Il segnale era quella Gretsch arancione sul palco vuoto. Capivi che eri finalmente arrivato nel posto giusto. La foto invece l ho scattata in un blu note qualche anno fa. Azz che dispiacere. #charliewatts#RollingStone#RollingStones
@cislromagna@CislNazionale@Cisl_ER ...ci spinge a non dimenticare che fu una strage fascista.
Avete dimenticato l aggettivo che da un senso alla frase. Fate pena
@Ile2S@mannocchia@GiorgiaMeloni Nella sua beata ignoranza, provi a leggerlo dalla prima all ultima riga. In genere con i documenti si fa così. O lei pensa di saperne il contenuto perché qualcuno ha letto una riga qui e una riga la? Che povertà!
@The_ScienceGeek@renata_gili Lei che lavoro fa? Dove si è laureato? No perché sa, c è una marea di pirla che si sentono esperti, laureati all università della strada.
#Mattarella: Viviamo un tempo in cui tutto sembra comprimersi ed esaurirsi sull’istante del presente.
In cui la tecnologia pretende, talvolta, di monopolizzare il pensiero piuttosto che porsi al servizio della conoscenza.
@Enneppi Si è perso il senso della vita più basico, quello di vivere il proprio cammino senza la neccessità di dovere imporre lo stesso percorso anche al prossimo.
@AdolfoTasinato@Agenzia_Ansa Ah lei sarebbe in giornalista? Quindi sicuramente sa che le forze di polizia sono in carico al ministero degli interni. Perché deve scrivere idiozie? La fanno sentire meglio?
La signora nella foto si chiama Julie Sweeney, ha 53 anni e oggi è stata condannata a 15 mesi di prigione per un post su Facebook.
“Fate saltare in aria la moschea con tutti gli adulti dentro”, ha scritto commentando la seconda foto in un gruppo FB di 5 mila persone.
Nell’emettere la sentenza, il giudice ha detto:
“Avresti dovuto seguire le notizie con orrore, come ogni persona di buon senso. Invece, hai scelto di contribuire a fomentare l'odio.
I cosiddetti "leoni da tastiera" come te devono imparare a prendersi la responsabilità del loro linguaggio disgustoso e incendiario.”
Sweeney ha dichiarato di aver pubblicato il commento "in un momento di rabbia", senza l'intenzione di spaventare nessuno, riconoscendo che il suo comportamento è stato "inaccettabile" e annunciando che avrebbe "cancellato Facebook".
In precedenza, la donna si era dichiarata colpevole di aver espresso una minaccia di morte o di gravi lesioni.
Un reato previsto dall'Online Safety Act del 2023 (Governo Conservatore)