Da persona che non ha mai risparmiato critiche a Zerocalcare su tanti aspetti del suo pensiero e della sua poetica, a questo giro il video che ha pubblicato per intervenire sulla vicenda delle recriminazioni degli animatori che hanno lavorato a “Due spicci” lo ritengo sinceramente perfetto. È un ottimo esempio di come un artista di fama può e deve stare nei conflitti di lavoro, senza minimamente coprirsi dietro una finta equiparazione con i lavoratori, riconoscendo la sua posizione di potere, abbracciando le responsabilità che essa comporta e proponendo un modo di mantenere il conflitto, anche grazie alla sua disponibilità, non di seppellirlo. Non scarica le responsabilità ma se le prende dalla postazione che ricopre.
Poi, fa un servizio di primissimo livello ricordando a tutti come Gasparri che mo’ si atteggia a paladino dei lavoratori sia lo stesso Gasparri che affossa ogni legge sul salario minimo, saldamente dalla parte dei padroni da tutta la vita. Che non dovrebbe neanche essere ricordato, ma in questi tempi di rovesciamenti spinti della realtà e di lupi travestiti una continuazione da agnelli, invece è decisamente il caso di ribadirlo.
Appello ai partiti politici. Spero che alle prossime elezioni politiche ci sia almeno una coalizione senza gli amici di Putin. Così votiamo quella, qualunque sia il resto del programma. Perché va bene tutto, anche le tasse, ma gli assassini no.
Thanks to the Navalny Foundation for always shedding light on how the disgusting war propaganda of a hostile regime finds fertile ground in Italy due to widespread complicity.
We will continue to fight together to stop it 🔥
@ACF_int
Questa vergogna che giustamente sta facendo il giro del mondo, non sarebbe stata possibile in nessun altro Paese Ue.
In tanti in queste ore mi hanno chiesto: ma come è possibile che in Italia un network illegale, riconosciuto come al servizio del Cremlino e per questo bannato in tutta Ue, possa impunemente tenere il suo “festival” a Bologna?
Le responsabilità sono tante e diffuse: -c’è certamente quella gravissima del Governo italiano che non ha ancora adottato un dispositivo nazionale per l’attuazione delle sanzioni UE che sospendono la diffusione di Russia Today e Sputnik (Reg. UE 833/2014 e successive modifiche);
-ci sono quelle delle forze politiche di opposizione che su questi temi perdono la voce, quando non sono smaccatamente d’accordo con la narrazione pro Putin, come nel caso del Movimento 5 Stelle.
Ed è per me particolarmente doloroso e complicato da comprendere, ma i fatti raccontano che, soprattutto nel mio “campo”, sono da sola a combattere contro la guerra ibrida del Cremlino;
e c’è anche quella, altrettanto grave e seria, dell’ecosistema informativo italiano: se in tv e nei luoghi pubblici si continuano ad ospitare D’Orsi, Lorusso insieme all’oscena compagnia dei propagandisti e proxy italiani del Cremlino, sostenendo che sia giusto ascoltare le loro voci in ragione di una malintesa idea di libertà di espressione (che non ha mai significato libertà di intelligenza con un Paese ostile o di apologia di regimi criminali) poi non ci dobbiamo sorprendere se ci portano Russia Today in casa.
L’Italia è un colabrodo per grave e precisa responsabilità di tanti, a tutti i livelli. Spero che essersi ritrovati con Russia Today a Bologna, segni l’inizio di una reazione doverosa e necessaria, prima che sia davvero troppo tardi.
Per parte mia io continuerò a battermi per essere argine, e per impedire con tutta la forza che ho, che il tentativo di manipolazione cognitiva messo in campo da Putin, possa produrre ancora frutti pericolosi in italia.