IL MATTUTINO
dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Sabato 12 settembre 2026
Settembre, interno giorno.
Una mosca sul vetro, Bach dalla stanza accanto, due fichi in un piatto.
Ore 6.37: si registra una certa indisciplina dei pensieri.
La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta.
Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
"Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio."
Futuro Nazionale aveva davanti praterie sterminate: gli astenuti, i delusi, una classe media che chiede sicurezza, controllo dell’immigrazione, difesa del potere d’acquisto, libertà e meno Stato. Ha scelto invece di rinchiudersi nell’orto di cinque metri quadri dello Stato etico e di fare la guerra in casa al centrodestra. In sottrazione, anziché in aggiunta.
A Battitori Liberi spiego perché considero questa scelta un tradimento del progetto originario.
Credevo che la sfida fosse costruire qualcosa di nuovo. Ho scoperto che, per alcuni, la sfida era semplicemente stabilire chi dovesse obbedire a chi.
Io continuo a preferire le idee agli ordini.
https://t.co/7iIm5rnT0x
Una tessera si può ritirare. Le domande, molto meno.
Destra di Popolo riprende oggi la mia intervista. E alcune di quelle domande, evidentemente, non sono soltanto mie.
https://t.co/uUuR84SXos
IL MATTUTINO
dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Venerdì 11 settembre 2026
Il campione V reagì diversamente dal previsto. Fu ripetuto l’esperimento. Reagì diversamente di nuovo.
Nel frattempo il caffè diventò freddo.
Questo, invece, era perfettamente riproducibile.
Non è morto ciò che in eterno può attendere, e col volgere di strani eoni, anche la morte può morire.
Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
"Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio."
Aspettavamo una destra nuova. Sono arrivate le cornacchie nere, il burka cattolico e la feccia. In questa intervista racconto dall’interno come Futuro Nazionale abbia trasformato una prateria politica in un orto di cinque metri quadrati.
https://t.co/rdutAAcNS0
Aspettavamo De Gaulle. Sono arrivate le cornacchie nere. Oggi su La Stampa racconto perché un progetto che poteva costruire la destra del futuro ha scelto di guardare al passato.
(NB:Imprecisione: non abbiamo redatto neanche la prima parte)
IL MATTUTINO
dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Giovedì 10 settembre 2026
Tre battute di silenzio.
Poi l’orchestra riprese dal punto sbagliato.
Il metronomo continuava a fare il suo mestiere.
Era l’unico a non avere fretta.
La musica è tra le note.
Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
"Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio."
Continueremo a lavorare per una destra del XXI secolo: liberale, risorgimentale, occidentale e costituzionale. Una destra che combatta l’immigrazione irregolare e l’integralismo, difenda sicurezza e libertà, e abbia abbastanza fiducia nel futuro da non cercare rifugio nelle nostalgie del Novecento.
Il Centro Studi Rinascimento Nazionale continua il suo lavoro. Forse, da oggi, ancora più libero.
https://t.co/cchs4AWt9U
Pensavano di espellere un dissenso. Hanno aperto una discussione: quale destra vogliamo costruire per il XXI secolo? Io la mia risposta ce l'ho: liberale, risorgimentale, occidentale e costituzionale. E da oggi siamo ancora più liberi di costruirla.
IL MATTUTINO
dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Mercoledì 9 settembre 2026
Chilometro 23.
La strada proseguiva. Il cartello, no.
Sul sedile posteriore c’erano un giornale di ieri e una giacca che nessuno reclamava.
Viandante, non c’è cammino, il cammino si fa andando.
Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
"Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio."
FVN, SFORZINI A VANNACCI: «SONO E RIMARRÒ PER SEMPRE FEDELE ALLA REPUBBLICA DEMOCRATICA E A QUELLA COSTITUZIONE SU CUI VANNACCI HA GIURATO»
«STIANO SERENE LE CORNACCHIE NERE: CONTINUERÒ’ A FAR POLITICA E INIZIATIVE COL MIO CENTRO STUDI “RINASCIMENTO NAZIONALE”»
«Leggo ed apprendo così dalle agenzie di stampa della mia espulsione da Futuro Nazionale. Evidentemente a Vannacci i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro. Ma i fatti hanno la testa dura. E io non sono disposto, per quieto vivere o per convenienza (essendo detentore della tessera numero 18 del partito - fra i primi ad aderire a FNV convinto che fosse un veicolo per introdurre un nuovo modo di fare politica), ad accettare disvalori propagandati come valori.
Se chiedere una destra del XXI secolo, liberale, risorgimentale, occidentale e costituzionale; se denunciare nostalgie naziste, saluti romani e derive illiberali e oscurantiste; se evidenziare che passaggi etici, da confinare nella sfera della libera coscienza individuale, al punto da disegnare l'equivalente cristiano dell'integralismo islamico, sono stati introdotti impropriamente e a posteriori - in fase di definizione del programma nelle "segrete stanze" - all'interno di un partito nato per contrastare immigrazione irregolare e per difendere la sicurezza dei cittadini; se, infine, difendere la libertà di pensiero e la libera critica democratica - linfa vitale per la crescita di qualsiasi organizzazione- significa essere considerati un corpo estraneo o un sabotatore, allora sono fiero di esser stato espulso dal partito. Date tutte queste premesse e considerazioni, diventa per me una medaglia al merito.
Non sono disposto a considerare nessuna religione (nè Islam nè ebraismo) incompatibile con lo Stato italiano. Non sono disponibile a chiudere gli occhi di fronte a una visione misogina e liberticida della società nella quale dovranno crescere i miei figli. Non considero le nostalgie e le suggestioni totalitarie un valore della destra. E potrei continuare a lungo.
Sono e rimango un liberale, un uomo di destra. Di destra storica, risorgimentale. Fermo nei principi e calato nel XXI secolo, con lo sguardo rivolto al futuro.
Non baratterò mai mie rendite di posizione (che avevo, ben solide) con valori non negoziabili, scritti nella nostra Costituzione.
Non ho mai lavorato per distruggere Futuro Nazionale dall’interno. Ho lavorato perché avesse un futuro. Evidentemente avevamo ed abbiamo idee diverse su quale dovesse essere.
Non rinnego una sola parola di ciò che ho detto e scritto in queste settimane. E soprattutto non rinnego le idee per le quali ho combattuto e continuerò a combattere: libertà, responsabilità, valorizzazione delle eccellenze, merito, Occidente e una destra finalmente capace di lasciarsi i mostri del Novecento alle spalle.
Sono e rimarrò fedele alla Repubblica democratica e alla sua Costituzione, quella stessa Costituzione sulla quale anche il generale Vannacci, a suo tempo, ha giurato. Evidentemente abbiamo una concezione diversa anche di cosa significhi essere coerenti.
Le espulsioni appartengono ai partiti. Le idee, fortunatamente, no.
Stiano serene le cornacchie nere: continuerò a far politica e a promuovere riflessioni e iniziative col mio Centro Studi Rinascimento Nazionale, aperte a tutte quelle forze politiche disponibili al confronto e al dialogo».
Castello Sforzini di Castellar Ponzano, 8 Settembre 2026
IL MATTUTINO
dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Martedì 8 settembre 2026
Sotto l’intonaco apparve una porta.
Nessuno ricordava di averla murata.
A mezzogiorno le ombre saranno più corte.
Non necessariamente le distanze.
Dove c’è molto da vedere, c’è molto da tacere.
Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
"Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio."
L’“onda nera” è un buon titolo. Ma non basta a spiegare perché milioni di europei votano AfD.
Immigrazione, sicurezza, burocrazia, tasse, impoverimento della classe media: prima di demonizzare il voto, forse l’Europa dovrebbe cominciare a interrogarsi sulle ragioni che lo producono.
Ne ho parlato con Roberto Poletti.
L’“onda nera” è un buon titolo. Ma non basta a spiegare perché milioni di europei votano AfD.
Immigrazione, sicurezza, burocrazia, tasse, impoverimento della classe media: prima di demonizzare il voto, forse l’Europa dovrebbe cominciare a interrogarsi sulle ragioni che lo producono.
Ne ho parlato con Roberto Poletti.
OLTRE L’ “ONDA NERA”: PROVIAMO A LEGGERE I PROGRAMMI
Il successo di AfD in Sassonia-Anhalt viene raccontato soprattutto attraverso la formula semplificatoria dell’ “onda nera”. Definizione suggestiva, certamente utile per i titoli dei giornali, ma che rischia di impedirci di capire che cosa stia realmente accadendo in Germania e, più in generale, in Europa.
Non tutto ciò che propone AfD mi convince e non considero affatto il suo modello politico qualcosa da importare pari pari in Italia. Ma proprio per questo credo sia più interessante fare uno sforzo ulteriore: uscire per un momento dalle etichette e leggere i programmi. Si scopre così che accanto alle posizioni più controverse esistono temi sui quali una parte importante della destra europea sta ponendo questioni tutt’altro che peregrine: contrasto all’immigrazione irregolare, sicurezza, riduzione della pressione fiscale e burocratica e, soprattutto, una concezione dello Stato che torni a concentrarsi sulle proprie funzioni essenziali, restituendo spazio alla libertà e alla responsabilità dei cittadini.
Quest’ultimo punto mi interessa particolarmente perché è uno dei nuclei programmatici di Rinascimento Nazionale – Per la rinascita dell’Italia e dell’Occidente, il mio libro attualmente in revisione editoriale e in uscita in libreria a ottobre.
Dedico allo Stato minimo una parte importante del volume. Non penso affatto a uno Stato debole o assente, ma a uno Stato che smetta di occuparsi di tutto e torni a fare molto bene ciò che soltanto esso può fare: garantire sicurezza e giustizia, difendere i confini e la Nazione, esercitare una politica estera, proteggere le infrastrutture strategiche. Nella vita quotidiana dei cittadini e nell’economia dovrebbe invece imparare più spesso a ritirarsi, lasciando spazio all’iniziativa, alla responsabilità, alle imprese, ai territori e ai corpi intermedi.
È anche per questo che trovo poco interessante sia la demonizzazione di AfD sia l’entusiasmo acritico nei suoi confronti. La questione politicamente importante è un’altra: milioni di europei stanno chiedendo maggiore sicurezza, controllo dell’immigrazione e uno Stato meno invasivo, meno burocratico e meno costoso. Possiamo discutere le risposte, e alcune possono anche essere sbagliate. Sarebbe però singolare rifiutarsi di ascoltare le domande soltanto perché non ci piace chi le pone.
Non abbiamo bisogno di importare un modello tedesco. Abbiamo bisogno di costruire una nostra idea di destra italiana, moderna, sovrana e occidentale, capace di prendere le idee dove le trova, giudicarle per ciò che valgono e farne una sintesi originale.
È, in fondo, anche il senso dello Stato minimo che provo a raccontare in Rinascimento Nazionale: uno Stato abbastanza piccolo da non voler essere padrone dei cittadini e abbastanza forte da essere rispettato quando serve davvero.
IL MATTUTINO
dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Lunedì 7 settembre 2026
La nebbia si fermava poco oltre il ponte.
Da questa parte, settembre.
Qualcuno aveva aperto le finestre molto presto. Entrò soltanto aria. Aria fresca.
L’unica gioia al mondo è cominciare.
Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
"Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio."
IL MATTUTINO
dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Domenica 6 settembre 2026
Le telefonate dall’estero non servivano a nulla. Ora, fuocherello.
Le volpi conoscono scorciatoie
che sulle carte non compaiono.
Tutto ciò è ben detto, ma bisogna coltivare il nostro giardino.
Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
"Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio."
Quando le “cornacchie nere” diventano una categoria dell’analisi politica, significa che non erano soltanto una provocazione. Grazie a Monica Macchioni per la citazione. Il punto resta quello: Vannacci ha davanti uno spazio enorme, purché il passato non gli sequestri il futuro.
https://t.co/2M7jV61gsJ