Per il Ministero dell'Interno la sicurezza stradale non è sicurezza.
Difficile da credere, soprattutto per chi ha perso un caro — nel mio caso un figlio di 17 anni — a seguito di un crimine stradale. Controllare e fermare, ad esempio, chi si pone alla guida sotto l'effetto di alcol e droga, o chi supera di molto i limiti di velocità, dovrebbe essere considerata un'attività fondamentale per la sicurezza di tutti noi. Ogni anno, sulle nostre strade, muoiono migliaia di persone. Ci lavorano diecimila uomini della Polizia Stradale, altrettanti — se non di più — Carabinieri, decine di migliaia di appartenenti alle Polizie Locali. Ma per il Ministero dell'Interno, tutto questo non è sicurezza.
Non lo dico io: lo dice il Ministro Piantedosi nel consueto Dossier del Viminale che esce per Ferragosto. Nella prefazione, il Ministro scrive: "Questo Dossier nasce da una scelta precisa: raccontare la sicurezza in Italia partendo dai numeri." L'elenco dei numeri è lungo ed esaustivo, e vale la pena citarlo per intero: delittuosità; violenza di genere e femminicidi; zone rosse; operazioni ad alto impatto; contrasto al traffico di stupefacenti; lotta al terrorismo internazionale; sicurezza informatica e cibernetica; sicurezza urbana; contrasto alle truffe agli anziani; scuole sicure; spiagge sicure; sgomberi di occupazioni abusive; sicurezza delle stazioni ferroviarie; beni sottratti alla criminalità organizzata; interdittive antimafia; prevenzione antimafia negli enti locali; sostegno alle vittime di mafia; sostegno alle vittime di racket e usura; sbarchi; rimpatri; controlli alla frontiera con la Slovenia; protezione internazionale; attività antincendio ed emergenze.
In un elenco così lungo, non ha trovato posto un solo numero relativo alla sicurezza stradale. Non uno che sia uno: né il numero di omicidi e lesioni stradali, né il numero di controlli per la guida in stato di ebbrezza o dopo l'assunzione di stupefacenti, né il numero di patenti sospese per infrazioni al codice della strada. Nulla.
Caro Ministro Piantedosi, Lorenzo, Tommaso, Gabriele, Francesco, Giuseppe, Michele, Sara, Matilde, Sofia, Elisa, Giulia, Sonia, Camilla — e tanti altri ancora — sono ragazzi e ragazze che non sono stati uccisi a scuola, in spiaggia, in treno, né vittime di aggressioni. Sono stati uccisi sulla strada. Ma per il Ministero che lei dirige, questo non è un tema di sicurezza da misurare e da comunicare. Il perché lo sappiamo tutti: sono solo dei semplici "incidenti".
@sicurezzastradale
Nella fascia 14-19 anni la violenza stradale rappresenta la prima 1° causa di morte. Ben 8 volte più grande della 1° causa di morte naturale rappresentata dalla Leucemia. Solo per questo, combattere la violenza stradale dovrebbe essere una priorità per la nostra classe politica e per i cittadini. Purtroppo, non lo è. Ne parliamo nel libro “La legge che non voleva nascere”. Lo trovate in libreria (ordinabile), su Amazon e tutti i siti di libri online e sul sito della nostra fondazione
#sicurezzastradale
Dopo ogni tragedia scatta il cordoglio per le vittime ma poi non viene fatto niente di pratico. L’eccesso di velocità rappresenta la prima causa di scontri mortali ma in Italia il suo controllo viene incentivato ostacolato dallo stesso Ministero dei Trasporti. Non si investe in prevenzione e non si controlla il superamento dei limiti di velocità: come possiamo poi stupirci di tanti morti sulle strade? Ne parlo in questa intervista.
#sicurezzastradale
📍A differenza dei mammiferi terrestri, i cuccioli di balena non possono aggrapparsi alle loro madri. Non hanno zampe, né braccia, né un nido in cui rifugiarsi. Solo l’oceano: immenso, mutevole, a volte spietato. Eppure, è proprio in quell’infinito blu che avviene uno dei gesti⬇️
L'ipocrisia di piangere i giovani morti sulle strade e il desiderio di andare veloci in città. Controllateci tutto ma non la velocità! Le assurde regole italiane per mettere autovelox e tutor! Estratto di una mia intervista a TGcom24 #sicurezzastradale
@tavella_c@manlio_ros87270@frank5392@claudioborghi Anche chi non ha voglia di perdere metà del suo tempo in burocrazia. Per le donne si paga di brutto con l'esclusione da quasi tutti i benefici (nemmeno il bonus mamma per i tre figli, neanche parlare di esonero contributivo). Un alto prezzo in cambio di un po' di pace.
@Monia_Podda@Cartabellotta In Lombardia hanno già iniziato, sia per gli adulti sia per i bambini che però vengono vaccinati in pochi centri vaccinali. Poco male, comunque si può prenotare.
@SimonaDelBuono@laura_lavespa be' certo, devi arrivare all'età pensionabile, ma a quel punto vent'anni di lavoro dovrebbero bastare... tutta la mia comprensione.
Parigi Pont d'Iéna vicino alla torre Eiffel 1.330 ritratti incollati sull’asfalto. Sono familiari e amici di vittime di violenza stradale. Per rendere visibili gli invisibili
@grande_flagello Ma non sì rendono conto di quanto sono oscene le spiagge occupate da migliaia di ombrelloni? Mi stupisco che ancora qualcuno prenda anche solo un considerazione di andarci in spiagge così.
Segnalazioni da tutta Italia.
Qui siamo a Villa Rosa di Martinsicuro, Abruzzo. Anche qui di anno in anno le concessioni sebbene scadute si allargano sempre di più, costringendo le spiagge libere a piccoli fazzoletti di sabbia.
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