Stagione 2015/2016. Boston riceve la visita di Cleveland. Durante un time out, sui maxischermi del TD Garden viene trasmesso un video riguardante la storia di un ragazzino di 16 anni di Boston. Si chiama Aaron Miller e ha una rara forma di distrofia. Anni prima i medici gli dissero che sarebbe rimasto paralizzato e con deficit cerebrali per tutta la vita. Ma dopo decine di interventi e anni di terapie, Aaron, ha iniziato a giocare gare a golf e a basket. Non solo, è così bravo a farlo che è diventato un atleta di "Special Olympics" (associazione che organizza ogni 4 anni le olimpiadi per persone con disabilità intellettiva e/o fisica).
In quel momento Cleveland è attorno al proprio allenatore, David Blatt, che sta dando le ultime indicazioni prima della ripresa del gioco.
LeBron però si sfila prima dal gruppo, inizia a correre, attraversa tutto il campo, e si dirige verso un tifoso di Boston in prima fila: ha capito che quel tifoso è Aaron Miller.
Lo abbraccia.
Gli accarezza la testa, e gli dice qualcosa.
“Non sono riuscito ad ascoltare l'intera storia perchè il coach in quel momento stava disegnano uno schema da eseguire. Ma con la coda dell'occhio ho visto il suo viso sullo schermo. Ho sentito che i dottori gli dicevano che non sarebbe riuscito a camminare o parlare mai più. E invece eccolo qui. Tutto ciò va oltre il basket. Sono riuscito a riconoscerlo e ho notato che indossava le mie scarpe. Quel modello di scarpe è uno di quelli che ho disegnato io. Tra l'altro hanno un modo particolare di essere allacciate, che facilita il gesto. In quel momento mi sono sentito come fossi parte di lui, e allora sono corso a mostrargli il mio rispetto e la mia ammirazione”.
A fine partita LeBron è tornato da Aaron e gli ha regalato le scarpe che indossava.
Oggi è un giorno speciale perchè quest'uomo compie 39 anni. Non c'è niente che non sia già stato scritto riguardo a questa icona della pallacanestro. I record sbriciolati, e le classifiche che lo vedono primo di sempre, ormai non si contano più. Sono infiniti. Come l'ammirazione per un giocatore che a questa età, come nessun altro prima di lui, riesce ancora ad essere tra gli atleti più determinanti al mondo. C'è un aspetto che forse è un po' offuscato da ciò che di incredibile ha sempre fatto sul campo: quello che fa, ha fatto, e continuerà a fare, fuori dal campo. E parliamo di quel confine tra la leggenda e la gente comune che in tantissimi casi lui ha azzerato. Ridando ciò che ha ottenuto a decine di migliaia di bambini e ragazzi che invece non hanno nulla o hanno poco: perchè non ha mai dimenticato chi era, e da dove è venuto.
Ma anche nei piccoli gesti, forse più semplici, ma egualmente potenti, come questo nei confronti di Aaron, si è sempre dimostrato sincero e al tempo stesso straordinario.
Buon compleanno LeBron James.
- Probabilmente il miglior manga sportivo di sempre.
- Il cartone animato, dal 2000 in poi, ha inchiodato al divano milioni di ragazzi che aspettavano le nuove puntate su MTV.
- Takehiko Inoue, il disegnatore, ha detto che le canotte della squadra sono ispirate a quelle dei Chicago Bulls e i capelli e il carattere del protagonista, Hanamichi Sakuragi, sono un omaggio a Dennis Rodman.
- Inoue ha ammesso che ha iniziato a giocare a basket al liceo per fare colpo sulle ragazze. Proprio come Hanamichi.
- il doppiaggio italiano è stato definito dal suo responsabile "anarchia totale", ed è passato alla storia per quanto facesse pisciare addosso dal ridere.
- molti anni dopo la messa in onda dell'ultima puntata, Takehiko Inoue stesso, dopo un lunghissimo lavoro, ha creato e diretto un film dal titolo "The First Slam Dunk" che è uscito da poco al cinema anche in Italia.
- in Giappone e in Cina sono state organizzate delle proiezioni del film davanti ad oltre 30.000 persone.
Abbiamo visto il film. Se il manga e il cartone hanno segnato la nostra generazione, annunciamo, senza troppi giri di parole, che il film è probabilmente uno dei film sulla pallacanestro (ma anche sportivi) più belli della storia. Un capolavoro. Per i disegni, per le animazioni, per la caratterizzazione di tutti i personaggi, per il modo in cui è raccontato, per la spettacolarità della partita, per il ruolo centrale della pallacanestro, e perchè si esce dal cinema con la pelle d'oca e le lacrime agli occhi.