Sto per entrare nella Metro A.
Già vedo da lontano un tizio che vuole passare a scrocco col mio biglietto, ma non ho tempo di fermarmi e aspettare che se ne vada.
Così mi avvicino al tornello, lui mi si attacca letteralmente, mi volto e gli faccio "stia indietro per favore".
Lui mi guarda schifato e mi fa "indietro? Quando usciamo ti rompo il culo"
Controlli non pervenuti.
Bentornati in Italia. Benvenuto settembre.
🐒 Chaque année en France, plus de 2 millions d’animaux subissent des expériences, dont près de 3 500 primates. Ces êtres sensibles n’ont rien à faire dans des laboratoires. Partagez si vous êtes d'accord.
#JournéeInternationaleDesPrimates
Ieri un padre e una madre hanno ucciso la loro figlia affetta da grave disabilità,poi si sono uccisi perché non ce la facevano più.
Non ci sono parole di fronte ad una tragedia simile.
Non ci sono.
Torino. Stupra una 13enne nel minimarket e il giudice lo lascia libero perché “ha mostrato dispiacere”. Come se il dispiacere annullasse il crimine o eliminasse il danno terribile arrecato alla vittima, una minore, una bambina.
È rimasto ancora un po’ di decoro e di rispetto per la Legge?
E 40 minuti prima, nello stesso negozio, lo stupratore aveva compiuto un altro abuso su una donna non ancora identificata. Sembra uno stupratore seriale più che un pentito. Eppure è libero di stuprare ancora, ormai certo che il massimo che rischia è… una pacca sulla spalla da parte del giudice.
VERGOGNA!
Mi dicono che il tizio che ha ucciso la bambina di due anni è la quinta volta che viene trasferito in 6 mesi perché è stato nuovamente picchiato.
Devo fare una nota di demerito ai carcerati che non l'hanno picchiato per il mese che manca.
Come sarebbe bello se quel giudice che ha lasciato in libertà quella grandissima 💩che ha violentato una bambina di 13 anni fosse giudicato dall’Alta Corte Disciplinare…peccato non sia possibile perché al referendum avete votato NO.
Uno stupratore libero perché è dispiaciuto e ha promesso che non lo farà più.
Una ragazzina di 13 anni scioccata per sempre che non riuscirà ad avere un rapporto sessuale senza pensare al porco.
Un giudice che interpreta le leggi.
Avete votato no al referendum, vero?
Bravi.
La foto che vedete, è il fiume Buriganga a Dacca, Bangladesh. Bhè, chiamarlo fiume è un eufemismo, è un immondezzaio che scorre verso il mare(a proposito di cambiamenti climatici, e raccolte differenziate). Dacca conta 20 milioni di abitanti, è la capitale del paese, e come vedete, non ha un servizio adeguato per la raccolta dei rifiuti, se mai lo abbia. Il paese, è considerato il più sporco, e più inquinato al mondo, oltre che, uno dei più poveri, e meno scolarizzato. Però, emigrano, e sono una comunità in forte ascesa in Italia, anche se non si capisce come mai, visto che non ci sono laureati, figure qualificate, badanti, etc( anche gli operai, sono per lo più manovali a cui bisogna insegnare in pratica tutto).La maggior parte, approfittando di incentivi demenziali concessi loro dai soliti noti, apre negozietti di alimentari, soprattutto alcolici che smerciano fino a ore tarde, creando non pochi disagi di ordine pubblico. I bengalesi, seguono la dottrina islamica, e come tutti gli islamici, mettono il Corano al di sopra di ogni cosa, anche al di sopra delle leggi, del paese che li ospita, infatti, a Venezia, vive una parte consistente di loro, circa 40.000, comprese donne e bambini, gli uomini per lo più lavorano nei cantieri navali, le donne..quasi invisibili
Un uomo di 42 anni entra in un minimarket di Torino, si avvicina a una donna e la molesta. Passano quaranta minuti. Entra una ragazzina di tredici anni, deve comprare la merenda per i fratelli. Lui le regala una bibita, le chiede se è fidanzata, la abbraccia, le domanda quanti anni abbia. Lei risponde: tredici. Lui: «Sei molto giovane». Poi la violenta tra gli scaffali.
Non c’è neppure il dubbio di una ricostruzione. Ci sono le telecamere. Riprendono tutto. Due abusi in quaranta minuti.
L’uomo viene fermato. E poi scarcerato.
Perché è incensurato. Perché avrebbe mostrato «resipiscenza». Perché è stato «collaborativo»: ha consegnato alla polizia i filmati delle telecamere. E soprattutto perché, leggiamo sulla Stampa, il «trauma dell’arresto» sarebbe già un deterrente sufficiente.
Il trauma dell’arresto.
Mi piacerebbe sapere quale unità di misura usiamo invece per il trauma di una ragazzina di tredici anni che esce di casa per comprare tre succhi di frutta e torna a casa dopo essere stata violentata. La madre racconta che non vuole più muoversi, che ha paura, che ha nausea, che non è riuscita neppure ad andare a prenderla perché era paralizzata dalla paura.
Ma evidentemente il trauma che merita considerazione cautelare è quello dell’uomo arrestato.
E poi c’è quella parola meravigliosa: «collaborativo». Ha consegnato i filmati. I filmati delle telecamere del negozio che avevano ripreso ciò che aveva fatto. Non ha consegnato la soluzione del caso Moro. Ha consegnato un video che lo inchiodava.
Infine la «resipiscenza». Il pentimento. Peccato che, secondo quanto ricostruito, quaranta minuti prima avesse molestato un’altra donna. Una resipiscenza con tempi di maturazione piuttosto rapidi: due violenze in meno di un’ora, una notte in carcere e il giorno dopo tutti a casa.
Non sto chiedendo una giustizia sommaria. Non sto chiedendo di abolire le garanzie, né di trasformare un arresto in una condanna. Le garanzie sono la civiltà del diritto e valgono soprattutto quando siamo arrabbiati.
Ma proprio per questo le decisioni della giustizia devono essere comprensibili alle persone normali.
E io questa non riesco a capirla.
E poi siamo così sicuri che non possa farlo un’altra volta?
Quando una tredicenne viene violentata, quando le telecamere documentano tutto, quando quaranta minuti prima lo stesso uomo avrebbe abusato di un’altra donna, spiegare che può tornare libero perché è incensurato, collaborativo, pentito e sufficientemente traumatizzato dall’arresto non restituisce l’immagine di una giustizia garantista.
Restituisce l’immagine di una giustizia che ha perso il senso delle proporzioni.
E, soprattutto, sembra essersi preoccupata moltissimo del trauma dell’uomo.
Un po’ meno di quello della bambina.