Salvini spende 600mila euro per un tour chiamato "l'Italia del sì" (con tappe in Abruzzo2024, vedi il caso) dove dove ci racconta quanto sono belle le grandi opere come il ponte.
Per ogni fermata di questo show elettorale sono 50mila euro di denaro nostro, pubblico, versato dai contribuenti italiani. Presi e buttati per consentire a un politico stracotto di non scendere sotto la soglia elettorale del 3%.
Ci penso e mi innervosisco, dato che a Napoli io e chi con me sta lavorando sul Reddito alimentare abbiamo meno di 500mila euro l'anno per l'intero progetto. Cifra che secondo questi signori dovrebbe bastare a mettere in piedi un sistema di raccolta, organizzazione e distribuzione generi alimentari a circa 150mila beneficiari (3,2 euro l'anno a beneficiario, virtualmente).
Per questa gente i tour elettorali valgono meno dell'inclusione sociale. Per questa gente i soldi pubblici sono funzionali a esigenze personali.
La strafottenza al potere, come sempre.
@doctor_milano@leo_cecchi91 Lei invece è la personificazione perfetta dei troll , individui che sanno spargere solo imbecillità permanente.
Esseri inutili!
"Meloni non ha capito, e forse non capirà mai, il suo ruolo. Un Presidente del Consiglio, nei limiti del possibile perché nessuno è santo, deve cercare di unire il Paese. Lei è responsabile di 59 milioni di persone, non solo quelle che l’hanno votata. E se lei continua a dividere il Paese, e nello stesso tempo facendo anche la vittima, significa che non è all'altezza del suo ruolo".
Augias lucido, netto e con un pensiero inoppugnabile.
Il decoro istituzione e il senso di responsabilità non sono più elementi fondanti la nostra epoca e ogni giorno ne abbiamo, purtroppo, una triste riprova.
A sinistra Luciano D’Amico, candidato del centro-sinistra in Abruzzo. Economista, ricercatore, professore, ex rettore dell’Università di Teramo. Persona perbene, pacata, che ha dimostrato sul campo di saper gestire le cose.
A destra Marco Marsilio, candidato con il centro-destra. Tre volte consigliere comunale, una deputato, una senatore. Quando a Roma scoppiò parentopoli e saltò fuori che la compagna era stata assunta all’ATAC con uno stipendio d’oro, Marsilio illuminò il cielo con una frase storica: “non capisco perché i parenti o gli amici dei politici debbano essere per forza disoccupati”. Negli ultimi anni è andato alla ribalta per aver affermato in pubblico (convintamente: ripeto, convintamente) che l’Abruzzo sia l’unica regione ad affacciarsi su tre mari. Prima aveva detto due, poi si è corretto subito aggiungendo lo Ionio al Tirreno e all'Adriatico.
Per favore, abruzzesi.
Non fatevi più del male.
Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sta valutando di introdurre dal prossimo anno scolastico il giudizio "gravemente insufficiente" nelle scuole elementari. Ecco, signor Ministro, non lo faccia. Lasci stare. Introduca piuttosto insegnanti di sostegno, e in numero adeguato, nelle scuole di ogni ordine e grado. Che cosa potrebbe mai significare "gravemente insufficiente" per un bambino di sei anni, se non un trauma e una umiliazione?
Trovo che l'idea di averci pensato sia drammatica. Perché mostra il dramma di chi evidentemente non si rende conto di che cosa sono oggi i giovani, da quale fragilità siano afflitti e di quanto sarebbe necessario invece costruire una scuola inclusiva che abbia il compito innanzitutto di rispettare i tempi di crescita di ciascun alunno e di aiutarlo a scoprire le proprie passioni. Questo è il punto: dalle elementari alle superiori, la scuola dovrebbe appassionare. Alla conoscenza, allo studio, alla scoperta del mondo e soprattutto di se stessi. I ragazzi hanno più che mai bisogno di essere ascoltati, accompagnati nel loro percorso di crescita in un tempo per loro difficile come quello che stiamo vivendo, in cui la fiducia nel domani è svanita e dove i social stanno creando un mondo fittizio in cui si rifugiano e di cui sono sempre più dipendenti.
L'idea che la scuola efficiente sia fatta di lezioni frontali, di valanghe di compiti per le vacanze, di verifiche e di stress, mi sembra anacronistica, una grande occasione sprecata.
Gravemente insufficiente è lo stipendio degli insegnanti, gravemente insufficienti sono le risorse destinate all'Istruzione, gravemente insufficiente è l'investimento sul futuro. L'insegnante con la bacchetta in mano è un rimpianto assurdo. È inammissibile, così come lo sono le manganellate ad adolescenti che manifestano pacificamente e finalmente per qualcosa in cui credono.
La sua idea, Signor Ministro, è gravemente deludente. Cambi rotta e faccia in modo che la scuola sia un luogo protetto e protettivo in cui, dai sei anni sino alla maturità, ci si possa sentire non giudicati e in cui semmai si forniscano gli strumenti per imparare a giudicare. Anzi, per comprendere più che per giudicare. Quanto al merito, quello proviamo a costituircelo nella vita proprio con gli strumenti che la scuola ci avrà saputo dare. E non si tratta certamente di un voto sulla pagella ma della possibilità di ciascuno di farcela per quello che può e a seconda della situazione in cui si trova. Il merito è un concetto relativo, come del resto quasi tutto.
- @fabfazio su @oggisettimanale
Nel 2018 era uscita una mia inchiesta in due puntate sul Fatto in cui sostenevo che Doppia Difesa, la fondazione in difesa delle donne della senatrice leghista Giulia Bongiorno e della conduttrice Michelle Hunziker, fosse più spot che reale aiuto alla donne.
Perché lo sostenevo?
Nessuno mi rispondeva negli uffici della fondazione, non rispondevano alle mail, le pagine social di Doppia difesa erano piene di commenti di protesta, c’era pochissimo personale e dopo mie verifiche ho scoperto che a rispondere alle donne (quando rispondevano) c’era una segretaria che si alternava ad un’altra e talvolta addirittura la madre di Michelle Hunziker. Una ragazza mi raccontò addirittura di essere andata a citofonare nella sede per un’urgenza e le fu risposto: mandi una mail.
Bongiorno e Hunziker tuonarono da tv, social e giornali che avevo scritto solo falsità e che mi avrebbero querelata portando la testimonianza delle migliaia di donne che avevano aiutato.
Le indagini hanno invece appurato che tutto quello che avevo scritto era vero, sono stati addirittura controllati i tabulati telefonici della linea intestata a Doppia difesa per vedere se avessi provato a telefonare dal mio numero. Era vero anche quello.
“Appare difficile ritenere che, a fronte di migliaia di richieste di assistenza, la Fondazione potesse dare tempestiva risposta a tutte potendo contare su una sola segretaria a tempo pieno e su un’altra a tempo parziale”, ha scritto il giudice nel decreto di archiviazione. Dunque, “Tutte le circostanze di fatto riportate nell’articolo dalla Lucarelli hanno trovato riscontro”. E infine, “la Fondazione appariva scarsamente operativa rispetto alla quantità di richieste e alla tempestività di risposte che le stesse avrebbero richiesto”.
Dunque possiamo dire che dal 2007 al 2018 Doppia difesa è stata più spot per che aiuto alle donne. E che Hunziker e Bongiorno mi abbiano accusata ingiustamente di aver scritto il falso, costringendo me e il Fatto a difenderci nei sei anni che hanno preceduto l’archiviazione.
E questo è molto triste.
https://t.co/nAGCQqXIOV
Per il secondo anno di seguito l'#Ungheria é il paese più corrotto d'Europa.
Complimenti a #Meloni che ha insistito tanto per accogliere #Orbán tra i Conservatori europei.
2023 Corruption Perceptions Index - Explore… - https://t.co/aVTgRkz0AV https://t.co/HmLl39zNdd
GLI IMPICCATI DI BASSANO
L'operazione Piave fu un'operazione ordinata dall'alto comando tedesco in Italia nel settembre 1944 per eliminare le formazioni partigiane operative sul massiccio del monte Grappa. Tale operazione ebbe il suo apice il 26 settembre 1944, quando nel corso centrale di Bassano del Grappa furono impiccate 31 persone.
Come si giunse a quella tremenda esecuzione?
Da inizio settembre, presso la villa Caprera di Castello di Godego fu messo assieme un esercito composto da circa 10.000 uomini agli ordini del colonnello Zimmermann. Con questa armata, le truppe circondarono il monte Grappa attuando un aggiramento che non lasciò via di scampo ai partigiani che si erano ritirati in val Brenta e nella valle del Piave.
Quanti partigiani erano asserragliati sulle montagne?
Nelle valli vi erano alcune formazioni di partigiani: la Brigata "Giacomo Matteotti", composta da circa 500 uomini guidati dal capitano Angelo Pasini detto "Longo" o "Dodici" proveniente da Asolo. Poi era presente la Brigata "Italia Libera Archeson", al comando del maggiore Edoardo Pierotti, che aveva combattuto durante la prima guerra mondiale nelle Argonne, e composta da cira 250 uomini. Ed infine la Brigata "Gramsci" a sua volta composta dal battaglione garibaldino "Monte Grappa" e dal battaglione "A. Garibaldi", per un totale di circa 150 uomini.
L'inizio dello scontro si ebbe alle 6:30 del 20 settembre 1944, a partire dal versante est. Sul versante sud-ovest la mattina del giorno seguente i nazi-fascisti non si fecero scrupolo di prendere dei civili in ostaggio e riuscirono a far ritirare gli avversari procedendo a lato delle Pale di Crespano del Grappa.
La maggior parte degli uomini si ritirò sulle sommità, ma lì furono catturati e alcuni anche fucilati sul posto. Alle 13:30 del 21 settembre il capitano Angelo Pasini diede l'ordine del "si salvi chi può", e lui stesso riuscì alla fine a giungere al fondovalle grazie all'aiuto di alcuni fedelissimi.
Cessate le operazioni, i partigiani catturati vennero interrogati e alcuni di loro vennero fucilati o impiccati dopo sommari processi. Altri furono deportati in Germania, presso un sotto-campo del campo di concentramento di Dachau.
Ad altri 31 verrà riservato invece un trattamento speciale riservato loro dal vice brigadiere delle SS Karl Franz Tausch che era di stanza a Bassano del Grappa.
Ognuno di essi, dopo avergli effettuato un'iniezione per stordirlo un po', fu impiccato ad un albero utilizzando un cavo telefonico collegato al camion. All'ordine di Tausch il camion avanzava tirando il cavo, dopodiché veniva il turno di un altro, impiccato sempre con lo stesso cavo all'albero successivo. Fino alla trentunesima vittima il procedimento venne sistematicamente eseguito, alla presenza di numerosa popolazione.
Fabio Casalini
📷Bibliografia
Lorenzo Capovilla, Sui sentieri dei partigiani nel massiccio del Grappa, a cura di Giancarlo De Santi, Cierre Editore, 2006.
Sonia Residori, Il massacro del Grappa, Cierre e Istrevi.
Michele. #partigiani #antifascista #VivalItaliaAntifascista
@stanzaselvaggia Per tutti gli idioti che fanno minacce ,siete degli idioti e dovete essere denunciati.
Ora però consiglio a chi è minacciato di fare silenzio su questo fatto.
Per chi soffre e ha diritto al silenzio.