Forse alla Biennale a Venezia arriverà la eco torva di una chiesa che crolla sotto i colpi russi, un sito UNESCO martellato da Putin, le vite umane. Tenetevi il vostro padiglione, l’arte di regime, mentre l’Ucraina combatte, soffre e resiste:
Nemmeno un minuto di servizio del @Tg1Rai delle 20 questa sera sul funerale di padre Pierre el Raï, parrocco maronita della diocesi di Tyr, ucciso lunedì 9 marzo da un colpo di cannone israeliano mentre prestava soccorso alle vittime di un attacco appena precedente. Le sue ultime parole sono state : “ Le uniche armi che abbiamo sono fede, pace e speranza" Le esequie sono state celebrate nel suo villaggio di Qlayaa in Libano. Migliaia i fedeli presenti e sono stati allontanati ,proprio dai fedeli , i miliziani di Hezbollah. Tutto questo i telespettatori italiani non l hanno visto. Nonostante @Pontifex abbia parlato piu volte di padre Pierre.
China and Russia must be having a field day. They are the ones who benefit from divisions among Allies.
If Greenland’s security is at risk, we can address this inside NATO.
Tariffs risk making Europe and the United States poorer and undermine our shared prosperity.
We also cannot let our dispute distract us from the our core task of helping to end Russia’s war against Ukraine.
Sul mostruoso disvelamento americano io non ci ho dormito la notte, perché ho capito che era già tutto lì. A ben vedere però era già tutto anche nei romanzi di King, in certe allucinazioni di Faulkner, nelle miserie di Caldwell e nei sadismi raccontati da London e Steinbeck
"La competenza politica non è meno rigorosa di quella tecnica: è solo più larga, più intrinsecamente legata alla vita e alla responsabilità. Più dipendente dalla qualità delle relazioni". Antonio Payar via “Il Domani d’Italia” qui: https://t.co/CwWn1XmZWM
A proposito del “pubblico europeo” che, a quanto ci dicono alcuni, morirebbe dalla voglia di ascoltare la grande esecuzione del maestro putiniano Valery Gergiev…
Ecco la situazione aggiornata ad oggi della vendita dei biglietti per il concerto previsto il 27 luglio al Festival di Caserta — manca poco più di una settimana.
🔴 In rosso: i posti già acquistati. Una parte significativa è stata comprata da associazioni ucraine ed Europa Radicale, che parteciperanno con una protesta durante il concerto.
🟢 In verde: i posti ancora liberi, mai acquistati.
⚫ In grigio: posti bloccati alla vendita (non sappiamo il motivo preciso — forse riservati ad agenzie turistiche, forse preacquistati dall’amministrazione del festival, o forse destinati a inviti o convenzioni).
Il prezzo? 15 euro per la platea, 10 euro per le gradinate posteriori.
Giudicate voi stessi il “grande entusiasmo del pubblico italiano” per il direttore d’orchestra della guerra putiniana.
Direi che insieme alla nostra petizione — oltre 17.000 firme contro il concerto di Gergiev — questo è uno dei segnali più chiari che ciò che state facendo, gentile @VincenzoDeLuca , non ha nulla a che fare con la cultura.
#StopGergiev #NoAllaPropagandaDiGuerra #PutinNonÈCultura #Caserta
#gergiev
#stoppropagandarussa
Un cachet di €25 mila a #Gergiev! A lui che sostiene lo sterminio del popolo ucraino non solo viene concesso di tenere un concerto, ma viene anche premiato con i nostri soldi!
Intanto, 201 artisti ucraini uccisi dalla Russia non potranno mai più esibirsi da nessuna parte…
Questa mattina mi sono immersa nella lettura dell’ennesima intervista a Goffredo Bettini divenuto ormai un genere letterario il “Pdsplaining”.
Dall’ intervista dell’ottimo Salvatore Cannavo’ (già leader di Sinistra Critica insieme a Turigliatto) si evince che:
-Il Pd dovrebbe uscire dalla maggioranza delle famiglie europeiste che sostengono la Commissione Ue;
-i socialisti europei vivono un “ripiegamento nazionalistico” e dovrebbero sposare l’agenda di Giuseppe Conte;
-basta mediazioni nel Pd perché Goffredo la mattina vuole avere un bel panorama chiaro;
-la Russia non attaccherà mai nessun Paese Ue perché a stento riesce a difendere i suoi confini;
-l’occidente è cattivo, la globalizzazione è finita e bisogna arrendersi alle autocrazie che sono un nuovo modello di sviluppo.
In un paio di pagine è concentrata una deriva preoccupante, un ripiegamento identitario lontano anni luce dal Partito Democratico delle “origini” che non preoccupa tanto per l’atteggiamento intollerante verso il pluralismo interno, preoccupa invece moltissimo rispetto alla creazione di una alternativa credibile alle destre di Giorgia Meloni e Matteo Salvini perché si allontana da un pensiero riformista, abbracciando un radicalismo insensato che nessuna esperienza di governo socialista in Europa, da Sanchez a Starmer, ha incarnato negli ultimi anni.
Che peccato e che amarezza, caro Goffredo!
Giletti annuncia che ospiterà nella sua trasmissione in onda su @RaiTre@VRSoloviev che è un propagandista russo colpito da sanzioni Ue.
Chiedo al Direttore di rete e alla Commissione di Vigilanza di intervenire per impedirlo: il servizio pubblico italiano non può essere in alcun modo megafono della disinformazione russa!
L’agenzia di stampa russa Tass è stata ammessa a partecipare all’incontro tra Trump e Zelensky nello studio ovale. Reuters e Associated Press sono state lasciate fuori. Cos’altro vi serve per capire?