Oggi c'è un vero capolavoro da prendere in edicola e incorniciare.
Ricordo quando @Capezzone iniziò questa battaglia da solo. E da solo esprimeva dubbi e chiedeva chiarezza sulle tante cose che non tornano nella vicenda #Ranucci.
Oggi la prima battaglia è stata vinta e non solo #IlTempo ma tutti i giornali ne parlano.
È stata scritta una pagina di vero giornalismo. E questa prima pagina è un vero e proprio capolavoro dell'informazione.
Complimenti a Daniele e a tutta la sua squadra.💪🇮🇹
#Report
𝐋𝐚 𝐑𝐚𝐢 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨.
𝐍𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐨��𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢.
Ma quando a perdere una poltrona è uno di sinistra, improvvisamente diventa un attentato alla democrazia.
Da Santoro in poi, la sinistra ha una specialità: 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐢𝐧 𝐦𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀.
La Rai è degli abbonati. Non di chi pensa di avere un diritto eterno al posto.
#rai #report #ranucci #lavitola
⚽ Mentre la Figc ritira il suo sostegno a Infantino per la rielezione alla presidenza della Fifa, alcune vecchie glorie del calcio italiano elogiano l'attuale presidente della federazione mondiale. Tra questi anche il capitano dell'Italia campione del mondo 2006, Fabio Cannavaro, attuale ct dell'Uzbekistan, che ha voluto dare il suo sostegno attraverso i social al presidente della Fifa, Gianni Infantino, sia sottoscrivendo un documento comune di appoggio, sia esprimendo posizioni più personali: "Negli ultimi 10 anni il calcio mondiale è migliorato. Negli ultimi 10 anni i calciatori e le calciatrici sono tornati al centro. Negli ultimi 10 anni - scrive Cannavaro - Gianni Infantino, alla presidenza della Fifa, ha fatto un gran lavoro. Non riconoscerlo sarebbe intellettualmente scorretto, oltre che una grave forzatura". La storia Instagram è stata condivisa da Francesco Totti.
L'elemento del decennio di governo Infantino ritorna in tutti i messaggi - molto simili - sottoscritti dalle vecchie glorie. "Negli ultimi 10 anni, abbiamo assistito all'impegno della Fifa e di Gianni Infantino per garantire che i calciatori siano rappresentati nel mondo del calcio, cosa che prima non esisteva", si legge nella lettera sottoscritta tra gli altri da Christian Vieri e Marco Materazzi, "calciatori ed ex calciatori hanno ora una voce e un ruolo reale nello sport. Le nostre opinioni vengono ascoltate e molte iniziative a beneficio del calcio sono il risultato diretto dei nostri contributi".
Hanno sottoscritto il documento anche gli argentini Javier Zanetti, Esteban Cambiasso e Javier Pastore, il portoghese Pepe, i brasiliani Felipe Melo e Roberto Carlos, in un coro di risposta ad altri ex giocatori che, nei giorni scorsi, avevano chiesto invece un cambiamento ai vertici della Fifa, sostenendo un'iniziativa lanciata dal francese Mikael Silvestre.
📸 ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
70 anni fa, nella miniera di #Marcinelle, persero la vita 136 italiani partiti in cerca di un futuro migliore. Oggi li ricordiamo insieme a tutti coloro che hanno perso la vita sul posto di lavoro. Il loro sacrificio è parte della nostra memoria nazionale da custodire per sempre.
Mentre a Marcinelle leggevo, su Sua delega, il messaggio del Presidente della Repubblica, un gruppo di persone, italiane e straniere, con i fazzoletti rossi al collo mi voltava ostentatamente le spalle. Lo stesso è avvenuto mentre parlava la vicepresidente del Parlamento europeo, l’on. Antonella Sberna. Non ho ritenuto di sporcare la sacralità del luogo e della ricorrenza e li ho ignorati. Ma, mentre concludevo, ho ricordato a me stesso che nel 1994 al vicepresidente del Consiglio italiano, on. Giuseppe Tatarella, un certo Elio Di Rupo, allora vicepresidente del Governo belga di sinistra, negò anch’egli ostentatamente la stretta di mano. E avere immeritatamente un trattamento simile a quello riservato a Pinuccio Tatarella mi ha inorgoglito. Di Rupo, a differenza di Tatarella, ha lasciato poca traccia, o forse solo gli squallidi epigoni di Marcinelle, visti di spalle, quasi fossero in fuga dalla realtà.