@Drittorovescio_ Per Crans Montana indignazione nazionale. Per ponti che cadono (Ponte Morandi ecc..), strade che si sbriciolano e infrastrutture fatiscenti… silenzio stampa. Le vere emergenze sono sempre quelle all’estero, evidentemente.
@SpartacoMirocle@beppe_grillo tanto fumo.Nessuno ha “assimilato” nulla: si evolve, si integra, si comunica. La mescolanza tra lingue è ciò che tiene il mondo connesso, non un atto di sottomissione. Difendere la purezza linguistica nel 2025 è come proteggere il fax: poetico, forse, ma tragicamente inutile.
@SpartacoMirocle@beppe_grillo Cool il tuo mix di disprezzo e nostalgia, come un vecchio modem che fischia mentre il mondo è già in fibra. Il tuo rant da boomer è noted — ma tranquillo, nessuno ti chiede di fare upskilling. Anche l’obsolescenza ha la sua dignità.
@SpartacoMirocle@beppe_grillo Certo, difendiamo la lingua italiana: basta con AI, torniamo a IA. E già che ci siamo, aboliamo anche smartphone, meeting, feedback, deadline, streaming, team, marketing, startup, newsletter, call, report, workshop e Wi-Fi. Torniamo al piccione viaggiatore: è più autoctono. 🇮🇹🕊️
@lasoncini@beppe_grillo Hai ragione Guia: in questo secolo così poco raffinato, c’è chi confonde la parodia con l’ambizione. Ma tranquilla, quando AI inizierà a scrivere editoriali, saprà distinguere lo stile da chi lo indossa come maschera.
@CarotaSidroga @ficantetony1 Qualcosa di concreto?Certo: AI sta già imparando a fare il lavoro di chi passa il tempo a italianizzarne l’acronimo. Ma tranquilli, continuate pure a chiamarla “IA”… almeno lei saprà chi sostituire per primo.
@beppe_grillo difendere l’uso di “IA” in nome dell’italiano è quasi tenero. Peccato che l’innovazione non parli lingue nazionali, ma globali. “AI” non è solo un acronimo: è uno standard culturale e tecnico. Insistere con “IA” è come tradurre “software” in “softuer” — goffo e inutile.
@gferrari73@FocusEconomia Spartanburg, South Carolina, da cui escono SUV X3, X5, X6 e X7 — venduti in tutto il mondo, anche in Germania. Mercedes produce GLE e GLS in Alabama. La verità è che quando serve qualità, capacità industriale e innovazione, gli Stati Uniti sono ancora una scelta strategica