Voglio ringraziare personalmente l’uomo che ieri, alla Prima della Scala, al termine dell’Inno di Mameli, ha urlato “Viva l’Italia antifascista”.
È sempre bene ricordarlo. Specie quando una donna sopravissuta all’Olocausto è costretta a stare per tre ore e mezza sul palchetto al fianco di un fascista conclamato come La Russa, un Salvini e un Sangiuliano.
Per la cronaca, si chiama Marco Vizzardelli, ed è stato pure identificato da quattro uomini della Digos come fosse un pericoloso sovversivo.
Identificato per aver detto, ribadito l’ovvio in un Paese democratico e civile.
Se urlare di essere antifascisti è sospetto, allora identificateci tutti.
Siamo tutti Vizzardelli. E ci mancherebbe ancora.
L.T.
#VivaItaliaAntifascista