📽️ Il modo in cui è stato raccontato quanto accaduto tra #DouglasLuiz e #Patric nel finale di #JuventusLazio spiega bene come per secoli si è alimentato l'anti-juventinismo in Italia: rifiutandosi di chiamare le cose con il loro nome anche davanti all'evidenza dei fatti.
Nello specifico di sabato sera, l'immagine che tanti hanno usato per inventare di sana pianta il "pugno" di Douglas Luiz all'avversario mostra il caricamento di un colpo e, in nessun frame, dove il colpo arriva perché impallata dal movimento di un altro giocatore della Lazio (1)
@capuanogio Questo personaggio, che campa di malafede, disinformazione e livore, è stato 30 anni in Rai a guidare la narrazione sul calcio prima di esser chiuso in uno sgabuzzino per via di un procedimento penale a suo carico.
Quel tweet è la sintesi della sua condizione.
La #Marottaleague può tutto e per la Juve vedono pugni anche quando non ci sono
Questo non è un gesto violento mentre quello di Douglas Luiz SI..è proprio da queste cose che capisci la malafede e l'ipocrisia che regna nel calcio
#mafia
@Theshrimp19002 Bada che stai parlando di una squadra che non doveva neppure esistere… : la Lazio di Cragnotti e che oltre alla galera… gli dovevano pure revocare lo scudetto… ora torna a stagionare pecorino…
In Italia ci sono milioni di malati mentali che credono alle invenzioni degli Ilario di radio radio e ai Ziliani quando parlano di pugni.
Non c'è ovviamente nessun pugno. Ma, ripetuta mille volte, la menzogna diventa realtà. Contro la #Juventus è questo il sistema.
Da decenni.
#Rocchi due giorni fa in TV è andato a dire che non vuole i rigorini, che il rigore è una cosa seria e che il #VAR serve a correggere errori.
Poi in campo danno questi rigori qua. Bisogna ridergli in faccia e disprezzarli altro che invitarli in TV.
#Empoli
Ieri il più noto e prestigioso quotidiano sportivo del mondo, “L’Equipe”, ha dedicato due pagine al procedimento penale che riguarda le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle curve di Inter e Milan e i rapporti tra queste società ed alcuni esponenti del rispettivo tifo organizzato.
In Italia ben pochi hanno notato l’interesse de “L’Equipe” forse perché il passaggio dell’articolo (che vi proponiamo qui sotto) che afferma che, alla luce delle risultanze dell’indagine, “l’Inter ha alternato atteggiamenti variabili tra concessioni imprudenti e sottomissione, mantenendo indirettamente legami con il crimine organizzato legato agli stadi, il che le impedisce di rompere chiaramente questi legami” è poco conforme alla narrazione corrente.
In particolare quel passaggio è ben poco conforme al racconto proposto da un ben meno prestigioso giornale nostrano sulle cui colonne si parla da giorni di “curve d’un tratto ripulite da infiltrazioni malavitose”, di “squadra che si stringe intorno al suo allenatore” (il quale aveva intrattenuto relazioni, per così dire, pericolose) e, addirittura, di CT della Nazionale che quasi si scusa con quell’allenatore per aver detto che a certe telefonate è bene non rispondere (notizia poi rivelatasi una fake news).
Titoli che avremmo letto se ci fosse stata la #Juventus al posto di altri club:
- Chi ha informato i dirigenti bianconeri di avere i telefoni sotto controllo?
- Chi li ha informati di un'indagine in corso e perché lo hanno comunicato a persone vicine a certi ambienti?
- Juve, è favoreggiamento: tesserati del club informavano esponenti della ndrangheta di essere nel mirino delle forze dell'ordine
- Il pm bianconero al soldo della famiglia, pagato due volte dai contribuenti
- Tutti gli scandali del presidente che si vantava di rispettare le regole
- Violato l'articolo 4 della lealtà sportiva, c'è il rischio penalizzazione
Il modo di trattare le notizie e le intercettazioni da parte dei media più importanti: qui c'è un'abissale e ingiustificabile disparità di trattamento tra le vicende riguardanti la curva della Juventus e quelle riguardanti la curva dell'Inter.
https://t.co/6EDYEQ4ajL
Interisti schiumano di rabbia quando gli ricordi delle telefonate di Moratti e Facchetti ad arbitri e designatori, celate per 7 anni, e del possesso di sim svizzere del loro ex direttore sportivo Marco Branca .
Tutto agli atti di vari processi.
E schiumano di rabbia.