@patronuspower Guarda, io dopo aver parlato per due settimane con uno, arriva il giorno in cui dovevamo vederci.i scrive dicendomi di essere uscito di casa. Io nel frattempo aspetto per 30 minuti al bar. Riapro la sua chat per chiedergli dove fosse: mi aveva bloccata.
Le persone fanno schifo.
Sylla, la ragazza della pallavolo che ha conquistato il mondo.
Abdoulaye Sylla lasciò la sua terra, la Costa d’Avorio, con il cuore colmo di speranza e la valigia leggera. Arrivò a Bergamo, ma il freddo pungente e la solitudine lo convinsero a spostarsi più a sud, verso la calda Palermo.
Un giorno, sorpreso da una grandinata improvvisa, il destino bussò alla sua vita: due sconosciuti, Paolo Genduso e Maria Rosaria Esposito, lo presero in macchina e lo portarono al sicuro. Non era solo un passaggio: era l’inizio di una nuova famiglia, di un futuro che Abdoulaye non avrebbe mai osato immaginare.
Col tempo, i coniugi decisero di dare una mano concreta: Abdoulaye iniziò a lavorare per loro, trovando stabilità e un po’ di calore umano. Da lontano arrivò anche Salimata, sua moglie, e insieme diedero vita a un miracolo: la nascita di Myriam. La bambina, cresciuta tra il sole di Palermo e l’amore dei suoi “nonni” Paolo e Maria Rosaria, avrebbe sempre ricordato quei due come figure centrali della sua vita, quasi come una seconda famiglia.
Quei primi anni furono un intreccio di gioie semplici e difficoltà da affrontare con coraggio. Eppure, ogni sfida sembrava prepararla a qualcosa di più grande, qualcosa che nessuno avrebbe potuto prevedere.
E poi arrivò il oggi.
Bangkok. La finale dei Mondiali di pallavolo femminile. Le luci, i riflettori, le telecamere di tutto il mondo. Abdoulaye abbracciò sua figlia Myriam in un momento che pareva scolpito nel tempo. La ragazza che aveva imparato a lottare su ogni campo, trasformando ogni ostacolo in determinazione, era ora una delle colonne portanti della nazionale italiana. Una stella mondiale, nata e cresciuta in Italia, ma per cui il diritto di cittadinanza era arrivato solo molti anni dopo, come se il destino stesso avesse voluto testare la sua pazienza e il suo talento.
A tifare per lei, oltre a milioni di italiani, c’erano quattro persone speciali: la madre Salimata, da qualche parte in cielo, il “concittadino palermitano” Sergio Mattarella, e naturalmente Paolo e Maria Rosaria, i nonni del cuore, testimoni silenziosi ma fondamentali di un miracolo umano e sportivo.
Quel gesto di generosità, quel piccolo aiuto dato a un uomo straniero sotto una grandinata a Palermo, aveva seminato un futuro che oggi brillava d’oro. E il mondo intero, per un istante, ha potuto vedere il frutto dolcissimo dell’umanità. 🥇🇮🇹🏐
Viva l’Italia multietnica.
Viva la forza dei sogni.
Viva l’umanità.
Non so se se n'è accorto nessuno, ma gli israeliani stanno tenendo una parlamentare europea che hanno sequestrato in acque internazionali in carcere in isolamento.
Abbiamo fallito come società quando abbiamo silenziosamente accettato che togliessero il led colorato dagli smartphone per distinguere le notifiche senza accendere lo schermo
Il corso è gratuito e completamente facoltativo. Si fa il sabato mattina, al di fuori della settimana di lezioni canonica e non preclude in alcun modo l’apprendimento della cultura italiana nei precedenti cinque giorni della settimana.
Di scuola se ne occupano psicologi e peda-
Certe cose non me le posso inventare: stavo camminando nella hall dell'hotel quando una ragazza fa: 'ew che outfit 🤢' in italiano
Per fortuna che ho avuto il riflesso di girarmi e dire 'grazie mille'