Ingat momen ketika PM Israel berpidato di UN dan peserta sidang walk out?
Momen diatas diwujudkan menjadi sebuah video yang sangat indah dan menyentuh hati.
Video ini telah meraih lebih dari satu miliar penayangan di media sosial,
(produksi Televisi Press Iran)
♥️♥️🇵🇸
L'ambassadeur d’israël de l'ONU a été expulsé de l'Assemblée générale après avoir remonté l'allée centrale pour trouble et harcèlement contre l'orateur iranien.
Il était choqué qu'ils l'aient arrêté, il pensait que l’ONU lui a été promise y a 3000 ans
L'ennesimo grande gesto di questo campione.
Ha sempre pensato per il suo villaggio.
La sua Bambali, quella che ha sempre definito il luogo dove tutto è iniziato.
Ha finanziato la nascita di ospedali, scuole, ed altre strutture, oltre a finanziare ogni mese le famiglie del villaggio al centro del Senegal.
L'ultimo grande investimento è avvenuto in queste settimane.
Quasi 20 milioni di euro per dare vita ad un parco agroindustriale per la lavorazione del mango.
Si chiamerà SM10Agro.
Sarà inaugurato a marzo 2027 e porterà circa 2500 nuovi posti di lavoro.
Non solo, per formare i prossimi lavoratori, verrà costruito un centro di aggiornamento dedicato alla formazione del personale.
E tra questi ci saranno molti studenti che usciranno proprio dalle scuole finanziate dallo stesso calciatore.
Ma lui non è solo un grande giocatore.
Non è solo un campione che ha vinto tanto con il Liverpool ed oggi gioca con Ronaldo nell'altro Nassr.
Lui è soprattutto una grande persona.
Lui è Sadio Mané.
"Conobbi Sinisa in un ristorante romano al Gianicolo e fu un colpo di fulmine, da lì non ci siamo più lasciati.
Lui mi propose di vivere con lui.
Gli risposi 'solo da sposata' e dopo un anno di fidanzamento abbiamo detto si.
Volevamo entrambi una famiglia numerosa. Oggi sono anche nonna di due nipoti e tutto questo affetto dei figli mi aiuta a non soccombere alla sofferenza.
Nel 2019 eravamo in Sardegna, una notte Sinisa sentì un dolore fortissimo e dopo tutti gli accertamenti scoprimmo quella malattia molto aggressiva.
La diagnosi era terribile, ma noi facemmo un patto: "Affrontiamo tutto insieme e vinceremo questo brutto male".
Sono stati anni faticosi ma lui cercava sempre di sorridere e alla fine delle terapie eravamo sicuri di avercela fatta.
Il momento peggiore è arrivato quando scoprimmo la recidiva.
Lui mi chiedeva sempre: "Ce la farò?"
Gli dicevo di sì, non mi sono mai fatta vedere da lui con le lacrime, anzi, ero allegra perché lui spiava le mie reazioni per capire quanto stesse male.
Quando fu chiaro che era alla fine, facemmo un viaggio tristissimo da Bologna a Roma. Sinisa taceva, mi disse solo: "Mi dispiace non vedere crescere i miei figli". Lasciai cadere quella frase, ormai non c'era più nulla da fare.
Sinisa tornò in ospedale.
Era a letto, io accanto a lui. E mi disse: "Arianna ricordati che ti amo, ora ci sarai tu come guida per i nostri figli".
E dopo poco mi lasciò la mano dolcemente e se ne andò, sereno, perché mi aveva affidato il suo amore e la sua famiglia".
ARIANNA RAPACCIONI, moglie del grande SINISA MIHAJLOVIC
La Fiat 128: l’unica macchina capace di farti sentire un pilota di Formula 1 mentre stai andando al supermercato a 47 km/h.
Non aveva l’aria condizionata, ma aveva un sistema innovativo per rinfrescare l’abitacolo: aprire tutti i finestrini e pregare.
Il servosterzo? Inutile. La 128 ti allenava direttamente gli avambracci. Parcheggiare era praticamente una prova olimpica di sollevamento pesi.
E il comfort? Straordinario. Ogni buca veniva trasmessa direttamente alla colonna vertebrale in alta definizione, senza filtri.
Il motore poi era un capolavoro della tecnologia italiana: quando partiva, faceva un rumore rassicurante. Quando non partiva, faceva lo stesso rumore… ma nella tua testa.
La sicurezza era affidata a un principio molto semplice: “Tanto vai piano.”
Bagagliaio? Abbastanza grande da contenere una valigia, due borse della spesa e probabilmente anche il tuo meccanico.
Eppure, diciamolo: la Fiat 128 aveva qualcosa che oggi molte auto si sognano. Aveva carattere. Aveva personalità. Aveva quella capacità unica di trasformare un viaggio di 20 chilometri in un’avventura epica con almeno una sosta tecnica.
Oggi sali su un’auto moderna e hai ABS, ESP, sensori, telecamere, assistenti alla guida e 37 computer.
“Mimì non era una cantante come le altre. Era qualcosa di più.
Prima ancora di conoscerla personalmente, ero già tra quelli che compravano i suoi dischi. Era anzitutto un’artista adorata dai musicisti. A quei tempi credo che fosse una delle pochissime cantanti italiane di cui i musicisti compravano i dischi. E io ero tra quelli.
Poi ho avuto il privilegio di lavorare con lei. Vedevo questa grande artista che cantava per me e quasi non ci credevo. Quando interpretava una canzone riusciva a entrarci dentro con una dedizione assoluta, con quella forza e quell’entusiasmo con cui affrontava le cose.
Le parole che avevo scritto, attraverso la sua voce, finivano quasi per diventare più sue che mie. Mimì aveva questa capacità rara: non si limitava a cantare una canzone, la viveva e le dava qualcosa che sulla carta non poteva esserci.
Era una voce immensa, ma soprattutto un’interprete che i musicisti rispettavano e amavano profondamente. Ed è anche per questo che, quando penso a Mia Martini, penso a una delle grandi artiste che la musica italiana abbia avuto.”
Ivano Fossati.
Mia Martini oggi avrebbe compiuto 79 anni. Una delle interpreti più intense e indimenticabili della musica italiana, capace di trasformare ogni canzone in un pezzo di vita. Mimì se n’è andata troppo presto, ma ci sono voci che non conoscono silenzio. La sua è una di quelle.
Buon compleanno Mia, ovunque tu sia.
Sandro Mazzola e la finale di Vienna contro il Real:
<…nel sottopassaggio, all’entrata in campo, resto incantato davanti a quei due mostri là, Di Stefano e Puskas. Sono emozionato, ho i brividi. Finalmente si gioca. Faccio 2 gol e l’assist per Milani, vinciamo 3-1. Baci e abbracci in campo, caroselli, il presidente Moratti in trionfo. E a me succede una cosa fantastica: Puskas si avvicina, mi consegna la sua maglia numero 10 e… “sei degno del grande campione che è stato tuo padre”. Una notte magica, forse la più memorabile della mia carriera…>
Per sempre interista.
“Eravamo poverissimi. Ma non eravamo poveri d’amore.
Da bambino ho conosciuto troppo presto il dolore e le rinunce. Dopo la morte di mio padre Valentino tornai a Cassano d’Adda e mi ritrovai dentro una famiglia che aveva poco, pochissimo. Eppure, come ho raccontato, entrai in una casa piena d’amore.
Non avevamo bisogno di grandi cose per sentirci una famiglia. Con mio fratello Ferruccio bastavano persino i tappi della Coca-Cola per inventarci una partita. Accanto a noi mettevamo la maglia granata di papà, quasi fosse un modo per sentirlo ancora presente, per continuare a giocare insieme a lui.
Mia madre aveva già sofferto abbastanza per il calcio. Aveva perso l’uomo che amava e comprendo perché avesse paura che quello stesso mondo potesse portarle via anche noi. Ma io dentro avevo quel pallone, quel sogno e forse anche qualcosa di papà che continuava a vivere.
Poi arrivò l’Inter. I primi soldi furono davvero vitali per la nostra famiglia. Non dimenticai mai da dove venivo, nemmeno quando la vita cominciò a regalarmi ciò che da bambino sembrava irraggiungibile.
Anche Graziella mi conobbe quando non avevo niente: lei veniva da una famiglia benestante, lei in Spider e io in tram. Eppure scelse me.
Forse è proprio questo che la vita mi ha insegnato: puoi crescere senza soldi, puoi conoscere il dolore troppo presto e puoi perdere una parte enorme della tua infanzia. Ma se torni a casa e trovi qualcuno che ti vuole bene, allora possiedi già qualcosa che nessuna ricchezza potrà mai comprare.”
Sandro Mazzola
Prof accoltellata da un teenager con la telecamera sul casco. Il principale indiziato è Kimi Antonelli.
La professoressa accoltellata aveva la foto profilo di Almirante e inneggiava alla remigrazione su Facebook. Allora è vero che si radicalizzano sui social!
Polemiche per le dichiarazioni della prof di italiano: "Nella mia classe non si insegnano verbi irregolari".
(Mi chiedo come sia stato possibile lasciare entrare in una scuola qualcosa di tanto pericoloso. Mi riferisco alle idee della professoressa)
Pare che lo studente dovesse recuperare un debito in geografia. Mentre la prof in storia.
L'aggressione è stata sventata da un ragazzo congolese. Se si fosse davvero integrato si sarebbe fatto i cazzi suoi.
(Ma 'sti cazzo di congolesi non potrebbero starsene a casa loro, invece di venire qui a salvare la vita alle prof neofasciste?)
La docente ha chiuso il suo profilo Facebook che inneggiava al fascismo. Lo riaprirà non appena si concretizza la candidatura.
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[di @gancillo1, @maurizioneri79, comagirl00, xanax, pirata21, @rocco_gazzaneo, @pantana21]
Eugenio #Giani (Presidente Regione #Toscana): #Meloni ha agito con una superficialità estrema. Taglia le tasse, ma non quelle dello Stato, quelle delle Regioni. Si tratta di una misura demagogica che rischia di togliere risorse ai territori e alla sanità.