@matteosalvinimi@Alice_Weidel Si l'Europa dei politici che vivono di paure che alimentano loro stessi. Visto che dici di guardare gli interessi italiani, vuoi sicurezza. Costruisci nuove carceri così di scuse di sovraffollamento non ce ne saranno più e i domiciliari si fanno in carcere
#Maga : “sono totalmente contraria ai vaccini. Assolutamente, al 100%. Ognuno di essi. Sono veleno”. Domanda: “ma il vaccino contro la poliomielite?”. R: “da quando non abbiamo avuto un caso di polio?”. Giornalista:” dal 1960, quando è stato introdotto il vaccino”. Seguace di #Trump: “si”…
Grazie Prof. @RobertoBurioni per aver spiegato con questa chiarezza una cosa che, dopo giorni di disinformazione, dovrebbe essere letta da tutti. Lo riporto integralmente perché non toglierei una parola.
Su richiesta di una lettrice, questo articolo di substack viene messo, accessibile a tutti, su Facebook. Vediamo cosa succede. Buona lettura.
La bambina è morta di difterite perché è stata curata male? Bastava somministrarle degli antibiotici per salvarla? Neanche per idea.
Nessun antibiotico, nessuna terapia intensiva, nessuna macchina: la difterite decide la sorte del paziente molto presto, prima dell’arrivo in ospedale, quando il conto a rovescia della bomba a orologeria innescata da questo batterio inizia a scorrere inesorabile.
La difterite non uccide con il batterio. Uccide con la tossina che il batterio produce nella gola e che il sangue distribuisce agli organi. La tossina entra dentro le cellule Le uccide: come l’abbiamo già spiegato e non ci torneremo.
Questo cambia tutto, soprattutto una cosa che quasi nessuno si aspetta.
Nella testa di chiunque, batterio significa antibiotico che lo cura. È così per la polmonite, per la meningite batterica, per la faringite da streptococco: si individua il germe, si sceglie il farmaco, si uccide il germe, il malato guarisce.
Nella difterite gli antibiotici funzionano. Il batterio è sensibile all’eritromicina, e in genere entro una settimana dall’inizio della terapia non lo si ritrova più. Il trattamento va avanti per due settimane, e alla fine si eseguono due colture a distanza di almeno un giorno l’una dall’altra per verificare che il germe sia sparito davvero.
Funzionano contro il batterio, ma sul decorso della malattia non hanno alcun effetto apprezzabile.
Avete capito bene. Si uccide il batterio, e il malato prosegue per la sua strada verso il suo destino.
Il motivo è che, quando l’antibiotico arriva la tossina è stata prodotta, è stata assorbita, viaggia nel sangue ed è entrata nelle cellule del cuore e dei nervi, dove continua a lavorare per conto proprio. Non ha più bisogno del batterio che l’ha fabbricata, e ammazzare quel batterio non la richiama indietro. Abbattere un bombardiere non fa rientrare le bombe che sono state già sganciate e che stanno precipitando verso i loro bersagli al suolo.
Gli antibiotici, nella difterite, servono a impedire che venga prodotta altra tossina e a impedire che il malato contagi qualcun altro. Sono indispensabili, ma soprattutto per evitare il contagio. Per il malato non fanno molta differenza.
Resta una sola arma che agisca sul veleno, ed è l’antitossina. È un siero di anticorpi che neutralizzano la tossina, e viene da dove veniva alla fine dell’Ottocento: dai cavalli. Si immunizzano cavalli con la tossina difterica, si preleva il loro sangue, si concentrano gli anticorpi e si iniettano al malato. Questo è un siero, non il vaccino a mRNA.
Il sistema immunitario umano riconosce le proteine equine come estranee, ed è capace di reagire contro di esse in modo violento. Insomma, a differenza del vaccino che è sicurissimo, questa è una terapia che è gravata di pericolosi effetti collaterali, e non si può somministrare a cuor leggero, anche perché non guarisce il malato. Si limita a impedirgli di peggiorare, dunque ci si trova in un conto alla rovescia nel quale ogni giorno toglie efficacia al siero.
Però il conto alla rovescia non comincia quando il bambino entra in ospedale, ma molti giorni prima, perché la difterite all’inizio è quasi impossibile da diagnosticare. L’esordio è insidioso, i primi disturbi sono lievi e non dicono niente, e nella fase iniziale della malattia la membrana in gola può non esserci. Mentre la malattia sembra ancora poca cosa, la tossina è già al lavoro, e più il batterio si replica più ne viene assorbita. Per questo, anche in contesti estremamente sviluppati e con diagnosi tempestiva, la difterite ha una mortalità molto alta.
La ragione è tutta nell’orologio, e nel confronto tra due iniezioni.
Prosegue nei commenti
Porello, tanto intelligente da non capire che propio lui è un meticcio viste le sue origini è ancora di più i suoi figli visti i genitori, c’era uno nel passato che odiava tutti coloro ricordavano le similitudini e le analogie legata alla sua folle personalità .
Non ha fatto una bella fine, tanto meno eroica.
@AlbertoContri Anche un cretino riesce a capire che nessun vaccino è efficace al 100%. Se uno non lo capisce il problema non è nel cuore, ma nel mancato arrivo di sangue al cervello, che provoca atrofia dell'organo.
Sempre un passo indietro. La decisione di non partecipare alle prime esercitazioni militari dei cosiddetti volenterosi è un errore che accomuna la stragrande maggioranza delle forze politiche del nostro paese, a dx come a sx. Quell’operazione infatti rappresenta l’embrione del nuovo esercito europeo e dell’altra gamba della NATO, quella che dovrebbe affiancare quella americana. Non so se per indole o per propaganda elettorale preferiamo una rassicurante miopia.
C’è qualcosa di miserabile nel vantarsi delle proprie immunità parlamentari mentre si augura all’interlocutore di finire in galera. Non è forza, è arroganza. Non abbiate mai paura di queste persone: il potere passa, la dignità resta.
@ilgiornale Ma si omettiamo al PS che la bimba non è vaccinata, la anamsei tanto che vuoi che sia, un puro esercizio di stile, una invenzione di big pharma, non dimentichiamo poi Soros e Bill Gates... la colpa è sempre di qualcun'altro