🚨 SON DAKİKA:
Belçika Başbakanı: Gazze'de uzuv kaybı nedeniyle 15.000'den fazla insana protez gerekiyor. Bu mağdurların 10.000'i çocuk... Bütün bunlarda insan onuru nerede?
Un 14 de septiembre de 1960, el líder anti-imperialista Patrice Lumumba, era derrocado en el Congo en un golpe de estado organizado por EEUU y Bélgica, por negarse a entregar los recursos del pais.
Lumumba sería descuartizado, disuelto en ácido y tirado al mar por EEUU y Bélgica, los belgas además le arrancaron y robaron un diente de oro como trofeo de guerra, el cual que conservaron durante décadas.
El único delito de Lumumba fue conseguir la independencia de su pueblo y negarse a someterse al imperialismo, como hicieron otros líderes corruptos que aceptaron ser marionetas del neocolonialismo.
Lumumba pasó a ser el objetivo número 1 a eliminar de la CIA y de Bélgica, el imperialismo empezó el golpe de estado en el Congo, nombrando a un presidente títere, Moise Tshombe, y creando un estado inventado en la región de Katanga... justo era la región más rica en minerales de todo el pais (qué casualidad).
El director de la CIA, Allen Dulles, decía: "Nos enfrentamos en el Congo a una persona que es Fidel Castro o incluso algo peor. La expulsión de Lumumba debe ser un objetivo urgente y primordial de la CIA con una alta prioridad de toda nuestra acción encubierta".
En enero de 1961, Lumumba era finalmente capturado por mercenarios golpistas títeres de EEUU y Bélgica, siendo llevado hacia la región invadida de Katanga, donde Lumumba fue torturado y descuartizado a órdenes de la CIA, disolvieron su cuerpo en ácido y tiraron sus restos al mar.
Tras el asesinato de Lumumba, hubo disturbios hasta en el edificio de las Naciones Unidas en Nueva York, por su labor de complicidad en el crimen, dejando 18 guardias de seguridad de la ONU heridos.
L’immagine del rapper Sfera Ebbasta circondato dalle dieci ragazze a San Siro mostra il corpo delle donne come simbolo di uno status maschile.
Al centro della scena c’è un uomo di potere "circondato da una cornice di ragazze intercambiabili e senza volto", dice la scrittrice Carolina Capria, "presentate come accessori, al pari di una macchina o un orologio”. Un’immagine che racconta ancora oggi "un modello di mascolinità fragile che ha bisogno di esibire il proprio potere attraverso i corpi delle donne".
L'approfondimento di Giulia Mengolini
SAVE THE PEOPLE FROM SAVE THE CHILDREN E AFFINI
Questi qua ogni giorno ci martellano i torroni con la loro questua lacrimevole. A tutto campo. Compaiono ovunque.
Ci parlano della situazione catastrofica a Gaza: di bambini denutriti al punto da non riuscire a piangere; che sognano di morire per andare in paradiso e poter finalmente mangiare e bere. Ci informano che il cibo e gli aiuti vengono bloccati sistematicamente.
Ma da chi?
Ecco, questo è il punto.
Il tizio in questione, con la sua aria contrita e compassionevole, si dimentica sempre di dircelo.
Di fare i nomi dei criminali assassini che stanno compiendo il massacro in mondovisione.
Non è complicato risalire ai colpevoli di quell'olocausto.
Sciacalli siete.
Sfruttate questa immane tragedia per mandare avanti il vostro carrozzone mangiasoldi.
Se volete arrestare la mattanza, dovete prima di tutto contribuire a neutralizzarne le cause. Partendo col denunciare i carnefici.
Affinché possano essere fermati.
Altrimenti potrebbe sorgere il sospetto che, tutto sommato, il protrarsi della crisi non vi dispiaccia poi tanto.
Visto che fa arrivare i soldini.
"Finiremo tutti colpevoli per non aver capito che i mali grandi e irrimediabili dipendono dall’indulgenza verso i mali ancora piccoli e rimediabili” (Vittorio Foa)
Il ministro israeliano #BenGvir vuole deportare 1 milione e 900. 000 palestinesi da #Gaza - deportare -e non vedo reazioni nauseate e indignate per tanto razzismo, suprematismo, nazismo.
E poi ci meravigliamo che in Germania vinca AFD?
🇺🇸 | Un racista MAGA intentó patear a un afroamericano en EE. UU.… y terminó recibiendo una paliza con su propia chancla, como si fuera su madre disciplinándolo.
Las chanclas siempre han funcionado para corregir a los que se portan mal.
#7settembre Giovanni Iannelli è uno di noi.
Perché quello che è successo a mio figlio Giovanni potrebbe accadere a chiunque. Magari in un altro contesto, in un altro luogo, in un’altra circostanza.
Ed è proprio per questo che, quando una persona muore e ci sono elementi a sufficienza per accertare la verità, in un Paese che voglia davvero definirsi civile si celebra un giusto processo.
Non importa chi siano le persone coinvolte. Non importa quanto siano potenti, influenti o considerate intoccabili.
La giustizia deve essere uguale per tutti.
Un processo serve ad accertare la verità, ad attribuire le responsabilità quando esistono e, soprattutto, a restituire dignità a chi non c’è più e a chi continua a chiedere giustizia per lui.
Per Giovanni chiediamo semplicemente questo: la verità e un giusto processo.
Perché Giovanni è mio figlio, ma Giovanni Iannelli è anche uno di noi.
E ciò che è accaduto a lui potrebbe accadere a ciascuno di noi. #verita #giustizia #veritaegiustiziapergiovanniiannelli Giustizia per Giovanni - 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚
“Vi scrivo per denunciare un episodio gravissimo e indegno di un grande aeroporto internazionale, vissuto sulla mia pelle e su quella della mia famiglia la notte scorsa all’aeroporto di Malpensa Terminal 1. Siamo atterrati passata la mezzanotte, reduci da un lungo viaggio all’estero aggravato da oltre un’ora di ritardo.
Eravamo distrutti, in particolare le mie due bambine piccole, sfinite dall’orario e dalla stanchezza. Con l’unico obiettivo di tornare finalmente a casa a Busto Arsizio, ci siamo diretti verso l’area dei taxi.
Quello che ci si è parato davanti è stato un vero e proprio muro di illegalità e arroganza. Arrivati alla fila, composta da almeno una decina di vetture, abbiamo chiesto di poter raggiungere Busto Arsizio. La risposta, data in modo sbrigativo da tutti i tassisti presenti, è stata agghiacciante: quei taxi erano “solo per Milano”.
Ci è stato detto candidamente che non potevano effettuare corse locali e che avremmo dovuto trascinarci i bagagli al piano -1, davanti alla stazione ferroviaria. Ovviamente, dopo aver seguito le loro indicazioni e aver trascinato le valigie con le bambine stanche morte al piano -1, non abbiamo trovato nessuno.
Siamo dovuti tornare su, disperati e con la pazienza ormai esaurita. Solo dopo una forte insistenza e di fronte alla nostra totale disperazione, un tassista si è “degnato” di farci salire, borbottando e lamentandosi per tutto il tempo del fatto che, per un viaggio così corto, stava perdendo soldi.
Ma il peggio doveva ancora venire: invece di portarci a Busto Arsizio, ci ha scaricati davanti alla stazione del treno del Terminal 1 (dove nel frattempo erano spuntati altri due taxi), costringendoci a un ulteriore trasbordo prima di poter finalmente salire su un’altra vettura e tornare a casa.
Mi chiedo e vi chiedo: è mai possibile che a Malpensa chi scende da un aereo venga trattato come merce di serie B in base alla destinazione? Un taxi ha il diritto di rifiutare una corsa urbana o suburbana solo perché punta alla lucrosa tratta per Milano? E soprattutto, è tollerabile che una famiglia con bambini piccoli debba subire un simile calvario a mezzanotte passata, tra scaricabarile, bugie e maleducazione?
La gestione dei taxi all’aeroporto di Malpensa è fuori controllo e ostaggio di comportamenti inaccettabili che danneggiano l’immagine del nostro territorio e calpestano i diritti dei passeggeri. Spero che dare voce a questa disavventura serva a svegliare chi di competenza e a pretendere finalmente dei controlli severi”.
Il video appello rivolto al mondo della politica diffuso da Franco Isceri, il padre di Lorena, la donna uccisa dall'ex che l'ha lanciata da un cavalcavia sulla A1. "Votate all'unanimità le norme e lavorate su scuole e centri antiviolenza". #ANSA
Queste, e quelle di molti altri che vengono ospitati in Italia a “decomprimersi” dopo aver fatto questa roba e sparato deliberatamente in testa ai bambini.
Ospitati, scortati e protetti dal Governo Meloni.
#Israels_Genocide_in_Gaza#Israel_Is_The_Enemy_Of_Humanity
Avrebbe potuto scegliere uno dei bambini amputati di Gaza e invece Adidas ha scelto un soldato dell’IDF che ha servito nella Striscia.
Shalev Biton, veterano dell’IDF che ha perso una gamba in servizio a Gaza nel 2021, è infatti il volto di “Single Shoe”:
la campagna, lanciata localmente da Adidas nei negozi in Israele dopo il lancio nei mercati europei a marzo, permette alle persone con amputazioni agli arti inferiori di acquistare una singola scarpa a metà prezzo rispetto al prezzo di listino.
Secondo l’ONU Gaza ha il più alto tasso pro capite di bambini amputati al mondo. Da ottobre 2023 si siano verificate oltre 5.000 amputazioni traumatiche degli arti, a seguito degli attacchi israeliani perpetrati da soldati come quello che Adidas ha scelto come modello per la loro campagna.
“La memoria collettiva è sempre breve.”
11 anni fa, il corpicino senza vita di Alan Kurdi, tre anni, diventò il simbolo del fallimento delle politiche europee in materia di migrazione.
La storia di Alan continua a ripetersi. Ancora. E ancora.
Non vi voltate dall'altra parte. Il genocidio continua. Vi prego non distogliete lo sguardo. Mai. Non bisogna indietreggiare mai, neppure per prendere la rincorsa.