🧵 “Rapporto di adeguatezza Terna 2022”
Su consiglio di @chiccotesta, mi sono preso il tempo per leggere il rapporto di adeguatezza Terna del 2022 (non sarebbe stato professionale non farlo), con particolare riferimento ai margini di riserva della rete.⤵️
https://t.co/1VTbLgJFHv
La decisione di ENI di fissare un prezzo massimo di benzina e gasolio non piace alle altre compagnie e ai soliti noti. C'era da aspettarselo.
Ma al di là di questo, la decisione segnala che la tanto bistrattata energia "fossile", che rappresenta in Italia ancora il 70% circa del fabbisogno di energia primaria, è preponderante e decisiva negli equilibri economici e industriali. Il "sogno europeo" di un mondo che si adegua ai wishful thinking verdi di Bruxelles si rivela un brutto incubo, nonostante gli avvertimenti che pure ci sono stati, da più parti, da anni. Inascoltati.
Il prezzo si fa al margine, in tutti i settori economici, e l'energia elettrica da rinnovabili è ancora molto lontana dal sostituire i consumi di gas e petrolio. L'energia verde ha sinora integrato e non sostituito a livello mondiale l'energia primaria da fonti fossili, perché crescono i consumi di energia complessivi a un ritmo superiore alla crescita del green.
Per questo, la politica industriale europea nota come Green Deal rappresenta la più chiara forma di suicidio economico della storia. Avere dismesso capacità di raffinazione, avere disincentivato gli investimenti in idrocarburi, avere penalizzato i consumi di gas con una tassa come l'ETS, avere prima favorito eccessivamente e poi rinnegato improvvisamente il legame Germania-Russia sul gas, avere favorito l'industria tedesca dell'auto obbligando tutti all'elettrico, tutto ciò rappresenta un disastro di cui nessuno si sta assumendo la responsabilità politica. Bruxelles resta al riparo dal processo elettorale, come disse qualcuno.
L'ETS, ad esempio, è stato creato espressamente per far alzare il costo dell'energia prodotta con gas e carbone, ottenendo così l'effetto di 1) far alzare il costo di tutta l'energia, anche di quella green; 2) abbattere la competitività dei settori industriali energy-intensive, che sono al limite del collasso. Ci aspetta un autunno di chiusure, delocalizzazioni e licenziamenti se non si agisce subito.
Finita la sbornia verde, ora appare chiaro che contano due cose soltanto: l'indipendenza e la sicurezza energetica, due obiettivi che i sistemi-paese noti come Cina e USA perseguono senza fronzoli e seguendo logiche di potenza. Mentre i paesi europei sono anestetizzati da Berlino, ehm, Bruxelles, cui hanno delegato in bianco la politica industriale, una delega che neutralizza qualunque possibilità di azione mentre il mondo richiede capacità di agire in modo efficace.
La lezione di USA e Cina è chiara: nessuno sconto a chi non capisce i fondamentali degli equilibri internazionali, né a chi pur capendoli non agisce in modo conseguente.
Servono azioni di governo in chiave di sicurezza energetica e prosperità economica, due elementi che Berlino, ehm, Bruxelles non può fornire. Non può perché l'Ue nasce espressamente come veicolo della potenza regionale tedesca, da sempre inadeguata culturalmente a leggere il presente e ad immaginare un futuro.
Gasolio, gas, petrolio, carbone sono ancora la chiave della prosperità, piaccia o meno. La capacità di controllare le fonti energetiche è la chiave del futuro. Una chiave che Bruxelles non ha, non ha mai avuto e non avrà mai.
(Grafico: ENEA, Analisi trimestrale del SISTEMA ENERGETICO ITALIANO Anno 2025 n. 1/2026)
@MMmarco0 Ciao Marco, un enorme piacere rileggerti. Riprenditi coi giusti tempi e a presto. Grazie per tutto quello che ci hai dato e continuerai a darci.
#Salvini: Si possono recuperare i 14 miliardi che sono stati versati al MES? Sì. E se sommiamo versamenti passati a altri fondi europei, arriviamo a 140. L'Italia non deve andare col cappello in mano in UE. Richiederne indietro una parte mi sembra atto dovuto. #CoffeeBreakLa7
La tristezza della mattinata è vedere l'accapigliamento dei commentatori per il 2,9 o 3.1 % di deficit.
Ma benedetti figlioli, stiamo parlando DELL'ANNO SCORSO. Se una spesa non fosse stata comunicata adesso sarebbe stata comunicata prima e non sarebbe cambiato nulla.
Se invece quella spesa NON SI FOSSE FATTA allora sarebbe calato il pil con impatto negativo su tutto.
La verità è che quel numerino NON VUOLE DIRE NULLA e che la nostra priorità deve essere crescita e sostegno alle famiglie.
Ci sono DIECI paesi in infrazione e noi siamo quelli con il deficit più basso. Basta FREGARSENE e non dico di fare come la Francia che andrà se va bene al 5,4% nonostante il suo nucleare ma basta stare nella media.
Non mancherò di ribadire la posizione ai partiti di maggioranza perché non mi pare che questa cosa sia chiara.
Forse ci scrivo un pezzo ad hoc così mettiamo numeri e dettagli ma il concetto è semplice.
I margini per (uso le parole di Salvini) una legge di bilancio coraggiosa ci sono, basta volerlo.
Con uno scostamento in primavera scorsa, agendo su spesa con i moltiplicatori più elevati e veloci, il deficit sarebbe rientrato grazie alla crescita (che avrebbe innescato maggior fiducia in consumatori e investitori nazionali). Il consolidamento fiscale, con riduzione del deficit in circostanze congiunturali (manifestamente) avverse, non farà che aumentare il DP/PIL, innescando una procedura di infrazione ancora più "invasiva".
Rendere illegittimo ciò che in base alle norme costituzionali nazionali era in precedenza perfettamente lecito, equivale a espropriare un contenuto naturale del diritto di proprietà (la facoltà di uso della res), fino a comprimerne oggettivamente il valore.
Ciò dovrebbe comportare, - nella stessa logica commutativa di un ordinamento dove il deficit pubblico è limitato de iure e l'emissione monetaria è essenzialmente un debito verso le banche -, anche una profonda revisione dell'imposizione patrimoniale (se si vieta la rendita usata come base del calcolo del valore, quest'ultimo diminuisce drasticamente): ed anche una deducibilità dal reddito delle spese di manutenzione.
Ma questa follia di natura espropriativa colpisce prima di tutto una delle forme principali di impiego del risparmio delle famiglie, rendendolo ex post e in via generalizzata infruttifero. E spingendo oggettivamente per l'acquisto della proprietà da parte del settore finanziario che lo gestirebbe come bene d'impresa, acquistandolo a seguito di un'enorme ondata di vendite notevolmente deprezzate (e magari di espropriazioni forzate laddove vi siano dei mutui divenuti insostenibili).
Le conseguenze macroeconomiche di tali misure - distruzione dello stock di risparmio che assicura, a sua volta, una propensione marginale al consumo, come "fondo" di riserva, venuto meno - sono di una portata che non ha precedenti storici in nessun ordinamento democratico, mutando il concetto di proprietà come diritto diffuso costituzionalmente garantito.
Nel 1990, il ministero dell’Istruzione emise una circolare per aggregare alunni “dello stesso gruppo linguistico” e imporre un tetto di cinque (CINQUE) stranieri per classe. Il ministro dell’Istruzione era Sergio Mattarella.
Oggi, a Cersaie, Descalzi e Orsini hanno chiesto esplicitamente la sospensione dell'ETS. Il motivo è che la tassa ETS sta distruggendo la manifattura italiana.
Meglio tardi che mai, anche se è proprio molto, molto ma molto tardi. Diciamo circa dieci anni di ritardo (io credo di averlo scritto nel 2015, ma non è che non si vedesse lontano un miglio che sarebbe finita così).
Comunque.
Il Ministro Crosetto si è detto d'accordo. Ora il governo che fa?
SOSPENDERE IL GREEN DEAL PER SCONGIURARE LO SHOCK ENERGETICO E INDUSTRIALE
La crisi energetica europea rischia di entrare in una nuova fase, aggravata proprio dalle decisioni dei suoi due principali Paesi. Il gas ha chiuso la settimana a 79 euro/MWh, ma il rischio è ormai chiaramente orientato verso l’alto. Berlino valuta acquisti d’emergenza per ricostituire gli stoccaggi, pieni appena al 56%, 27 punti percentuali sotto la media degli ultimi cinque anni. Parigi, intanto, chiede al G7 di coordinare gli interventi per assicurarsi le forniture.
Il problema è che quando i governi entrano sul mercato contemporaneamente non creano gas: aumentano la domanda e quindi il prezzo.
L’Europa deve già competere con l’Asia per i carichi flessibili di GNL. Il benchmark asiatico vale circa 83 euro/MWh, cinque euro più dell’Europa. Acquisti pubblici tedeschi potrebbero quindi innescare una guerra di offerte e spingere il gas oltre quota 100 euro/MWh.
Sarebbe uno shock devastante. L’inflazione punta già al 3,5% nel 2027 con chiari rischi rialzisti. Il pericolo maggiore riguarda la trasmissione dei maggiori costi energetici a trasporti, filiere, salari e margini. A quel punto la Banca centrale europea sarebbe costretta a stringere ancora, con un rialzo al 2,75% già possibile a dicembre, proprio mentre l’industria europea mostra preoccuoanti segnali di stallo.
Il mercato obbligazionario sta già presentando il conto. E il nuovo malato d’Europa è la Francia. Il rendimento decennale viaggia intorno al 4,5%, vicino ai massimi degli ultimi 18 anni, mentre lo spread con la Germania ha superato 100 punti base per la prima volta dal 2012. Il deficit è previsto al 5,4% del Pil. Alla crisi politica si sommano quindi squilibri fiscali sempre più difficili da ignorare.
Ma dietro la risalita dei rendimenti europei c’è anche il Giappone. Per oltre un decennio il “yen carry trade” ha consentito di finanziarsi a costo quasi zero in yen per acquistare titoli esteri. Ora uno dei pilastri di quel meccanismo si sta spezzando. La Bank of Japan ha portato il tasso all’1,25%, massimo dal 1995. Rendimenti domestici più elevati incentivano gli investitori giapponesi a riportare capitali a casa e il progressivo smontaggio delle posizioni finanziate in yen contribuisce alla vendita sincronizzata dei titoli occidentali. Se lo yen dovesse rafforzarsi, il processo potrebbe accelerare.
L’Europa rischia così di essere schiacciata tra energia più cara e costo del capitale più alto. Le vie d’uscita sono due.
La prima è facilitare il più possibile l’afflusso di energia dal Medio Oriente: in questa prospettiva va letto il piano del Ministro della Difesa @GuidoCrosetto di scortare i mercantili con navi militari va nella direzione corretta. Ci si augura che gli altri Paesi europei ora si destino dal letargo e accolgano l’invito del Governo di potenziare Aspides con altre navi.
La seconda richiede una revisione radicale del Green Deal, tornando a incoraggiare estrazione e raffinazione degli idrocarburi nel Vecchio Continente, ma anche togliendo quei vincoli che oggi impediscono al settore bancario di finanziare attività anche all’estero in estrazione e raffinazione.
Perché continuare a ridurre l’offerta domestica mentre si combatte per ogni carico disponibile sul mercato mondiale significa formalizzare una crisi energetica in una crisi industriale.
🧵 “La trappola del metano: perché colpevolizzare gli allevamenti è un errore”
Uno dei principali "nemici pubblici" individuati dai climatologi nel dibattito sul cambiamento climatico è il settore zootecnico. Accusati di surriscaldare il pianeta a suon di emissioni di metano, ⤵️
L'unanimità in Consiglio, che già è limitato solo ad alcune materie, è l'ultimo brandello di democrazia rimasto nell'Unione europea. Abolirla significa lasciare campo libero ai peggiori istinti dei più forti. Che, si sa, non siamo noi.
Promessa mantenuta: via il bollo auto e moto nel 2027. Taaac! ✅
Era un impegno preso da tempo e oggi in Consiglio dei Ministri l’abbiamo deciso: 13 milioni di automobilisti e 7 milioni di motociclisti non pagheranno il bollo nel 2027, sotto gli 80 KW, per la prima auto e la prima moto.
Bene così!
Il livello di retorica oggi a Strasburgo tocca vette mai esplorate. Io sono molto preoccupato e fareste bene a esserlo tutti.
La Commissione non solo non ammette i gravi errori commessi negli ultimi anni ma, al contrario, fa finta di nulla e si propone per risolvere i problemi che i suoi stessi Commissari hanno creato. Inoltre, Von der Leyen rivendica ruoli che, non solo per il buon senso, ma nemmeno secondo i trattati, non le spetterebbero.
Una cosa deve essere chiara: tutto questo accade a causa di Governi nazionali assolutamente consapevoli di questa deriva.
Le proposte della Commissione, anche le più dannose per l'industria, come l'estensione del #CBAM o l'#ETS2 votate ieri a Strasburgo sono approvate da Parlamentari Europei e Ministri (lato Consiglio), non passano solo perché le 'impone' Von der Leyen.
ps: a proposito di #CBAM ed #ETS2, percepisco imbarazzo tra alcuni amici che di solito non sono certo generosi con Bruxelles... Forse qualche partito italiano è pentito per il voto di ieri, ma non si può dire?
Lo ripeto per la centesima volta : mantenere una tassa ambientale ( ETS) su una materia prima , il gas, il cui prezzo è già andato alle stelle per conto suo è un atto di autolesionismo stupido. I segnali di prezzo sono più che sufficienti per penalizzare il gas. Di cui però non possiamo fare a meno. Masochismo stupido e pigro .
Mi sono fatto l’idea che non è l’umanità che rischia di essere distrutta dall’intelligenza artificiale ma, molto più semplicemente la distruzione potrebbe riguardare i bilanci delle aziende coinvolte.
E allora, prima che il botto si senta anche da Marte, hanno pensato bene di scalare qualche marcia.
Ovviamente, potrei sbagliarmi.