@crismartinj@AlessandroFusi9 Io credo che la globalizzazione sia fisiologica ed inevitabile. Piuttosto dovremmo chiederci chi ne beneficerebbe? Le risorse verrebbero distribuite equo solidalmente e/o per meritocrazia?
@gianluca_prato Profezia un corno! Chi non si è fatto plagiare dalla propaganda ci è arrivato da un pezzo. Ma col piffero che la popolazione deciderà cosa fare di quel denaro: cibo catena X, energia società Y e così via. Ah, guai a risparmiare! Vorrai mica bloccare l’economia…
@KGurrisi79348@Frenkie_Woody Nessuno guarda le gare sportive per sbirciare il fondoschiena delle atlete, ci sono i siti per adulti. Per la stessa ragione si dovrebbero censurare coloro che mostrano le proprie nudità alle parate per sostenere i propri diritti.
La sentenza Roggero è ovviamente una vergogna tutta italiana - frutto di una magistratura da sempre fuori controllo e ormai baldanzosa oltre misura, giacché sanzionata dal popolo intero - ma trovo ancora più folle il fatto che la morte di un rapinatore frutti ai suoi parenti milioni di euro (in questo caso sottratti anche ai familiari del gioielliere). Capisco bene che rapinare potrebbe nel corso di una vita generare redditi superiori a quelli di due chirurghi plastici a Beverly Hills, ma si dovrebbe almeno valutare la perizia del criminale, le potenzialità di guadagno per la famiglia (non di rado i rapinatori sono piuttosto egoisti) e moltissimi altri fattori.
Non molti sanno che ai familiari di un onesto operaio morto sul lavoro spetta un assegno funerario fisso di €10.000, una rendita mensile vitalizia erogata dall'INAIL (es. 50% al coniuge e 20% a figlio) e l'integrale liquidazione del TFR maturato.
Questo è il volto ignobile della barbarie e chi lo chiama Stato di diritto o non sa di cosa parla, oppure è complice di questa ignominia.
(Marco Bassani)
Siamo per la libertà individuale.
Siamo contro ogni forma di statalismo, socialismo e collettivismo.
Siamo per il libero mercato e la proprietà privata come unici strumenti capaci di creare prosperità e dignità per tutti.
Siamo contro tasse confiscatorie, controlli dei prezzi, sussidi distorsivi e burocrazia che soffoca chi produce.
Siamo per la difesa della proprietà privata, anche quando significa difendere la propria vita e quella della propria famiglia.
Siamo contro chi considera i criminali “vittime” e pretende che le vittime li risarciscano.
Siamo per la legittima difesa senza paradossi assurdi.
Siamo contro le norme che trasformano chi subisce un’aggressione nel soggetto da condannare civilmente.
Siamo per la privacy e la libertà di comunicazione privata.
Siamo contro il Chat Control e qualsiasi forma di sorveglianza di massa, anche quando viene venduta con il pretesto della “sicurezza” o della “lotta alla pedopornografia”.
Siamo per un’immigrazione selettiva, che porti persone pronte a lavorare, rispettare le regole e assimilarsi ai valori della società ospitante.
Siamo contro l’immigrazione di massa non assimilabile finanziata dal welfare state, che distrugge la fiducia sociale e crea comunità parallele.
Siamo per la responsabilità individuale.
Siamo contro l’assistenzialismo che crea dipendenza e scoraggia il lavoro.
Siamo per la libertà di scelta in ogni ambito della vita economica e personale.
Siamo per un governo limitato che protegga i diritti individuali.
Siamo contro lo Stato che si sostituisce all’individuo, alla famiglia e al mercato.
Siamo per la libertà come principio sui mezzi, non solo sui fini.
Siamo contro chi usa metodi totalitari (schedature, controlli di massa, erosione della proprietà) per raggiungere obiettivi “buoni”.
Se queste sono anche le tue idee, non sei solo.
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La battaglia culturale per la libertà si combatte ogni giorno, e ha bisogno di persone che la sostengano senza compromessi.
@itsmeback_ Ammetto di ritenere criminali questi personaggi, ma qui parla in generale dei sistemi alimentari, non di agricoltura. Ammesso e non concesso che i danni siano reali, non mi sembra corretto manipolare la notizia, altrimenti non si è differenti dai giornalai italiani
E’ colpa del capitalismo!
Lo sento ripetere ogni volta che un mercato finisce in mano pochi colossi. Peccato che quasi sempre è il contrario.
Un mercato libero i monopoli li sgretola: prima o poi arriva qualcuno che fa la stessa cosa meglio, o a meno. I cartelli che durano nel tempo hanno bisogno di un socio molto più potente di qualsiasi azienda: lo Stato. È lui che alza le barriere all'ingresso, fissa i requisiti di capitale, distribuisce le licenze. E lo fa sempre a giochi fatti, quando i grandi sono già grandi e gli serve solo qualcuno che tenga la porta chiusa alle loro spalle.
Si chiama Crony Capitalism. Con il libero mercato c'entra nulla: ne è la contraffazione, spacciata per tutela del consumatore.
Lo vediamo con l'AI, regolamentata in Europa (AI Act) prima ancora che in Europa esista un'industria.
Lo abbiamo visto con il digitale, dove il GDPR è riuscito nel capolavoro di rafforzare gli stessi giganti che prometteva di arginare.
Lo stiamo vedendo ora, in diretta, con l’industria dei digital asset.
Lagarde avrebbe spinto la Grecia a respingere la licenza MiCA di @binance, ormai a un passo dall'approvazione. Com’è noto non ho alcuna simpatia per il più grande exchange del mondo, ma l’ostracismo della BCE in questo caso sarebbe semplicemente indegno.
Binance ha ritirato la domanda e dal primo luglio sospenderà i servizi a milioni di europei, provando a ottenere la licenza in Francia nel prossimo futuro. Una banca centrale che manovra per escludere un attore privato da 27 Paesi tradisce una cosa sola: la paura di un'industria che non controlla.
Il guaio è che ci siamo abituati. Diamo per scontato che sia lo Stato a decidere chi può fare impresa, con quanto capitale, sotto quale licenza. Un socialismo latente, così nostro che non lo notiamo nemmeno più.
Domani su #BitcoinTrain🚂 esce un pezzo a cui tengo come a pochi altri quest'anno. Parla di questo.
E del perché Bitcoin, una persona alla volta, ci sta liberando dall'idea stessa di dover chiedere il permesso.