Negli scambi con Steve Bannon emersi dagli Epstein files, emerge chiaramente non solo il disegno internazionalista di un fronte unico dei sovranismi di destra in Europa, ma anche l'impegno concreto nelle raccolte fondi per Salvini e Le Pen.
Hanno provato in tutti i modi a infangarlo. Hanno detto che era armato, pericoloso, che rappresentava una minaccia.
Ma i fatti, le immagini, le testimonianze li hanno smentiti uno dopo l’altro.
La verità è che l’uomo nella foto è Alex Pretti, 37 anni, infermiere di Minneapolis, incensurato. È stato ammazzato dagli agenti dell’ICE per una sola, imperdonabile colpa: aver difeso una donna.
Era armato soltanto dell’arma più temuta da ogni potere violento, una fotocamera. Stava filmando per difendere una donna aggredita dagli agenti e per mostrare al mondo ciò che stava accadendo, perché non ne poteva più di assistere alla brutalità quotidiana delle squadracce federali di Trump, come migliaia di suoi concittadini.
Alex non minacciava nessuno. In mano non aveva una pistola, ma un telefono. Stava filmando.
Per questo è stato accerchiato. Sei agenti contro uno. Gli hanno spruzzato lo spray urticante in faccia, lo hanno placcato a terra, immobilizzato e poi colpito con almeno dieci proiettili sparati a distanza ravvicinata. Ucciso sul colpo.
Alex Pretti è morto per mano dello Stato mentre cercava di opporsi a uno Stato che ha smesso di proteggere i cittadini e li ha trasformati in bersagli, uno Stato che semina terrore e morte e che punisce chi guarda, chi documenta, chi non abbassa gli occhi.
E come ultimo insulto, come ultimo schiaffo alla verità, il Presidente degli Stati Uniti ha chiamato i suoi assassini patrioti.
Quest’uomo ha pagato con la vita un atto di umanità e di Resistenza. Non era un criminale. Non era una minaccia. Era un infermiere, un cittadino, un essere umano.
Questa è l’unica e sola verità.
E oggi va ricordato per questo. Perché nessuno possa fingere di non aver visto. Perché nessuno possa dire non sapevo. Perché almeno la sua morte non sia stata invano.
It took a European journalist to finally ask this neo-nazi monster the kind of questions American journalists have failed to ask her on a daily basis for almost a year now.
- Presidente, lei aspira al Quirinale? È una mamma al servizio delle istituzioni?
- Io vorrei essere pagata per lavorare con Fiorello
L'imbarazzo della scelta tra la domanda e la risposta, ma anche solo l'imbarazzo
a woman is expected to remain completely calm as armed white supremacist thugs try to forcibly open her car door but an ICE agent is allowed to panic and shoot someone in the head three times from a foot away because he “felt threatened”