Ieri sera a Milano, una ragazza di 18 anni è stata picchiata e violentata mentre cercava di prendere un treno per tornare a casa. Aveva appena compiuto 18 anni. Aveva chiamato lei stessa il numero di emergenza, con la voce rotta mentre raccontava cosa le era stato fatto: trascinata dal sottopassaggio della stazione di San Zenone al Lambro tra gli alberi, picchiata, violentata, abbandonata.
I soccorritori l'hanno trovata con i segni ancora sul corpo, l'hanno portata d'urgenza prima al Policlinico di Milano, poi al centro antiviolenza Mangiagalli. È stata curata, visitata, processata come un caso in più di una lunga serie. Un'altra cicatrice aggiunta a un sistema che registra ma non ferma la violenza.
L'indagine è iniziata. La procura di Lodi si sta coordinando con i carabinieri di Milano. Stanno esaminando le telecamere, ricostruiscono la vicenda. I testimoni hanno descritto l'uomo come un nordafricano. Si è avvicinato, l'ha trascinata dietro la stazione e le ha distrutto la vita in pochi minuti.
Ora ci ritroviamo con la stessa domanda a cui nessuno al potere risponde mai: quanti?
Quanti stupri, quante aggressioni, quante rapine dobbiamo aspettare prima che le istituzioni agiscano? Hanno un numero in mente? Ne servono altri dieci? Cento? Mille? Diteci qual è la quota, perché per la gente comune anche uno solo è già troppo.
Ed ecco la verità che nessuno al potere dirà: questo continua ad accadere perché lo Stato ne ha fatto una politica. Aprono le frontiere, lasciano passare le persone senza controlli e scaricano i costi delle loro decisioni sui cittadini comuni. La ragazza paga con il sangue mentre i politici non pagano nulla. La polizia arriva a fatto compiuto, i procuratori depositano documenti e il ciclo si ricomincia.
Quindi ponetevi la vera domanda:
se lo Stato non protegge una diciottenne mentre torna a casa, allora chi protegge esattamente?
Perché non è lei. E non sei tu.
Quindi visto che le hanno comprato casa non può sentire la loro mancanza?
Ci possiamo lamentare di tutto, ma nel caso si hanno i soldi allora ogni stato emotivo è una pagliacciata?
Delle volte manco vi rendete conto di quanto l’invidia vi consumi dentro e vi renda brutti
@Paroladilaura Io una volta ho utilizzato una busta del latte Esselunga (quella gialla) ovviamente preventivamente lavata, e l’oggetto venduto avvolto nel pluriball.. recensione su Vinted 5 stelle, però sotto il post mi hanno dato della disagiata 🙂↔️