Ma ve ne accorgete adesso che nel calcio più che fregare sul campo l'avversario cercano di fregare l'arbitro?
Maradona ha esultato dopo aver fatto un gol di mano... 🤣
Il calcio può fare cacare. Ma non stupiamoci. Lo continuerete a seguire comunque.
#BastoniOUTNazionale
@Ignazio_LaRussa Minchia.. non commemori Marzabotto, Piazza fontana, la strage di Bologna, non commemori Ustica, il 25 aprile te ne scappi a Praga.. ma cazzo trovi il tempo per #Pucci ..
Ma io mi vergogno per te..
Per la prima volta ha parlato direttamente lui, Ghali.
Alla vigilia della sua esibizione alla serata inaugurale delle Olimpiadi, Ghali ha speso parole che tutti dovrebbero leggere sulla vergognosa censura preventiva a cui è stato sottoposto dalla destra e da larga parte delle istituzioni.
Le ha scritte in tre lingue, italiano, inglese e arabo, proprio quella lingua che domani gli impediranno di usare e che così tanta paura fa a qualcuno:
"A tutti.
Lo so.
So quando una voce viene accettata.
So quando viene corretta.
So quando diventa di troppo.
So perché vogliono uno come me.
So anche perché non mi vorrebbero.
So perché mi hanno invitato.
So anche perché non ho più potuto cantare l'Inno d'Italia.
So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace.
So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all'ultimo era di troppo.
So che un mio pensiero non può essere espresso.
So anche che un mio silenzio fa rumore.
So che è tutto un Gran Teatro."
È una riflessione di una onestà e una lucidità disarmante, sulla pace, sul multiculturalismo, sull’inclusione, lontana anni luce dall’ipocrisia e la superficialità di chi vorrebbe tappargli la bocca prima ancora che la apra.
Io, da italiano, lo ringrazio e mi sento rappresentato da lui come artista su quel palco così importante e simbolico, a cui ha fatto benissimo a non sottrarsi, anche se ne avrebbe avuto tutto il diritto.
E mi vergogno per tutto quel “Gran Teatro” che gli hanno costruito intorno.
Solidarietà a Ghali.
Rappresenta le Olimpiadi meglio lui di tutti quegli ipocriti in giacca e cravatta che fingeranno di applaudirlo.
Lorenzo Tosa
In questo video tremendo ci sono tre tipi di disperazione:
_quella di chi non sa come vivere in mezzo agli altri e trova un posto violento;
_quella di chi non accetta la violenza e prova a mostrarglielo;
_la nostra, della donna in pink, che osserviamo la fine di tutto
#Carney
Nothing says "board of peace" like having two founding members not show up to the signing ceremony because they would be arrested at the airport for war crimes.
Stiamo assistendo alla piena israelizzazione degli Stati Uniti. Un processo che normalizza la violenza di Stato, l’impunità delle forze di sicurezza e la disumanizzazione sistematica di chi viene indicato come “nemico”.
Agenti dell’ICE mascherati hanno ucciso Renee Nicole Good e, dopo averla colpita, le hanno deliberatamente negato le cure mediche. Non si è trattato di un eccesso individuale o di un tragico errore, ma di un atto compiuto da apparati statali e protetto da essi. Questo è, a tutti gli effetti, un omicidio sanzionato dallo Stato.
L’esecuzione sommaria di Renee Nicole Good a Minneapolis, il rifiuto di soccorrerla e il successivo tentativo di dipingerla come una terrorista rappresentano l’ennesima conferma dei frutti violenti e velenosi dell’israelizzazione della società americana: una deriva autoritaria in cui la repressione viene giustificata, la vittima criminalizzata e la responsabilità politica cancellata.
Qualcuno ha visto salpare una flottiglia per Teheran?» chiede polemicamente l’impavido Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.
Flottiglia: per l’Iran non li abbiamo visti salpare» rilancia il profilo ufficiale di Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
A beneficio di Bignami e del suo partito, sarebbe forse opportuno allegare una mappa geografica in cui siano chiaramente evidenziate l’Italia e l’Iran.
Ho infatti la sensazione che, per una volta, non ci si trovi di fronte a un caso di stupidità politica, bensì a un più elementare analfabetismo geografico.
Matteo Orfini
The first time Charlie Chaplin spoke onscreen, he implored the people of the world to resist the rising tide of fascism.
Nearly 90 years later, it remains a timely message.
The first time Charlie Chaplin spoke onscreen, he implored the people of the world to resist the rising tide of fascism.
Nearly 90 years later, it remains a timely message.
Amici, grazie.
Nei suoi sette giorni di vita avete ascoltato molto La Fine del Patriarcato.
Il nostro Valerio Griselli ha preparato questo lyric video e crediamo che sia bello almeno quanto la canzone.
Noi stiamo bene, e lo stesso speriamo di voi.
VM
https://t.co/iGLYeKihYA
Io non credo che un elettore di questo governo si soffermi ad ascoltare questo video, ma nel caso lo facesse, io spero che capisca la gravità di ciò che dice questo magistrato della Corte dei conti e su quanto il governo ci stia truffando.
Noi siamo nelle mani di delinquenti!