Annullare le multe ai “no-vax” non è solo diseducativo, non è solo un insulto a tutte le persone perbene che hanno rispettato le regole. È un inno all’analfabetismo e alla stupidità.
Io sono cittadino
Mi chiamo Soumaila Diawara. Sono nato il 4 febbraio 1988 a Bamako e da dieci anni vivo in Italia. Sono rifugiato politico e scrittore; tra le pagine dei miei libri racconto sogni, speranze, lotte. Ma ciò che scrivo è molto più di parole: è la testimonianza di un uomo che ha scelto di appartenere a questa terra, che l’ha abbracciata come casa.
È vero, non ho la cittadinanza. Non esiste un documento che attesti il mio legame con questa società. Ma io lo so: io sono cittadino. Faccio parte di questa Italia ogni volta che alzo la serranda al mattino, ogni volta che pago le tasse, ogni volta che mi siedo a tavola e condivido i valori che animano questo Paese. Sono una di quelle persone che lavorano, faticano, contribuiscono a far andare avanti questa nazione.
Essere cittadino non è solo un timbro su un pezzo di carta. È una scelta, un atto d’amore e appartenenza. È sentirsi parte di qualcosa di più grande, anche quando ti fanno sentire diverso, anche quando le difficoltà sembrano insormontabili.
Io ho scelto l’Italia. E lo affermo con forza: io mi sento cittadino. Non sono qualcuno da integrare, perché sono già qui. Sono radicato in questa terra, sono uno di voi.
Ogni passo del mio cammino è stato fatto di sacrifici, sfide e, sì, talvolta anche amarezza. Ma ho imparato a costruire una strada dove sembrava non essercene una, a guardare avanti con determinazione. Continuo a scrivere, a sognare, a credere. Perché, anche se molte porte restano chiuse, io ho già trovato il mio posto: è qui, in mezzo a voi.
L’Italia è anche mia, perché la vivo, la rispetto, la amo. E forse, un giorno, un documento dirà ciò che io so da sempre: questa è la mia casa. Fino ad allora, lo grido al mondo: io sono cittadino, e nessuno potrà mai negarlo al mio cuore.
Gratteri sulle mafie “. «Io combatto da anni le mafie internazionali, vado in ufficio tutti i giorni prima delle 8 e esco non prima delle 21.30 da più di 35 anni, capirò qualcosa di ciò che serve?».
Più uomini come lui
ripagato molto di pi�� di un compenso economico".
Ecco, se penso all'Italia migliore, non penso all'avidità di chi licenzia e insulta un lavoratore colpevole di solidarietà. Penso, invece, proprio a Marco. A lui, un enorme grazie.
Marco Furfaro
Emozioni
questa non è apologia del fascismo caro ministro @matteosalvinimi ?
lei dovrebbe leggere la costituzione italiana ogni tanto...
e iniziare ad occuparsi delle infrastrutture e dei trasporti visto che quello dovrebbe essere il suo ambito!
E' morta Licia Pinelli, la vedova del ferroviere Pino Pinelli.
Ha lottato una vita intera per ristabilire l'onore del povero Pino. Partigiano, compagno, anarchico, ferroviere, padre e marito esemplare
ucciso dallo stato
Adesso sei in montagna con il tuo Pino✊
Adesso arriva la conferma ufficiale. E non dalla calcolatrice di Giorgia Meloni, ma da quella dell'Istat.
Nel 2023, gli investimenti pubblici per la sanità sono stati ridotti di centinaia e centinaia di milioni di euro.
Sapete, invece, cos'è aumentato sotto il suo Governo? La spesa sanitaria direttamente a carico delle famiglie, cresciuta dell'1,7%.
Ecco, mentre buttano un miliardo di euro per un centro vuoto in Albania e altri 13 miliardi di euro per un Ponte che non verrà mai realizzato, costruiscono un sistema sanitario a misura di pochi. A misura di portafogli.
La Presidente del Consiglio ha mentito, ancora una volta. E la cosa ancor più grave è che lo ha fatto sulla salute e sulla pelle delle persone. Che indecenza.
Ricorda il corridore keniota Abel Mutai, che era a pochi metri dal traguardo ma si confuse con la segnaletica e si fermò, pensando di aver completato la gara.
Un corridore spagnolo, Iván Fernández, era subito dietro di lui e, rendendosi conto di ciò che stava accadendo, iniziò a gridare al keniota di continuare a correre. Mutai, però, non capiva lo spagnolo. Comprendendo la situazione, Fernández spinse Mutai verso la vittoria.
Un giornalista chiese a Iván: « Perché l’hai fatto? » Iván rispose: « Il mio sogno è che un giorno si possa vivere in una comunità in cui ci spingiamo e aiutiamo a vicenda per vincere. »
Il giornalista insistette: « Ma perché hai lasciato che vincesse il keniota? » Iván rispose: « Non l’ho lasciato vincere, stava già vincendo. La gara era sua. » Ancora il giornalista: « Ma avresti potuto vincere! » Iván lo guardò e rispose: « Ma quale merito avrebbe avuto la mia vittoria? Quale onore avrebbe avuto quella medaglia? Cosa penserebbe mia madre? »
I valori si trasmettono di generazione in generazione. Quali valori stiamo insegnando ai nostri figli? Non insegniamo loro scorciatoie e mezzi sbagliati per vincere. Insegniamo invece la bellezza e l’umanità di una mano amica. Perché l’onestà e l’etica sono la vera vittoria!
Simon Bartholome
Sono emozionato come poche altre volte, non lo nascondo.
Perché in una giornata difficile per il mondo intero, c'è una buona notizia per l'Italia: il Senato ha appena approvato all'unanimità e in via definitiva la mia proposta di legge per riconoscere alle persone senza dimora il diritto al medico di base.
Una proposta per cui mi sento di ringraziare Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada, che con me e altre associazioni si è battuto contro questa ingiustizia.
Parliamo, pensate, di oltre centomila persona. Centomila persone a cui, prima di oggi, veniva negato il più basilare dei diritti: quello alla cura.
In Italia, infatti, si verificava un'ingiustizia nell'ingiustizia: le persone, perdendo la casa, perdevano la residenza. E dunque il diritto al medico di base.
Un vero e proprio cortocircuito che portava lo Stato ad accanirsi su chi non aveva nemmeno un tetto: genitori che finiscono a vivere in macchina, donne che scappano di casa perché vittime di violenza, persone senza lavoro che un tetto non possono permetterselo.
Da oggi, finalmente, non sarà più così.
Da oggi, finalmente, lo Stato si prenderà cura proprio di tutti. Anche di chi ha meno di niente.
Da oggi, si sana una delle ingiustizie più atroci e si applica nient'altro che la Costituzione.
Da oggi, la vita di tante persone sarà un po' più giusta e migliore.
Non è proprio questo, del resto, il senso della politica?
Si chiama Angela, ha 28 anni e viene dalla Nigeria.
“Ecco come ho salvato quell'uomo che stava annegando in via Etnea”.
Si chiama Angela, ha 28 anni e viene dalla Nigeria. Cameriera in un bar di via Etnea, non ha esitato un attimo a percorrere quel fiume in piena per mettere in salvo un uomo che, caduto con lo scooter, veniva trascinato dall'acqua. Il suo racconto a CataniaToday.
Angela Isaac, 28 anni, nigeriana e cameriera presso il bar “Pellegrino cafè”, è la donna che questa mattina non ha esitato un attimo a percorrere quel fiume in piena in via Etnea per mettere in salvo un uomo che, caduto con lo scooter, veniva trascinato dall'acqua.
Ha percorso la strada, rischiando di essere trascinata e cadere. Ha afferrato l'uomo che si trovava in difficoltà, lo ha trascinato da sola fino al vicino negozio, mettendolo in salvo.
Angela è mamma di una bambino di 2 anni e mezzo, è a Catania dal 2015 e tra due anni potrà ottenere la cittadinanza italiana.
È doveroso salvare le vite soprattutto quando abbiamo le possibilità.
https://t.co/ulTBqTHGIa Vi sembra giusto??
Il comitato opzione donna e gli altri comitati si battono da anni per Opzione Donna strutturale e questo governo dopo tante promesse mancate l’ha resa discriminatoria e quasi inapplicabile
@soumi_ds Scusate per la nostra ignoranza e per la nostra ipocrisia…perché é di questo che si tratta, in questa Italia dai sani principi: Dio Patria e Famiglia
Scusate se non siamo affogati.
Scusate se vi abbiamo rubato il lavoro spaccandoci la schiena nei campi.
Scusate per l’occupazione delle baracche stellate, dove veniamo sfruttati a 20 euro per 12 ore di lavoro nei poderi.
Scusate per l'arroganza con lo smartphone che è l’unico mezzo che ci avvicina ai nostri affetti che abbiamo dovuto lasciare.
Scusate per aver rubato il futuro ai vostri figli. Scusate per aver rubato le donne. Scusate se la nostra puzza vi disturba.
Scusate per la nostra fragilità e la nostra debolezza che ci rende incapaci di reagire in una società che è ostile ai suoi figli; scusate se veniamo sfruttati dalle vostre organizzazioni criminali per spacciare nelle piazze; scusate se voi fingete di combattere il fenomeno.
Scusate se lavoriamo in nero ma con dignità per sopravvivere; scusate se per la vostra burocrazia infinita non vengono riconosciuti i nostri diritti.
Scusate se siamo sopravvissuti alle guerre che voi stessi alimentavate; scusate se siamo sopravvissuti ai naufragi ammassati su gommoni che voi avete l'ardire di chiamare crociera.
Scusate se volevamo solo vivere!
@forza_italia Cercate di far ragionare questo esecutivo 40000 donne sono state esodate da #opzionedonna e ci sono 60 enni licenziate ma discriminate inoccupabili che mangeranno? Guardate che la situazione è grave si parla tanto di femminicidio ma anche questa è violenza economica