La reazione provocata ne certifica il valore.
Cingolani è caduto sull'America First di Meloni - "La premier lo aveva avvertito che il Michelangelo Dome stava irritando Washington, come le era stato detto da Rubio e Vance". Così la sovranista Meloni ha preferito danneggiare l'Italia per favorire Trump
https://t.co/WlqrMzxd6F
🧵Trump ha cominciato la guerra promettendo lo “stretto di Trump”, e sta uscendo dalla guerra firmando lo stretto di Khamenei.
Il conflitto che doveva strangolare finanziariamente il regime si conclude consegnandogli una rendita senza precedenti.
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Lo sa #Piantedosi che per ADULTERIO e rapporti sessuali fuori dal matrimonio in Marocco e Tunisia (paesi che lui ritiene sicuri per rimpatriare persone) si finisce in carcere per 5 anni?
https://t.co/tXUSI2FACo
La CPI chiede la consegna di #Almasri e noi lo rimpatriamo con un volo di Stato
La Germania chiede un controllo preventivo su #IlariaSalis e la polizia irrompe all’alba nella sua camera d’albergo perché la richiesta "non ha margini di discrezionalità"
Diritto o arbitrio?
Che cosa è cambiato nella posizione di Santanchè rispetto agli ultimi tre anni e mezzo in cui la si è difesa dalle accuse (e dai processi)?
In base a cosa dovrebbe dimostrare “sensibilità istituzionale” proprio ora?
Sarebbe interessante che si rispondesse “nel merito” (cit)
Ora, se Giorgia Meloni volesse dare un segnale forte agli italiani, un segnale di inversione di rotta, dovrebbe iniziare da ciò che è sotto gli occhi di tutti.
Per prima cosa, allontanerebbe Carlo Nordio, Andrea Delmastro Delle Vedove e Giusi Bartolozzi, sostituendo l’intero vertice del ministero della Giustizia.
Poi toglierebbe ogni protezione politica a Daniela Santanchè e a tutti gli altri esponenti di Fratelli d’Italia coinvolti in indagini. Nessuna ambiguità, nessuna difesa d’ufficio.
Affronterebbe anche il tema dei condannati in via definitiva, a partire da Augusta Montaruli. Senza sceneggiate, senza «bau bau» da talk show, ma con una scelta politica netta.
Rimetterebbe mano alla politica estera, sostituendo Antonio Tajani, perché l’Italia non è un palcoscenico su cui si può improvvisare.
E a Matteo Salvini, invece dei ceci sotto le ginocchia, basterebbe imporre il silenzio. Che sarebbe già un passo avanti.
Poi, forse, si presenterebbe davvero in televisione. Non per un monologo, non per un’intervista senza contraddittorio, ma per un confronto vero.
Solo così, forse, le resterebbe una possibilità.
Il governo sapeva da un mese. Sapeva che il sottosegretario alla Giustizia era in affari con la mafia.
Non lo ha rimosso. Non ha denunciato. Non ha preso posizione. Ha scelto il silenzio.
Per un mese ha nascosto. Per un mese ha fatto finta di nulla. Per un mese ha sperato che la notizia non emergesse.
Nel frattempo, monologhi sulla «famiglia nel bosco». Nessuna parola sul proprio sottosegretario.
Questa è l’idea di giustizia che emerge: coprire, proteggere, gestire tutto all’interno.
La domanda resta semplice. Affideresti una riforma della giustizia a chi si comporta così?
Io voto no.
Gli ultimi interventi del nostro presidente del Senato hanno riguardato Pucci, la famiglia del bosco e l’Inter. Nonostante la crisi in Medio Oriente possiamo dormire sonni tranquilli.
Definire la magistratura “plotoni d’esecuzione” e invitare i cittadini a votare Sì per “toglierli di mezzo” non è una gaffe
È una linea politica
Che fa paura
#Bartolozzi
Almasri era ricercato per crimini contro l'umanità, aveva stuprato un bimbo di 5 anni e TU LO HAI LIBERATO. TU, non i giudici politicizzati non le toghe rosse. TU.
Lo hai accompagnato a casa con un volo di Stato,
Ci hai fatto pagare il volo ad uno stupratore di bambini.
@AMorelliMilano Beh....rispetto ai 49 milioni che abbiamo già pagato per voi, 76 Mila euro sono una bazzecola. Potete pagarli voi visto che la cazzata è vostra responsabilità.