BREAKING: Retired U.S. Army Lieutenant General Mark Hertling reveals that top military officers are considering disobeying Trump's "horribly immoral and illegal" orders to bomb Iran's civilian infrastructure.
A full-blown military rebellion may be brewing...
"I've trained for forty years as a soldier and as a commander," Hertling said on MS Now. "And when you're an officer in the United States Army, you're loyal to a couple of things. You're primarily loyal to the Constitution. You are also loyal to your superiors if they give, as you said, lawful orders."
If Trump proceeds with his threat to bomb civilian infrastructure like power plants and bridges or follows through on his pronouncement that "a whole civilization will die tonight," they would constitute the most unlawful orders imaginable. If, as he seems to be implying, Trump launches a nuclear strike on Iran, it would be the greatest crime in human history. The entire U.S. military would be honor-bound to reject the orders.
"When they start giving unlawful orders, you find a way to push back on them and to make sure they adjust their approach," said Hertling. "But you also are loyal to the soldiers that are under your command. So those three loyalties sometimes are conflicting."
"So I'm sure there's a lot of military commanders right now, a lot of senior officers who are saying to themselves, 'I can't obey an unlawful order,'" said Hertling. "I can't do things that I know are absolutely wrong."
It's worth noting that Hertling is no minor figure. He previously served as the Commanding General of the United States Army Europe and the Seventh Army. His distinguished career speaks for itself and lends a profound gravity to his assessments.
"But they also feel like they have to provide support for their soldiers who don't just get to quit," he continued. "They have to stay in the military and potentially see an uprising in all of these things. So the senior military officials are in a real quandary one this one because they know they can't do some of the things that the president is asking them to do."
"They have a Secretary of Defense who has continually said lethality is better than legality or words to that effect," said Hertling. "So it's really causing some dynamics within those who are thinking soldiers, saying 'How do I continue to serve my Constitution and live by the rules that are in law and still conduct these kinds of actions which are horribly immoral and illegal."
This is the position that our deeply evil president has placed our brave service men and women in. They're torn between their duty to obey their commander-in-chief and the knowledge that he has revealed himself to be a genocidal psychopath in the grips of dementia. They must side with the Constitution, the American people, and the world by rejecting any unlawful orders that Trump might deliver. The future of our planet depends upon it.
Please ❤️ and share to urge the military to reject unlawful order!
I have a German friend who has been a staunch supporter of Israel since October 7, so we agreed to stop talking about politics.
Just yesterday, my friend told me: 'We should close the shoah all over Europe. These people learned how to imitate their killers and excelled in killing civilians and violating all laws.'
It truly is a failure of our society that a man worth $640 billion is allowed to spend his days broadcasting lies and conspiracy theories to incite hate to hundreds of millions of people on a platform where he controls what you see, when you see it, completely unchecked.
L’alleanza tra l’amministrazione Trump e la Russia è oscena. Il teatro di Mariupol che riapre sulla tomba di centinaia di donne e bambini è osceno.
Come è osceno vedere in Italia forze come il Movimento 5 Stelle e testate come Il Fatto Quotidiano rilanciare sistematicamente i talking points della propaganda di Putin, normalizzandoli nel dibattito pubblico. È osceno che il premier indiano Modi condanni l’Ucraina per il presunto sorvolo di una residenza di Putin, mentre le forze russe massacrano ogni giorno civili inermi con droni e missili.
Ma questi non sono episodi isolati. Sono manifestazioni diverse dello stesso fenomeno: la nascita di una nuova internazionale. Un’internazionale dell’autoritarismo.
Non è un’alleanza formale e non ha un centro di comando. È una rete di cooperazione flessibile, che opera su più livelli. L’appartenenza a questa rete non dipende da una dichiarata identità autoritaria, ma dalla convergenza concreta di comportamenti, linguaggi e obiettivi.
Ne fanno parte autocrazie consolidate, governi di autoritarismo competitivo — formalmente elettivi ma sostanzialmente orientati alla concentrazione del potere — partiti antisistema attivi dentro le democrazie liberali, attori economici opachi, piattaforme private come X e una galassia di media e opinion maker che ne amplifica le narrazioni.
Nel nuovo post su Substack (link nel primo commento) spiego come funziona questa internazionale dell’autoritarismo, perché oggi è più potente che in passato e come punta a smantellare le democrazie dall’interno: sfruttandone l’attaccamento alle regole, la difficoltà di coordinamento e le fragilità strutturali.
🧵In questo tweet — e nella sua immediata amplificazione da parte della diplomazia del Cremlino — c’è, in miniatura, il nuovo ordine mondiale che da gennaio prende forma sotto i nostri occhi.
A parlare non sono commentatori qualsiasi, ma il Segretario di Stato degli Stati Uniti e il capo del fondo sovrano russo, oggi principale emissario del Cremlino sulla guerra in Ucraina.
In due messaggi apparentemente ordinari si condensa una frattura profonda tra le forze che hanno dato vita all’Alleanza Atlantica — e, allo stesso tempo, la saldatura inquietante tra poteri che accusano l’Europa di autoritarismo mentre lavorano attivamente alla demolizione delle democrazie liberali.
Il bersaglio dell'interazione è l’Unione Europea che, con tutti i suoi limiti, le sue lentezze e la sua esasperante cautela, tenta di difendersi dallo strapotere delle piattaforme digitali usando gli strumenti dello Stato di diritto. Regole minime, imperfette, spesso timide, per ridurre pratiche che consentono a X di manipolare il dibattito pubblico e interferire con il funzionamento delle democrazie.
Da un lato c’è il Segretario di Stato americano che etichetta questa autodifesa come “censura” e promette rappresaglie. Lo stesso rappresentante di un’amministrazione che negli Stati Uniti sta normalizzando l’intimidazione degli oppositori, la delegittimazione delle istituzioni e la politicizzazione della giustizia. Un’amministrazione che non difende la libertà di parola, ma la brandisce come arma per smantellare la democrazia dall’interno.
Dall’altro c’è il nuovo alleato di questa America: la Russia. Qui rappresentata da Kirill Dmitriev, capo del fondo sovrano russo e negoziatore di Putin, che rilancia parola per parola — basta scorrere la sua timeline — la narrazione MAGA: l’Europa come spazio di censura, come luogo non democratico.
Dmitriev scrive quei tweet usando una VPN. Perché in Russia X è vietato. Come Facebook, Instagram, Roblox, molte funzionalità di Google e altri strumenti fondamentali per informarsi. È così che funzionano le dittature: non regolano il dibattito pubblico come fa l'Europa, lo cancellano.
Un rappresentante di uno Stato che censura sistematicamente i propri cittadini ed elimina fisicamente giornalisti e oppositori, la Russia, accusa l’Europa di censura perché prova — maldestramente, insufficientemente — a difendere la propria sfera democratica. Un regime autoritario nascente, quello americano, che accusa di autoritarismo l’ultima grande area del mondo che tenta ancora di proteggere regole, diritti e pluralismo.
In questo teatrino osceno, il negoziatore del Cremlino ricorre all’armamentario classico della destra populista europea: “Ursula Pfizer”, un nomignolo che riassume in sé la retorica antivaccinista, l’odio per la scienza, la saldatura tra complottismo sanitario e autoritarismo politico.
Rubio, la Russia e l’oligarchia di Trump attaccano le regole europee proprio perché quelle regole servono a una cosa precisa: preservare la trasparenza del dibattito pubblico, difendere la libertà di informazione e di espressione e impedire che l’autoritarismo metta radici nel nostro continente.
Non è censura, è fin troppo timida autodifesa. Nel post che trovate linkato nei commenti ho provato a chiarire perché l’amministrazione americana e la Russia accusano l’Europa di censura, e perché quella europea è tutto fuorché censura: è difesa, fin troppo timida, della democrazia.
@ChartingBit Se è improbabile un blow off mostruoso e il ciclo dei 4 anni potrebbe non essere più rispettato, anche il relativo periodo "bear" potrebbe, dico potrebbe in quanto non ho la palla di cristallo, non essere così mostruoso.
@ChartingBit Ti sei svegliato male, è un mio pensiero, sono lontanissimo da avere certezze assolute, se vuoi fare solo monologhi dovresti scrivere un diario non su x. Perdonami se ti ho offeso.
Dazi del 50% contro l’Unione Europea?
Prima di allarmarvi, ricordate due cose: Trump è un negoziatore disastroso, e i dazi colpiscono prima di tutto l’economia americana.
L’economia e il sistema finanziario americano non erano così in bilico da molto tempo, e l’amministrazione ha un disperato bisogno di stabilità in vista dell’approvazione dell’orrido "Big Beautiful Bill" – che porterà il debito a livelli mai visti – in un contesto di fuga dagli asset americani e dai titoli del Tesoro in particolare.
Che Trump li imponga davvero, questi dazi, non è da escludere. In tal caso ne saremo danneggiati, ovviamente. Ma le conseguenze per gli Stati Uniti si faranno vedere ancora più rapidamente che per l'Europa, costringendo Trump a fare marcia indietro.
Aspettiamo le nuove impennate dei rendimenti dei Treasury e dello spread rispetto ai titoli europei, monitoriamo l’andamento del dollaro, teniamo d’occhio l’aumento dei prezzi e gli indici di fiducia dei consumatori e delle imprese americane. Trovate una sintesi delle ragioni che dovrebbero inchiodare Trump a più miti consigli nel post linkato nel primo commento.
Naturalmente, l'anacronismo delle strategie economiche di Trump non rende meno pericoloso il suo progetto autoritario. Ma almeno potrebbe renderlo più fragile, sperando che nel 2028 possano ancora tenersi delle elezioni regolari.
Dal suo canto, l’Europa può ribattere colpo su colpo, come ha fatto la Cina. Ma sul piano economico i dazi non sono mai una buona idea, neanche come rappresaglia. La risposta più intelligente sarebbe rafforzare gli scambi interni – ancora frenati da mille micro-barriere – e rilanciare le relazioni con partner strategici come UK, Canada, Cina.
Inoltre, sarebbe opportuno espandere il mercato del debito europeo per attrarre i capitali in fuga dagli Stati Uniti. Niente può mettere in difficoltà Trump più di questo adesso.
Analisi settimanale:
Bitcoin è riuscito a portarsi di nuovo sopra i 100k, evidentemente in tanti hanno avuto la mia stessa idea ed altrettanti sono quelli che volevano comprare più basso, ergo la cosa più profittevole che poteva fare il prezzo era distruggere entrambe le fazioni nel breve periodo.
Infatti, a giudicare dal delta del -12.25% creatosi in pochi minuti da 103.6 a 91.1k solo per poi tornare allo stesso identico prezzo che ci accompagna dal 21 novembre, è evidente che nessuna delle due mosse fosse reale, ma una semplice raccolta di liquidità.
C’è da dire che durante tutta la durata del mio short sono stato pagato, e nemmeno poco, questo è normale in un bull-market esteso ma è anche indice che il mercato sia estremamente over-leveraged, come facilmente riscontrabile dando uno sguardo all’open interest, che solo in questa ultima leg-up dai 60k in su è dupplicato andando ovviamente ad ATH e producendo il rialzo HTF più importante di sempre:
Ora, questo non significa necessariamente che Bitcoin correggerà pesantemente a breve, ma bisogna comunque prestare attenzione.
Nello specifico, se dovesse iniziare a muoversi sotti i 97.3k nel daily e portarsi sotto i 94.7k allora questa volta almeno gli 87k sarebbero davvero molto probabili, mentre se dovesse tornare sopra i 103.6k il prossimo target diventerebbero i 123.4
Come puoi notare Bitcoin la scorsa settimana ha toccato esattamente i 103.6k, che non a caso corrispondono all’estensione 1.272 considerando il top 2021 e il bottom 2022.
Te lo faccio notare sia per mostrarti quanto diventino rilevanti le estensioni di Fib una volta che il prezzo è in price discovery, sia perchè mi da modo di ribadire ancora una volta le prossime zone di resistenza (e quindi i target) qualora Bitcoin dovesse continuare a salire:
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Quello che hai letto era un estratto dall'analisi di oggi, per leggere la versione completa clicca qui: https://t.co/4aS7IPlTU5
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Grazie per il tuo supporto.
@VraAmandaa Honestly, I thing Trias is a scam, and that is why the Boss has disappeared, why Kc has put the ST flag and why Kc has delisted. I'm in Trias from 2021 and thought it was s good deal, now I'm pretty sure Im cooked.
@VraAmandaa Kc says is up to Trias to solve it. Trias does not say anything, and if you try to ask in the community on Telegram they answer The Team is taking care.
Hey @kucoincom and fox founder @lyu_johnny you have ,48 hours to solve problem connected with @triaslab holders, it's your decision to delist it, I don't give a fuck about your shot exchange but if all $TRIAS holders can't withdraw all their funds from @kucoin by next 48 hours , don't tell me I didn't warn you. Maszive attack from #crypto community with big KOLs /with 500K-1 mln followers/ is on the way. Don't play with your reputation and lose your users and customers.
$Trias Team got no solution for the kucoin poeple with there stuck coins. It’s not even 2 weeks until kucoin close all withdrawals and @triaslab is not even working on a solution 😂😂 you guys are so delusional. What project would go silent when 1.7 million $Trias is stuck. 💩💩